
Nel precedente articolo (rif. 1) spiegavo che una delle ragioni che spinge l’appassionato di fotografia a visitare la mostra di Reggio Emilia è comprendere quali sono le nuove frontiere fotografiche, dove si sta spostando il confine di quest’arte. Un “luogo” più di altri avvicina o se preferite, sposta questa frontiera è la rassegna 18 / 25 dove ogni anno più giovani, seguiti da un tutore, sviluppano i loro progetti. Quest’anno questo ruolo è stato assegnato al collettivo kublaiklan. (rif. 2)
Fotografia Europea (2019) a Reggio Emilia, per tradizione, indaga sulle nuove frontiere fotografiche, e quest’anno devo dire il limite si è spostato assai. A questo punto un amante della fotografia tradizionale potrebbe chiedersi: e perchè io dovrei pagare 15 euro? (E’ il costo del biglietto intero, che dà accesso a tutte le mostre, vi sono poi riduzioni e altre opzioni rintracciabili nel rif. 1) La risposta a questo interrogativo è per vedere la mostra di Palazzo Magnani sito in Via Garibaldi 29. In quella sede, sino al 9 Giugno è visitabile la rassegna curata da Walter Guadagnini “Horst P. Horst A Beautiful immage”.
Le note della chitarra si diffondevano nel locale, e mentre ascoltavo i testi del cantautore, con lo sguardo andavo ad esplorare le pitture di Daniela Barizza. Molte di quelle tele avevano per protagoniste donne estremamente seducenti, ed io le osservavo attento, amaliato dal suono della chitarra ed, in alcuni casi, dell’armonica a bocca che Mimmo Cascio alternava come il suo spartito (o il suo estro) suggeriva.
Questo blog si ripropone di dar spazio anche ad artisti locali non propriamente popolari, ma non per questo poco interessanti. Uno di essi è sicuramente il nativo di Sondrio, ora residente da decenni a Treviso, Graziano Bicelli. L'attività artistica di Graziano si fonda su due discipline apparentemente differenti l'una dall'altra, che affronta rivestendo differenti ruoli: l'una è quella della realizzazione video, l'altra è la fotografia. Come videomaker Graziano è uno dei pilastri portanti di un progetto artistico indipendente; un laboratorio di video che affronta temi a sfondo sociale quali, tra i vari, la violenza sulle donne, gli abusi sui minori o, in un lavoro che ha tenuto occupato lo staff artistico per un periodo particolarmente lungo, la sensibilizzazione sugli incidenti stradali; video realizzato in collaborazione con il 118.
Il vivace circolo fotografico di Carbonera Sguardi Fotografici prosegue con le sue serate di cultura fotografica, sfruttando la disponibilità e la competenza del relatore Piero Mazzoli. L'autore presentato questo mese è Wynn Bullock, artista nato nel 1902 e morto nel 1975. Per comprendere la fotografia di Bullock si deve avere un idea del tipo di interessi che sviluppò negli anni, interessi che lo portarono ad approfondire la pittura, la filosofia, lo studio delle religioni orientali e degli approfondimenti di fisica, in particolare quella che squarciò le antiche certezze, proposta da Albert Einstein.
La passione per la fotografia di un'amante di questo mondo, Francesca Della Toffola; un'amministrazione comunale che ha favorito questo ardore, e Trevignano, un comune della marca trevigiana, diventa uno dei riferimenti della fotografia contemporanea internazionale. Villa Onigo accoglie per la decima volta la rassegna Trevignano Fotografia, (nel rif. 1 alcune opere catturate con un cellulare), dove numerosi autori possono esporre i loro lavori e dove non mancano le conferenze per illustrarli al pubblico come quella del 30 marzo dove alle h.18,00 Giuseppe Pavone narrerà del suo lavoro “Punti di Fuga”.
L'associazione Sguardi Fotografici di Carbonera (TV) che da poco sfrutta la nuova sede, splendida, vicinissima all’ufficio postale, dimostra di non temere le malelingue e ha indetto una serata sul fotografo più scomodo che il panorama possa offrire: Robert Mapplethorpe (rif. 1) A gestire la patata bollente in qualità di relatore, che poi si è anche assunto l’ingrato onere di scegliere le foto da presentare al pubblico, Piero Mazzoli, fotografo professionista e appassionato di quest’arte. Mapplethorpe era gay senza riserve e amava il mondo del sadomasochismo; quell’ambiente andò a fotografare con uno stile, una forza ed una capacità, sconvolgenti. Uomini dunque, preferibilmente nudi, meglio se di colore dove le chiacchiere che girano negli spogliatoi sportivi circa le ragguardevoli dimensioni dei loro organi riproduttivi trovano indiscussa conferma a guardare le immagini proposte durante la serata. Spesso il centro della foto era proprio quel pezzo di carne che tanta importanza assume negli accoppiamenti.
In rete si trovano documentari e riferimenti che spiegano come il nazismo, Adolf Hitler e molti dei gerarchi del III Reich (rif. 1 /2, tra i vari possibili ndr) si fossero interessati a temi esoterici e avessero investito non poche energie in ricerche che entrano nel territorio delle scienze occulte. A Rovigo, presso il Palazzo Rovarella si possono trovare le radici di tali interessi, presentati in modo quanto mai leggero e ammantato di fascino nella mostra che terminerà il 27 Gennaio cm a titolo Arte e magia - il fascino dell’esoterismo in Europa. Iniziamo con ordine andando a parlare della fine del 1800, quando l’umanità stava sperimentando l’esaltazione del progresso scientifico e tecnologico, la locomotiva era il simbolo di quest’era di prosperità e forza e la medicina, la chimica ed altre scienze nascenti o che da poco avevano avuto importanti e significativi successi, facevano presagire un futuro roseo per l’umanità.
Giancarlo Torresani ha presentato Fotografia & Respiro, una rassegna di grandi fotografie ove protagonista è l’atto di respirare. La prima immagine proposta è un fotomontaggio datato 1858, come a significare che l’odierno Photoshop non ha inventato nulla che già non fosse stato fatto; l’ha solo semplificato, soggetto della foto l’ultimo respiro di Hanry Peach Robinson. Non è la riproduzione di un evento realmente avvenuto, ma una ricostruzione teatrale, fatta con più immagini, di una scena immaginata. Per documentare un autentico decesso è stata scelta una foto di Josef Koudelka del 1963, estrapolata dal suo lavoro sugli zingari.
Sino al 6 gennaio 2019, presso il Palazzo dei Diamanti a Ferrara sarà possibile visionare una serie di opere del pittore, padre del realismo, Gustave Courbet (Rif. 1) già noto al vasto pubblico per la celeberrima quanto disinvolta Origin du monde (Rif. 2) tela del 1866 non presente a questa mostra comunque molto ricca d’interessi.
Il percorso propone 49 opere molte delle quali spiegate dall’audio guida inclusa nel prezzo del biglietto (13 euro per chi è privo di sconti). Da un padre del realismo mi aspettavo una pittura quanto mai ricca di dettagli, ed in effetti la pittura di Coubert è talmente fedele alla realtà da ricordare, in molti casi, delle fotografie a colori. I curatori della mostra han tenuto a precisare che spesso la chiave interpretativa delle opere si radica su simbolismi e affinità come la prima opera esposta,
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