q slide 005j

Cerca

20190531 VM nikNelle varie trasferte fatte in questi anni a Reggio Emilia, per visitare le esposizioni di Fotografia Europea, una tappa si sta caricando di aspettative, ed è quella dello Spazio Gerra (Piazza XXV Aprile, 2 - Reggio Emilia). Per tradizione (rif. 1 / 2) in questo spazio più che una mostra fotografica si colloca uno spezzone della storia italiana, dove ci si focalizza su elementi profondamente radicati nel territorio e più nello specifico nella regione che ci ospita.

In un tempo un cui si parla di mondializzazione ed in una mostra fotografica che si autodefinisce “Europea” avere un angolo dedicato a qualcosa di assolutamente italiano e più specificamente emiliano-romagnolo (vedi rif. 2 dove si approfondiva il fenomeno delle discoteche che attiravano in Emilia italiani da ogni dove) è sorprendente. Non solo, parlavo di storia italiana e di elementi che più che artistici diventano sociologici.

Che l’arte sia fenomeno sociologico, è cosa nota. L'arte "parla" della cultura che l’ha generata e, a sua volta, modifica chi ne usufruisce. Ma tradizionalmente lo Spazio Gerra sviluppa con particolare forza questi intrecci. Quest’anno chi dovesse visitare quella sede, si troverebbe ad ascoltare della canzone italiana interpretata rigorosamente da donne. Lo spazio temporale analizzato è quello che ruota attorno agli anni 70 / 75, ovvero poco dopo il famoso 68’. Le grandi protagoniste delle nostre canzoni ci sono tutte: Mina, Patty Pravo, Ornella Vanoni, Iva Zanicchi, Marcella Bella, Mia Martini, Loredana Bertè…

Se Horst Paul Albert Bohrmann (meglio conosciuto come Horst P. Horst) ci spiega come la donna si crei un suo spazio, grazie anche alla moda, dove smette di essere la “serva” dell’uomo, ma ne diventa oggetto di desiderio, creandosi un nuovo spazio, (rif. 3) la rassegna - ….Confessioni. Canzoni vissute - ci presenta un momento dell’evoluzione femminile italiana descritto dentro le canzoni e grazie alle cantanti. Un nuovo mondo (una nuova Italia) si andava a definire e uno degli elementi che ha contribuito a creare la donna italiana è stata sicuramente anche la canzone italiana.

Dialogavo con l’amico Giorgio circa la presenza nella mostra di una cantante poco nota al pubblico, ma che ha caratteristiche di assoluto interesse all’interno di questo ragionamento: Carmen Villani (rif. 4). Il fatto di essere nativa di questa regione l’ha sicuramente agevolata nel trovare spazio nel ristretto numero di artiste presentate al Gerra, ma è possibile che anche la sua storia personale l’abbia favorita. Nel web, e precisamente nel commento proposto da tale GianMarco Tavazzani (non lo conosco, magari è un nome di spicco nella critica canora) in coda a Come stai? canzone presentata a Sanremo (rif. 5) l'ammiratore della Villani afferma che Domenico Modugno, dopo aver ascoltato l’interpretazione della ragazza diede ordine di ritirare le sue copie del disco dal mercato affermando che il sesto posto nella rasegna canora era causato dalla sua performance e non da quella della ragazza.

La canzone di Carmen, molto difficile da interpretare, rivela capacità vocali ed espressive di assoluto valore. I commenti presenti nel video in oggetto, lasciavano intendere che la Villani, delusa per non trovare uno spazio adeguato alle sue capacità nel campo canoro, erano stati di stimolo a ritagliarsene di nuovi, finendo per diventare una delle protagoniste femminili della commedia erotica all’italiana, ruolo questo che non l’ha certo agevolata nel trovare uno spazio nel cuore del grande pubblico, ma che attesta come questa artista volesse emanciparsi a tutti i costi, sfruttando tutte le sue capacità con coraggio e tenacia. In tal senso è un icona perfetta di come sarebbe diventata molti anni a seguire molta parte della popolazione femminile nazionale.

Tra le canzoni udibili nello spazio Gerra, mi ha colpito (e commosso, era da molto che non l’ascoltavo) l’interpretazione della Loredana Bertè di Meglio Libera, dove con un'aria sfacciata e con la voce che la caratterizza, l'nterprete declama: “Libera, me ne anrei, tanto tu...stai con lei!... (è chi riflette un'amante offuscata dalla compagna legale?) ... Che ne sai? del pensiero mio? Lei è lei, solo un corpo io... (quel corpo che Horst nella mostra già visitata aveva saputo valorizzare: tutto si lega) ...e meglio libera che stupida! Fatti il letto e poi... o mio Signore, che cos'altro vuoi? (Eccola qui: la donna non vuole più fare la serva del maschio!) ...Ma meglio libera che fragile! Tra le braccia tue, chi è troppo fragile si spezza in due… Precisando nel prosieguo della canzone che “...candida di sicuro no, ma un’anima, probabilmente anch’io ce l’ho…!” RIf. 6

LEGAMI. Intimità, relazioni, nuovi mondi è il tema di Fotografia Europea 2019 e del "nuovo" mondo femminile e dei legami con il passato, spero averlo accennato a sufficienza. Due sono i punti su cui volevo disquisire ulteriormente, il primo, legato al titolo della mostra che parla di “intimità” ed è probabile che i curatori dello spazio Gerra, intitolando l’esposizione ….Confessioni. Canzoni vissute. volesse dar evidenza proprio all’aspetto più intimo di queste donne e interpreti. Il secondo aspetto mi preme focalizzare è: le canzoni si “odono”, non si “vedono”. Dentro lo spazio Gerra lo strumento principe della rassegna erano le cuffie indispensabili ad ascoltare sia le spiegazioni dei testi (una guida) sia soprattutto le canzoni interpretate da queste artiste.

La Fotografia assume in tale cornice un  aspetto marginale.Ed allora? Ed allora la mia sensazione è che nello Spazio Gerra più che altrove, l’artista sia colui che spiega e interpreta la società di cui siamo parte. Non solo, diventa arte anche il ricordare la nostra Storia e il cercare di comprendere chi siamo e da dove veniamo, cos'è che ci ha forgiati come siamo. Questo percorso ha insito una sua poesia. Fotografia Europea è anche questo!

 

Mirco Venzo, Reggio Emilia 28/04/2019 #qzone.it

Foto di copertina gentilmente concessa da Cristina Pillan. Lo Spazio Gerra tradizionalmente apre spazi affinchè gli spettatori possano, se lo vogliono, diventare protagonisti.  Così è stato anche quest'anno e la bionda ragazza catturata dalla nostra reporter ha sfuttato l'occasione.

 

Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-arts/451-fotoromanzo-e-poi-re-4-8

Rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/q-arts/55-fotografia-europea-disco-emilia

Rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-arts/553-fotografia-europea-2019-horst

Rif. 4 https://it.wikipedia.org/wiki/Carmen_Villani

Rif. 5 https://www.youtube.com/watch?v=O4YfA_vJNxs

Rif. 6 https://www.youtube.com/watch?v=ZG_TrA0LJ28

 

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Il presente sito web utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti. Proseguendo nella navigazione acconsentirai all'informativa sull'uso dei cookies.

Leggi di più