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20190324 VM BullockIl vivace circolo fotografico di Carbonera Sguardi Fotografici prosegue con le sue serate di cultura fotografica, sfruttando la disponibilità e la competenza del relatore Piero Mazzoli. L'autore presentato questo mese è Wynn Bullock, artista nato nel 1902 e morto nel 1975. Per comprendere la fotografia di Bullock si deve avere un idea del tipo di interessi che sviluppò negli anni, interessi che lo portarono ad approfondire la pittura, la filosofia, lo studio delle religioni orientali e degli approfondimenti di fisica, in particolare quella che squarciò le antiche certezze, proposta da Albert Einstein. 

 

Dal punto di vista dell'inquadratura le immagini di Bullock sono impeccabili e hanno uno studio della composizione assolutamente ricercato: gli spunti ricevuti da due suoi maestri, quali Ansel Adams e Edward Weston sono facilmente percepibili, anche se la sua fotografia pare a me più influenzata dagli interessi sopra ricordati. L'uomo è visto come punto d'energia inserito in un contesto di cui è parte e di cui non è protagonista. Ecco che spesso la figura umana, mai predominante, è inserita in ambienti naturali ricchi di vegetazione, d'acqua, rocce o pietre, dove il cielo spesso assume un ruolo prioritario e non si semplice sfondo teatrale, come capita in molte altri scatti di altri autori.

Oltre a ciò il bilanciamento dei bianchi e dei neri, che si alternano sempre seguendo una misteriosa logica, ci ricordano che il mondo, l'universo, nasce dal equilibrio tra lo Ying e lo Yang, e questo cerca di catturare l'artista. Non solo, spesso la fotografia di Bullock, ci fa notare il relatore, cerca di catturare anche l'alternanza tra la staticità ed il movimento, e nei suoi scatti l'uso di tempi lunghi, spesso utilizzato in molte sue immagini, nasce da questa esigenza. Non mancano poi le ambiguità, le immagini che lasciano interdetto l'occhio di chi osservai.

Spesso il soggetto della foto ricorda i test di Rorschach, come acutamente ha fatto notare uno dei presenti, e il gioco di ombre, o le nuvole, o la vegetazione proposta in quest'alternanza di bianchi e di neri, possono condurre la mente di chi osserva la foto a soggetti assai differenti di quelli riprodotti dall'immagine, andando a svegliare situazioni oniriche, mostri o soggetti riconducibili alla nostra psiche, alla nostra personale e soggettiva immaginazione. La fotografia di Bullock è volutamente ambigua e mira ad una interpretazione che risulta estremamente personale.

Potrei, cercando di riassumere quanto ho compreso, affermare che se Einstein ha teorizzato la relatività, Bullock, ha cercato di esprimerla in fotografia: tu puoi vedere una certa cosa, dentro quell'immagine, lui ne vede un altra... Non è dato sapere chi dei due ha ragione perché l'universo è una scoperta continua e cose che appaiono molto distanti l'una dall'altra magari sono lati differenti della stessa cosa. Ad esempio, cercando di descrivere una foto, in primo piano vi era un albero nero, conficcato a terra dove le fronde si staccavano nel cielo. L'albero si proponeva in basso a destra dell'immagine.

Dal cielo, in alto a sinistra, le nuvole bianche e l'umidità della foschia (bianca anch'essa) creavano un gioco di immagini da ricordare le fronde dell'albero sottostante. Ciò che è in terra, pare si possa ritrovare anche in cielo, ciò che è bianco pare si possa ritrovare anche in nero, se dalla terra l'albero si propone con il suo essere solido, quanto osserviamo in cielo sappiamo essere gassoso, le nubi sono vapore d'acqua. Già: ma l'acqua è fonte di vita, ed è la principale componente di ogni vegetale, anche dell'albero che pare tanto diverso dalle nubi che lo sovrastano...

In un altro scatto, ad esempio, l'autore immortala una pozzanghera, un corso d'acqua gelato, dove il ghiaccio è scalfito. Le piccole scalfitture possono ricordare le stelle in cielo, e lo spazio ghiacciato può ricordare la volta celeste di una notte d'estate. Qui ci si interroga: ma Il soggetto della foto, è il ghiaccio o l'idea di universo che molti tra i presenti han rilevato essere ben rappresentata da quell'immagine?

“...Come in cielo, così in terra... “ affermava un testo sacro, e Einstein, piuttosto che le filosofie orientali questo ci dicono, con linguaggi diversi tra loro e con argomentazioni distinte tra loro. La fotografia di Bullock, a mio avviso, cerca di riproporre questi temi rendendo questo autore non di immediata comprensione e può, a taluni, non piacere. Certo così non è stato per i presenti alla conferenza che sono usciti soddisfatti dalla sala e stimolati dalle immagini e dai commenti ad esse corelate.

“Questo Bullock mi ha dato nuove idee fotografiche” mi confessava Cristina nel viaggio di rientro.

Credo che lo scopo di un circolo sia quello di ampliare l'idea fotografica dei presenti, la frase di Cristina, quindi, attesta la bontà del lavoro sia del relatore sia del presidente del circolo Ramon Camatta persona che, pare, ami le sfide difficili e non teme proporre ai propri associati modelli di riferimento fuori dalle righe.

 Mirco Venzo, Carbonera 20/03/2019 #qzone.it

 

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