Chiude il 22 settembre (2019) la mostra fruibile gratuitamente organizzata dal CRAF di Spilimbergo (Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia) coadiuvata dalla Regione Friuli, un appuntamento fisso per gli amanti della fotografia. A Palazzo Tadea, nel cuore del sito medioevale, venerdì sabato e domenica si potranno godere le immagini di uno Giorgio Lotti, uno dei colossi della fotografia
internazionale. Esposta alla mostra vi è la foto più diffusa al mondo, il ritratto dello statista cinese Zhou Enlai, moltissimi cinesi (ricordiamo che i cinesi sono il popolo più numeroso al mondo), aveva in casa, e molti ce l'hanno tutt'ora, la foto del loro leader, e questo spiega il perché è la più stampata. Al di la di questi rilievi numerici, la mostra è interessante proprio per quanto affermò lo statista orientale poco dopo lo scatto allo stesso Lotti: “Lotti, continui a raccontare il nostro paese, perché tra quindici anni tutto sarà cambiato”. Il politico aveva già previsto che il suo popolo avrebbe cambiato direzione, proseguendo, come afferma lo scrittore cinese Ba Jin, “... camminiamo lentamente, è vero, ma procediamo sempre in avanti, verso il futuro. Questo è il nostro popolo, un popolo onesto, gentile, laborioso...”. La mostra asseconda queste affermazioni e racconta il popolo cinese aiutando il visitatore a capire da dove parte questo processo di cambiamento, e non è un caso se sono esposti sopratutto immagini di vita rurale, di contadini, ignorando le situazioni di vita metropolitana, che esistevano già ai tempi del primo viaggio del fotografo in oriente, nel 1973.
Mi ha colpito, nella rassegna presentata, la capacità dell'artista di cogliere i colori, spesso protagonisti nei suoi scatti e nei ritratti la capacità di contestualizzare il primo piano. Nella foto del contadino del villaggio Dapu, si vede un anziano che fuma, un bel primo piano, dove le mani dell'uomo parlano del monto lavoro che deve aver effettuato, dietro di lui, le risaie, e le montagne. Non solo un cinese e non solo un fumatore, ma un frammento del luogo dove quel fumatore viveva. Così come la famosa foto dello statista vede non solo una persona autorevole, in una posa che ne attesta l'autorità, ma ritrae anche un uomo che guarda lontano, come se lui, leader dei cinesi, avesse già ben chiara la meta di tutto il suo popolo.
E da dove inizia lo scatto? Da una tazza di porcellana che, ipotizzo, è una tazza di tea. Ceramica e tea: la tradizione. Si parte dalla tradizione per puntare lontano, è forse la sintesi del percorso cinese. Questa foto non è quindi solo il ritratto di un uomo, pur importante, ma diventa la sintesi di un processo che durerà decenni e che oggi è ancora in atto, e lungi del fermarsi. Ecco perché quest'immagine è un capolavoro della fotografia, e non ci rimane che ringraziare il CRAF friulano per averla saputa valorizzare in una cornice di tutto rispetto come Palazzo Tadea.
Mirco Venzo, Spilimbergo 14/09/2019 #qzone.it
