Una delle lettrici di Qzone, Svetlana Studenkova, ha letto l’articolo Feed us di Nicolo Panzieri (rif. 1) e ha posto una domanda tanto semplice quanto ficcante: “E dov’è la poesia”? L’articolo accennava al lavoro di questo artista contemporaneo esponente a Fotografia Europea 2018 (RE) il tema della rassegna era Rivoluzioni, Ribellioni, Cambiamenti, Utopie. L’artista proponeva alcune informazioni sul tema del cibo Made in Italy, spiegando come, ad esempio 20 galline ovaiole sono stipate in un metro quadro e per evitare che si combattono l’una con l’altra vengono loro ridimensionati i becchi (e probabilmente imbottite di sostanze farmaceutiche atte a tranquillizzarle);
naturalmente queste sostanze si ripercuotono a cascata nelle uova che ingeriamo, oppure il mio articolo raccontava dei degustatori (sono uomini con i sensi particolarmente sviluppati) che in un ambiente asettico assaggiavano il cibo per individuare i livelli qualitativi di differenti proposte. L’ambiente asettico è un luogo privo di colori, di odori, di stimoli, una sorta di sala chirurgica…
In moltissime località italiane esistono dei promontori che guardano il paesaggio, dove lo spazio lo permette spesso si propone un ristorante che offre cucina locale. Quando il belvedere è sul mare sovente sono specialità di pesce, se in montagna cacciagione, se in collina di solito trattasi di funghi. Il messaggio della tradizione Made in Italy (ma altrove è lo stesso) è chiaro: mangiare osservando un bel paesaggio è più gustoso. Altro che ambiente “asettico”!
In effetti, a pensarci bene, tutto ciò che circonda il cibo aiuta ad apprezzarlo, la compagnia, la preparazione della tavola e dei piatti, i profumi che ci circondano mentre mangiamo….Ricordate le uova sode (rimanendo nel tema di Panzeri) che a Pasquetta venivano ingerite nei prati di qualche collina dove la tradizione trevigiana ci faceva arrivare in bicicletta? L’odore dell’erba, il profumo del bosco era parte di quel rituale, e un pezzo del fascino di quel pasto semplice (fatto di panini con la sopressa, di vino, e dell'immancabile dolce casereccio) era causato dalla fatica del pedalare per raggiungere la meta.
Persino il sudore dava sapore a quelle uova colorate di rosso o di verde (estratto dalle ortiche) e contribuiva a rendere quel pasto semplice nelle sue umili portate, delle strepitose leccornie. In bella sintesi la cucina italiana inserisce il cibarsi dentro una miriade di connessioni di mille tipi, e queste interazioni (con l’ambiente, con i profumi, con i colori delle stagioni, e perché no? Con i commensali) danno sapore al cibo. Se tutto ciò da un lato rende “logico” l’ascetismo dei degustatori, dall’altro impone la domanda: “la modernità” dove ci sta portando?
Fine della sintesi dell’articolo e possiamo ora affrontare la domanda di Svetlana, che fu, vale la pena ricordarlo, ballerina in russia e questo la rende sensibile al concetto di arte. Apro una parentesi, il balletto classico non è un mero gesto atletico, ma è armonizzare nel contesto musicale la danza dell'artista. A sua volta la musica interpreta un racconto, che richiede anche una "recitazione". Insomma, anche il balletto classico vive di relazioni ed è la capacità di amalgamare questi differenti aspetti che rende un ballerino più o meno bravo.
Rispondo a Svetlana: non c’è proprio poesia nella più evoluta industria alimentare italiana!
Questo è il messaggio che Nicolò Panzeri ci vuol, forse, comunicare. Dico forse perché, fedele ai dettami di arte contemporanea, l’artista cerca di non esprimere giudizi. Qui però s’inserisce l’economista (o appassionato di tale disciplina) che sono, per evidenziare come questa “nuova” industria alimentare sicuramente più efficiente (ovvero produce di più contenendo i costi) non risulti benefica per la popolazione. A livello mondiale, Jean Ziegler nel suo La privatizzazione del mondo (pubblicato nel 2002, quindi oggi i dati sono peggiorati- rif 2) affermava che ogni sette secondi un bambino sotto i dieci anni moriva di fame, e che 826 milioni di persone sono cronicamente sottoalimentate.
In Italia la situazione non sta migliorando nonostante si vadano a costipare i polli l’un con l’altro e s’imbottiscano di tranquillanti. Il reddito medio dei miei concittadini si sta abbassando e non mancano coloro che si ritrovano a frugare nei cassonetti delle immondizie per raccattare un po’ di cibo (o qualcosa da rivendere per procurarselo). Ed allora questa moderna industria alimentare che senso ha? La mia risposta è che non ne ha affatto!
Chiudo l’articolo facendo notare come il dialogo e le riflessioni sopra espresse, favorite dalla curiosità e dall’acume della ragazza russa, siano nate dalla ricerca di Nicolò che ha evidenziato cosa s’intende per arte contemporanea. E’ proprio stimolare le domande quale quella di Svetlana e il dialogo conseguente da me sviluppato per fornire lei una risposta soddisfacente che va considerato “opera d’arte”. Rimane a noi comprendere che cosa possiamo fare per ritrovare la Poesia.
Mirco Venzo, Ca savio (VE) 11/06/2018 #qzone
Nella foto, autorizzata, Svetlana Studenkova, colei che ha stimolato il presente insieme di riflessioni e che Qzone ringrazia.
Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-arts/462-feed-us-di-panzeri-re-7-8
Rif. 2 https://www.ibs.it/privatizzazione-del-mondo-predoni-predatori-libro-jean-ziegler/e/9788856502169?gclid=CjwKCAjw06LZBRBNEiwA2vgMVW7pMpryURxg1teCMFzmW_ERB428DowX1z62nG_Cwv7r98yF3Bec6hoCJcQQAvD_BwE
