
1975: Spinto dal successo del precedente anno de La nipote, (rif. 1) Nello Rossati abbandona Giacomo Gramegna che ne era stato realizzatore del soggetto e sceneggiatore per mettersi lui in prima persona e scrive sia il soggetto che la sceneggiatura di questo film a titolo L’infermiera, (rif. 2) coadiuvato in ambedue i processi da Claudia Florio, Roberto Gianviti e Paolo Vidali. E’ interessante constatare che nel frattempo il Gramegna è impegnato nello scrivere soggetto e sceneggiatura de L’ingenua (rif. 2) una pellicola a cui farò riferimento durante questa recensione perché, al pari di questa, è figlia del successo de La nipote.
Sto facendo un lavoro che mi rimanda alle origini dell’umanità, quando l’Homo Sapiens era un cacciatore; sto anche per redigere un articolo che tratta della poesia. Ambedue questi argomenti rimandano al tema del mito (dal greco antico mỳthos: ovvero "parola, racconto"), forse per questi pensieri che si intrecciano nella mente, dal profondo della stessa è affiorata una storia che avevo dimenticato, e che ben si presta per spiegare le caratteristiche del mito. Senza perder altro tempo procedo con il racconto per poi ritagliarmi lo spazio per i commenti e le spiegazioni.
Sino al 29 Settembre 2024 presso Palazzo Tadea è fruibile gratuitamente (tranne il lunedì che rimane chiuso) una mostra fotografica a tema “il ciclismo”. Le firme che propongono gli scatti sono della nota agenzia Magnum e tra essi spicca Robert Capa che nel 1939, poco prima che iniziasse il secondo conflitto mondiale, coglie alcuni aspetti del Tour de France. L’occhio del grande reporter non si focalizza tanto sui corridori nel mentre del loro gesto sportivo, almeno a giudicare dagli scatti esposti, quanto da chi è attirato dalla corsa che divenda di fatto un grande evento sociale. In una didascalia è spiegato chi all'interno d
La RAI propone una trilogia di donne interpretate da Sabrina Ferilli, i titoli delle differenti puntate sono Angela, Matilde e Lucia; quella che andrò a recensire è la puntata che vede protagonista Matilde. Regista di questo lavoro è il romano Luca Manfredi e la sceneggiatura è di Laura Toscano e Franco Marotta.
La Trama
Alla fine della seconda guerra mondiale in Italia si vive un periodo difficile, dove oltre ai drammi e alla miseria provocate dalla guerra si assiste ad un ribaltamento della società: quasi tutti i cittadini ne vengono coinvolti e Matilde (interpretata da Sabrina Ferilli) è anch'essa costretta a trovare nuovi equilibri in un mondo che ha cancellato le vecchie certezze. Matilde durante l’occupazione nazista era la donna di un gerarca tedesco, ma le viccisitudini belliche han portato il teutonico a sparire dall’oggi al domani, abbandonando l’avvenente donna e privandola del suo mantello protettivo oltre che
Nuestra historia comienza donde comienza la Historia. Los persas conquistaron a los medos y heredaron su cultura, quienes habían conquistado a los asirios y heredaron su cultura. Poco antes, los persas eran un pueblo nómada que vivía en ciudades de tiendas de campaña con techos de arcilla en la región donde hoy se encuentra una de las ciudades más turísticas de Irán, Shiraz. Giro del destino, ahí comenzó mi viaje. Ciro el Grande entró en la capital de los medos en el siglo VI a. C., pero no quería destruir ni saquear: quería aprender. La contaminación, palabra que hoy da miedo, fue completa: los
Qzone.it, il blog in cui scrivo, dopo aver superato il milione di visite globali da quando uscì il primo articolo, oggi raggiunge un altro importante risultato, quello che sto scrivendo sarà il millesimo articolo postato. Mi sono interrogato, cosa posso scrivere di interessante, di importante nel millesimo articolo? La risposta è parlare di idee, dire, per quel che ho studiato, quali sono le idee che circolano poco, che sono rimaste sepolte dalla gran massa di spazzatura che ci offusca il cervello.
Il film che vado a recensire è del 1989, trattasi di una pellicola classificata da wikipedia come “erotica” (rif. 1) ed il titolo originario è Wild Orchid tradotto in italiano con Orchidea selvaggia; l’opera è a regia dello statunitense Zalman King che ne è pure lo sceneggiatore e l'ideatore del soggetto, in ambedue i casi avvalendosi della collaborazione di Patricia Louisianna Knop. Inizierei da qualche recensione; ecco cosa leggo sul sito mymouvies.it “Lo squallore di questo film è direttamente proporzionale alla sua inutilità. Eppure ha avuto un grande successo specie in Italia, forse perché si tratta di una telenovela, hard-core ma non troppo, trasposta al cinema. A Rio de Janeiro ha luogo una trattativa immobiliare condotta da una manager affascinante che si è portata dietro una ragazza molto sexy. Un ricco industriale
"Seedorf aveva un fisico incredibile, era un fascio di muscoli, addominali scolpiti, cosce che sembravano querce, eppure mangiava cose schifose: patatine, hot dog, hamburger, salse. Tutte doti fisiche naturali. Karembeu (Christian) fisicamente era ancora più esuberante ed esplosivo di Seedorf. Perdeva palla e la riprendeva, la riperdeva e se la riprendeva. Così, continuamente. A livello tattico faceva un gran casino, correva da tutte le parti. Tecnicamente c’era di meglio, ma aveva una capacità di corsa incredibile. In più era un cagnaccio: non lo potevi dribblare, perché anche quando lo superavi te lo ritrovavi subito addosso.
Leggi tutto: Nuova Caledonia, un pretesto per due chiacchiere
Revenge, (rif. 1) la cui traduzione significa vendetta, è il titolo del film che vado a recensire. Forse più indicativo è spiegare che appartiene al filone rape and revenge (stupro e vendetta) ed inserito in questo contesto acquisisce una sua ragione d’essere. Dico subito che io sono assai avulso da questo genere e perciò non sarò benevolo verso questo lavoro, scadente, a mio avviso, ma che pare abbia degli estimatori. Diamo allora la parola a Wikipedia che anticipa che cosa troverò (e troverete) nella trama della pellicola (rif.2) ovvero: il filone “rape and revenge” prevede che:
Presso la Chiesa Antica di San Cipriano (Via Trento e Trieste 34 - Roncade) nei giorni Sabato 22/29 e Domenica 23/30 2024 dalle h 10,00 alle 20,00) è fruibile gratuitamente la mostra fotografica di Roberta Cuzzolin Paralleli d’Acqua 65° N. 45° N. e di Fabio Fuser La mia acqua. I due autori propongono scatti assai differenti l’una dall’altro, la fotografa presenta immagini in Bianco e Nero di paesaggi "da cartolina", mentre Fabio predilige il colore, e sono per lo più particolari, sempre a soggetto l’acqua, dove uno spruzzo, un riflesso colorato, un dettaglio, sono i soggetti catturati. Se la prima autrice tende a fotografare l'insieme dove l'elemento fluido si sposa con la terra ed il cielo, spesso in paesaggi lontani da casa nostra, l'uomo, al contrario, cattura dettagli di acque spesso molto
© 2026 Qzone
Il presente sito web utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti. Proseguendo nella navigazione acconsentirai all'informativa sull'uso dei cookies.