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20190124 VM ArteMagiaIn rete si trovano documentari e riferimenti che spiegano come il nazismo, Adolf Hitler e molti dei gerarchi del III Reich (rif. 1 /2, tra i vari possibili ndr) si fossero interessati a temi esoterici e avessero investito non poche energie in ricerche che entrano nel territorio delle scienze occulte. A Rovigo, presso il Palazzo Rovarella si possono trovare le radici di tali interessi, presentati in modo quanto mai leggero e ammantato di fascino nella mostra che terminerà il 27 Gennaio cm a titolo Arte e magia - il fascino dell’esoterismo in Europa. Iniziamo con ordine andando a parlare della fine del 1800, quando l’umanità stava sperimentando l’esaltazione del progresso scientifico e tecnologico, la locomotiva era il simbolo di quest’era di prosperità e forza e la medicina, la chimica ed altre scienze nascenti o che da poco avevano avuto importanti e significativi successi, facevano presagire un futuro roseo per l’umanità. 

Ciò non di meno, di fronte a tante certezze, v’era chi si poneva di fronte a queste evidenze con atteggiamento ammantato di dubbio. Non poteva essere che alcuni miti del passato potessero essere rivisti e alla luice delle nuove scoperte fornire ulteriori spiegazioni? Poco dopo Sigmund Freud darà nuova linfa a questo tipo di ricerche che possiamo riassumere genericamente con la frase “non tutto ciò che appare è all’origine della realtà; molto altro muove in modo magmatico le cose umane. Energie nascoste e per ora oscure sono alla base di molto di ciò che appare, che è reale, che è umano”. Riviste, “studi” e pensatori negli anni in cui la scienza stava esplodendo in tutta la sua magnificenza, andranno a scrivere e a studiare, a riprendere, temi legati all’occultismo e all’esoterismo. Fine dell’introduzione per entrare nell’oggetto della mostra rodigina.

Parte degli artisti s’interessarono a questi temi e ne fecero i loro soggetti preferenziali per le loro opere. A Rovigo una bella carrellata di alcune di queste opere da testimonianza a questa realtà tutt'altro che marginale. Già nella prima sala una litografia particolarmente elegante presenta i sentori che accompagneranno gran parte della mostra: Henri Jean Guillerme Martin propone una donna con in testa una corona di spine che ricorda la figura del Cristo. Una donna protagonista, quindi, nel quadro il colore dominante è il nero, e lo sguardo del soggetto è imperscrutabile. Trattasi di una figura misteriosa che nel medio evo avrebbe facilmente portato l’autore di fronte al banco dell’inquisizione, con accusa di eresia. Ancor più aiuta a comprendere che tipo di soggetti saranno valorizzati da questi autori la litografia a colori lumeggiata in oro del misogino (non è una mia opinione, è stata l’audio guida compresa nel costo del biglietto a spiegarmelo) Jules Oury detto Marcel Lenoir: il significativo titolo dell’opera è Il Mostro (Le Monstre - 1896). Il soggetto è una sacerdotessa che esibisce i suoi seni nudi. La figura è sessualmente avvincente, l’erotismo è palese, ma l’opera non trasmette un senso di letizia, al contrario la donna strangola tenendo per il collo con le due mani altrettanti galli, simbolo del desiderio, e della virilità maschile. 

Lei, bellissima, è imperturbabile. Ai suoi piedi tutta una miriade di animali che simboleggiano altrettanti vizi che sono caratteristica femminile, mentre ai lati del disegno vi sono figure spesso maschili che reagiscono in modo differente a questa figura di donna, c’è chi ne ha paura, c’è chi pare in sofferenza, c’è chi la desidera. Simile a questo lavoro vi è la tela di grande dimensioni a titolo Circe di Luis Chalon (1888). Indiscussa protagonista della tela è una figura di donna nuda, Circe (che, ricordiamolo è una divinità), ai suoi piedi nell’oscurità compaiono dei porci. Ricordiamo la versione dell’Odissea, dove i compagni di Ulisse entrarono nel palazzo dell’affascinante donna e cedettero alle sue lusinghe accettando la sua ospitalità. Il risultato fu che furono trasformati in cani, leoni o maiali a seconda della loro indole “…Ma quando a loro lo diede ed essi bevvero, allora subito li percosse con la sua verga e li rinchiuse nel porcile. Ed essi di porci avevano e testa e voce e peli e tutto il corpo, ma la mente era intatta, come prima. Così quelli piangenti furono rinchiusi; e a loro Circe buttò ghiande di leccio e di quercia e corniolo, quali sempre mangiano i porci che dormono per terra”. Ecco il tratto dell'Odissea che aiuta, spero, a comprendere il quadro ed a collocare che tipo di figura femminile sia protagonista in questi autori. La donna non è certo figura secondaria o succube. 

Molti autori cercano di scavare in temi esoterici dove la simbologia la fa da padrona, la notte da sempre è legata alla luna e al “femminile” notte che è portatrice di mistero, di energie occulte, che è il regno del demoniaco e dell’eros. A trattare questi temi spesso sono le religione pagane, quelle orientali, quelle che si rifanno all’antico Egitto o comunque al periodo precristiano. La donna, spesso vista come strega, che è strega anche perché è portatrice di sensualità ed è la regina dell’erotismo. Spesso è protagonista in queste opere, come già presentato. Colori cupi, il fascino delle tenebre, del terribile, del maligno, animali notturni quali lupi, gufi, civette e pipistrelli sono presenti in queste tele. Sono dipinti, pitture che vanno certamente contro l’idea di arte cristiano/cattolica, alternativa ad essa. Attenzione che la sessualità, e l’erotismo non sempre sono gli assoluti protagonisti dei quadri, nell’opera di Jean Delville Les Kumaras protagonista è la castità, qualità che caratterizza queste figure che si rifanno  all’induismo.

E sono arrivato alla fine della mia presentazione sperando esser riuscito a spiegare che clima si sia respirato nella mostra coordinata con molto gusto da Francesco Parisi. Il lavoro che più mi ha sorpreso è una serie di sei litografie dell’italiano Alberto Martini dedicate al sogno, all’infinito, alla nascita, alla morte, all’amore e alla follia. Forse in ognuno di questi titoli vi è il campo che in quegli anni si voleva investigare e che, come ricordato, poi pure il nazismo senza risultato alcuno, cercò di catturare… Quindi per comprendere cosa da origine alla vita bisogna addentrarsi nel territorio della morte? Passioni quali l’amore che correlazione hanno con la follia? Nei sogni vi è la strada che ci da accesso all’infinito, lì dove magari si possono recuperare risposte e spiegazioni a questi interrogativi?

Mirco Venzo, Rovigo 22/01/2019 #qzone.it
La foto ripropone un dettaglio del dipinto di Luis Riccardo Falero posto su di un tamburello del 1882.

Rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Nazismo_esoterico
Rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=dfRcA6lt3...

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