Nel 2016 Cristina Comencini, la figlia del noto regista Luigi, ripropone anche nelle sale cinematografiche un soggetto da lei ideato e di cui oltre che la regista ne è la sceneggiatrice. L’origine di tutto è la pièce La scena, nata per il teatro che la madre del politico Carlo Calenda riadattarà avvalendosi della collaborazione anche di Giulia Calenda, (sua figlia) e di Paola Cortellesi che ne è una delle protagoniste sul set.
La trama
Lucia (interpretata da Paola Cortellesi) è stretta da una solida amicizia con Maria (interpretata da Micaela Ramazzotti). Le due donne hanno caratteri molto diversi e soprattutto nei rapporti con gli uomini sono l’una l’opposto dell’altra; la prima dopo la delusione del matrimonio è diventata iper critica verso il sesso opposto al punto tale da vivere una vita
pressochè monacale, la seconda al contrario, è una specie di ninfomane, ama moltissimo l’amore fisico, ma questo suo “gettarsi” seguendo gli ormoni, la porta a colezionare uomini che è meglio perdere che trovare. Di conoscerli, parlarci, prima di concedersi, non ci riesce proprio. Spinta da questi suoi impulsi Maria si porta a casa Luca Morini, (interpretato da Eduardo Valdarnini) conosciuto in discoteca dopo che ambedue erano molto intorpiditi dall’alccol, segue una notte di sesso sfrenato. Al mattino entra in scena la casta Lucia che il ragazzo crede sia la donna con cui aveva folleggiato la notte precedente. Le due donne, che per età dovrebbero essere “mature”, non svelano al diciannovenne la dinamica del loro incontro, e così Luca pensa di aver fatto l’amore con Lucia, e forte di questa convinzione se la porterà a letto, facendole rompere un'astinenza che durava da parecchio. Maria in un primo momento cerca di resistere alla sua attrazione per il giovane e, cosa strana per lei, cerca di dialogare con il maschio, per poi cedere ai desideri della carne. Il ragazzino si trova quindi ad appagare ed a "aiutare" le due donne mature ma non certo anziane, ecco, direi che sono presentate come giovani non più di primo pelo.
Mi fermerei qui con la sintesi per dire che il film è una commedia leggera, una storia che vuole intrattenere e riconosco alla regista che sa il fatto suo. Le riprese sono piacevoli, il ritmo dei dialoghi buono, e gli attori (ho citato solo i tre principali), adeguati ai rispettivi personaggi. Di più, Paola Cortellesi, che interpreta il ruolo di una cantante, una volta in più dimostra le sue abilità di artista completa e nelle scene dove si esibisce con vocalizzi, mi stupisce per la sua abilità. Il film è anche divertente, vuoi per gli equivoci posti in scena, vuoi per le battute, vuoi per come sono state declamate. Detto questo non mi sento di andare molto oltre la sufficienza perché se nella commedia sexy all’italiana di metà anni 70, quando si parlava di sesso, vuoi per soddisfare i militari e far cassetta, vuoi per dare un tocco di credibilità alla trama, capitava di vedere qualche seno scoperto, qualche scena piccante, qui, invece abbiamo una pellicola di una castità assoluta, dove si parla di un giovane che si scopa due quarantenni, una delle quali è anche ninfomane, ma immagini audaci proprio non ce ne sono. I tempi sono decisamente cambiati, ma al di là di questa ipocrita “moralità”, tra una battuta e l’altra si spaccia il concetto che in amore l'età non conta, che i giovani (il giovane nel nostro caso) alla fine hanno una loro saggezza, e che comunque l’amicizia tra donne è un valore che sa resistere anche se si fottono il sex toy vivente l'una all’altra. Insomma: bandiera arcobaleno per tutti! (rif. 2). La Cristina Comencini, per farla breve, prende a piè pari i concetti di società liquida già analizzata da Bauman (rif. 3) e ce li propone in modo divertente, spacciandoli per credibili.
Prendo dei commenti estrapolati dal sito Davinotti (rif. 4) e li ripropongo perchè li reputo illuminanti: Siska80: “Brutto, ma certo figlio dei nostri tempi. Si nota la matrice femminile/femminista (due amiche dalla mente aperta, ovviamente dai caratteri opposti, si contendono un ragazzino che se la spassa con entrambe), mentre il film segue la via della commedia raffinata col risultato di apparire solo moscio e noioso. Giusto per rimpolpare una trama esile come un giunco, vengono inserite qua e là gradevoli quanto a volte inutili esibizioni canore della Cortellesi (qui non al top e per giunta in coppia con una modesta Ramazzotti), ma arrivare sino alla fine è francamente dura”.
Ryo : “Se i personaggi fossero stati di sesso opposto ne sarebbe uscita una commedia sexy con una giovane ragazza poco di buono che va a letto con due uomini adulti e questi ultimi sarebbero stati dei pervertiti che corrono dietro alle ragazzine. Abbellita a questo modo invece, si può parlare di donne vittime di uomini bastardi, di come sia difficile la vita per una donna sola che deve allevare dei figli, quindi (quasi) tutto è concesso. E il ragazzino insegnerà pure una lezione di vita alle due. Ma per favore…”
Nancy: “La Comencini accoppia la Ramazzotti e la Cortellesi per parlare di donne over40 e lo fa sommando una serie di stereotipi uno su l'altro. Valdarnini nel ruolo del toyboy funziona solo per i primi passaggi del film, dopo si ripete all'infinito fino a diventare addirittura deus ex machina (con una certa tendenza ad alzare le mani) della vita delle protagoniste. Insomma una trama che fa rabbrividire, sommata a una regia molto dimenticabile, con due attrici che sicuramente hanno visto giorni migliori (la Cortellesi soprattutto). Alla larga!”
Precisando che le tre recensioni con un pallino, sono le più critiche, l’humus su cui poggia il lavoro è una morale che ritengo ipocrita, come i messaggi che, perfettamente in linea con i tempi, vengono elargiti. Io non sono così severo nel giudizio circa il film, che non è chiaramente un capolavoro, ma che si difende bene pur, come evidenziato, proponendo clichè alla moda in cui non mi riconosco. Nelle commedie sexy anni 70 le situazioni di giovani (anche meno che diciannovenni, ma adesso guai a dire che ci sono ragazzini di 14 anni che sono attratti da donne maggiorenni) i quali si ingegnano pur di copulare con chi era più vecchie di loro, non erano così rare, sia chiaro, ma… ecco, sostengo che nella narrazione di questo film delle note stonate ci sono, non intendo sviscerarle, riconoscendo ai succitati opinionisti di averne individuato qualcuna. Per completezza di cronaca aggiungo anche altre opinioni meno critiche.
Gabrius79: (due pallini) “La storia è frizzantina e viene resa tale dalla bravura della coppia Cortellesi/Ramazzotti con l'aggiunta di un vivace ed emergente Valdarnini. Tra equivoci e schermaglie la pellicola scorre via in modo sciolto pur se non manca qualche momento di noia. Si denota un certo impianto teatrale, ma la regia della Comencini è solida”. Tre pallini ora per una delle critiche più benevole a firma Silvestro: “Buono e a tratti quasi spumeggiante questo film che ha come punto di forza l'interpretazione di due attrici come Cortellesi e Ramazzotti, qui perfettamente complementari. Se la cava bene anche il giovane protagonista, che riesce a dare al suo personaggio la necessaria esuberanza. Il tutto è accompagnato da musiche jazz molto gradevoli. Qualche pausa, alcune piccole forzature nella sceneggiatura, ma niente di grave: resta il sapore piacevole di un'opera fresca, ritmata e ben recitata! Consigliato”.
Mirco Venzo, Treviso 01/12/2025 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Qualcosa_di_nuovo_(film)
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/1103-marcia-della-pace-di-assisi-false-flag
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/778-bauman-e-la-societa-liquida
rif. 4 https://www.davinotti.com/film/qualcosa-di-nuovo/39253