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20180605 VM PanzeriIn via Secchi si può riflettere sul lavoro di Nicolò Panzeri, a titolo Feed us. E’ uno dei lavori, a mio avviso che meglio esprime l’idea di fotografia contemporanea, almeno per come me la spiegò Francesco Jodice: qui il fotografo più che fotografia fa informazione e lancia stimoli. Insomma, usa anche la fotografia per innescare delle riflessioni nel fruitore. Feed us ha come protagonista il cibo, e le foto esposte estrapolate dalle informazioni sono poca cosa, (ad essere gentili).

Il giudizio muta radicalmente se si ha il tempo di leggere le didascalie e magari anche di leggere il foglio posto a disposizione del visitatore. Qui una critica la devo rivolgere all’artista, le scritte del foglio sono molto piccole, forse troppo per essere agevolmente visionate. Tuttavia, se si soprassiede su questo dettaglio, si va a scoprire, ad esempio che lo spazio assegnato per legge ad una gallina è pari ad un foglio A 4. Concretamente il lettore deve immaginare che in un metro quadro si trovano a convivere 20/25 galline.

La situazione intuitivamente è innaturale e logico pare il forte tasso di mortalità (10 /12%) che viene registrato. Ne consegue che gli allevatori devono prendere dei provvedimenti quali tagliare il becco agli uccelli per evitare che gli animali stressati dal sovraffollamento si colpiscano in modo deleterio. Per alleviare lo stress possono ricorrere ad altri sistemi, processi comunque che si ripercuotono sempre nel prodotto finale, le uova che giungono nelle nostre tavole. Altra informazione: vi sono ambienti dove assaggiatori utilizzano tutti i cinque sensi per valutare gli alimenti che vengono loro proposti.

Questi giudici ricevono un addestramento specifico e sono obbligati ad effettuare le loro considerazioni in un ambiente asettico, privo di stimoli che potrebbero deturpare la loro valutazione. Che cosa c’è di naturale in tutto ciò? Nulla, ma il lavoro di Nicolò porta a riflettere su questo. L’autore non prende posizione circa le informazioni che ci fa pervenire, anche se ci fa comprendere come l’industria del cibo sia diventata qualcosa di molto diverso da come lo è stata per millenni. Dettaglio importante il lavoro è stato realizzato in Italia, la patria della "buona cucina". Se è vero che noi siamo ciò che mangiamo possiamo ritenere ininfluente tutto ciò?

Mirco Venzo, Reggio Emilia 25/04/2018 #qzone
Foto Giorgio Grassato con il cellulare

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