
Il film che andrò a recensire oggi è del 1979 e vede la regia del biellese Mario Gariazzo (che firma il lavoro con lo pseudonimo Roy Garrett - vedi nota sottostante). E’ un thriller erotico, genere che mi piace recensire perchè, trattandosi di un thriller, evito di descrivere la trama per non deludere lo spettatore che volesse prenderne visione, risultando più veloce nel redigere il pezzo. Il lavoro rientra a mio avviso nella categoria delle occasioni mancate, la trama (il giallo) poteva anche essere sufficientemente interessante, trattandosi di una pellicola che si condiva con elementi di erotismo, voglio dire, anche se il giallo
Presso Palazzo Roverella, nel cuore di Rovigo, è fruibile una mostra fotografica imperdibile per gli appassionati di questa disciplina a titolo Henri Cartier-Bresson e l’Italia, curata da Clément Chéroux e Walter Guadagnini. I curatori hanno esposto 160 stampe fotografiche, qualche articolo e un video dove il fotografo parla della sua idea di fotografia; la mostra chiude il 26 gennaio di questo mese. Cosa mi ha colpito nel visionare queste immagini? Constatare com’è cambiato il mio paese! Henri-Cartier Bresson frequentò l’Italia dal dal 1932 sino agli anni 70, quando la rivoluzione industriale e i movimenti femminista (e studentesco) andavano a modificare il nostro popolo e la sua sensibilità. In uno dei primi scatti esposti, del 1932, si vedono cinque bambini
Wynne Godley: "Il potere di emettere la propria moneta, di far ricorso alla propria banca centrale, è la cosa principale che definisce l’indipendenza di una nazione! Se una nazione rinuncia a, o perde, questo potere, acquisisce lo status di ente locale o di colonia! Chi è Wynne Godley? Copio e incollo da wikipedia (rif. 1): “Dopo la conclusione della sua carriera musicale diventò un economista alla Metal Box ed in seguito, dal 1956 al 1970, lavorò al tesoro dove si occupò di problemi di politica macroeconomica e previsioni a breve termine, mediando la materia economica e politica, inclusa la svalutazione del pound del 1967 sotto Harold Wilson.
Ritengo ci sia un film poco valutato nel panorama del cinema italiano: è Sessomatto di Dino Risi, (1973) uno dei maestri della commedia italiana. Ho osservato il film il cui soggetto è stato ideato dallo stesso regista con la collaborazione di Ruggero Maccari e la cui sceneggiatura risulta tutta sulle spalle di quest’ultimo (rif. 1). Dopo le informazioni velocemente raccolte su internet, tra cui un'intervista di decine di minuti dello stesso regista (rif. 2) ho sviluppato una mia idea sul perché questa pellicola, caratterizzata da nove differenti storielle, passa sottotraccia: vado ad esporla. Come classificare questa pellicola? Ecco il
Time 4 change, Tempo di cambiamento è il titolo dell’esposizione fotografica coordinata da Christian Mattarollo per conto del gruppo Venetofotografia. La mostra rimarrà aperta sino al 19 gennaio 2025 a Palazzo dei 300 a Treviso. Il visitatore dovrà impiegare del tempo per apprezzare i lavori presentati, fondamentale infatti è leggere le didascalie, e con questo strumento degli attrezzi in dotazione si potrà valutare la qualità dei lavori esposti. Le foto di matrice
C’è un film che racchiude dignitosamente tutti i crismi della commedia erotica all’italiana: La figliastra (Storia di corna e di passioni), con questo titolo il regista Edoardo Mulargia fa uscire nelle sale la sua fatica nel 1976. Mulargia, dando una veloce occhiata alla sua filmografia, pare si adoperasse soprattutto nei film western, l’avventurarsi in un genere che non è il suo è forse motivato dal successo di Malizia, di cui accennerò nel prosieguo di questo articolo.
Mi hanno colpito tantissimo, in questi giorni, i fatti di cronaca che hanno coinvolto Treviso per effetto delle aggressioni ad opera delle cosiddette baby gangs. In particolare mi ha colpito ed emozionato tantissimo la storia di Francesco Favaretto, un ragazzo di 22 anni, tossico-dipendente, aggredito ed ucciso con estrema ferocia da un branco di ragazzi, di cui alcuni minorenni, per motivi – pare – legati a droga e spaccio. Non mi dilungherò nel narrare fatti che sono di dominio pubblico e che altro non sono se non una tragedia annunciata, da lungo
Egregi lettori, ho sfogliato gli articoli apparsi sul blog di Qzone e ho deciso di scrivere due righe di bilancio del 2024. Ho visto che molti di essi riguardano film, tra essi commedie sexy, o pellicole quasi erotiche, se non proprio a luci rosse. In sintesi ho scritto molto di sciocchezze, ma con l’avanzare dell’età non ho più la forza di sviscerare temi importanti, anche nei film. Ciò non toglie che in qualche rara occasione l'ho fatto, cito Ex machina (rif. 1) Parthenope (rif. 2) Io sono mia. Noto che sto scrivendo poco di
Sto per recensire un buon film di fantascienza che riprende temi triti e ritriti, quale quello proposto da Blade Runner di R. Scott (regista inglese - 1982 - rif 1), ma sempre interessanti e attuali, vista l’invasività della I.A. Può essere rilevente notare che il lavoro di Garland, anche lui inglese, anticipa di due anni Blade Runner 2049 di D. Villeneuve, (2017 rif. 2) film con cui ha addirittura più punti in comune rispetto al capostipite.
Questa notte mi sono imbattuto in un film del 1970, presentato nella didascalia televisiva con il titolo Le cugine. Cerco in rete, ma non trovo nessuna informazione, sino a quando comprendo l’arcano grazie al solito prezioso aiuto del sito Davinotti (rif. 1): “Bocciato dalla censura italiana nella sua versione originale (presentata col titolo Le calde cugine), il film riesce a passare in revisione solo nel 1974, con svariati tagli, un divieto ai 18 anni e il nuovo titolo I piaceri delle demoni". Titolo originario in Francia dell'opera di Louis Soulanes Les cousines (tradotto Le cugine, come dalle didascalie televisive). Il mio articolo propone il titolo dei manifesti appesi all’epoca in Italia perchè ritengo giusto così.
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