
Il film che sto per recensire ha una sua importanza nel panorama cinematografico nazionale, e merita tutta una serie di osservazioni che mi vedono lontano dalle opinioni recuperate in rete. La pellicola in questione è Io sono mia, (rif. 1) opera che esce nel 1978 anche se, immagino, il lavoro fosse pronto già l’anno precedente, prima che le autorità ne censurarono alcune parti (rif. 2) ritardandone l'uscita; regista di questa pellicola è la romana Sofia Scandurra, deceduta nel 2014 e di cui ho trovato quasi nulla nel web. La pellicola è stata ispirata dal libro di Dacia Maraini Donne in guerra del 1975. La Maraini, oltre che ideatrice del soggetto con il suo romanzo, è una delle sceneggiatrici
Manuel (interpretato da Gabriele Lavia) è un assassino professionista divenuto scomodo per l’organizzazione di cui era parte; sa che la sua vita è in grave pericolo. Cerca rifugio da una sua vecchia fiamma, Micol (interpretata dalla statunitense Mimsy Farmer) la quale è tenutaria di una casa di appuntamento. Quest’uomo conosce in senso biblico tutte le ragazze che lavorano per Micol, tranne la nuova arrivata Vittoria (interpretata da Monica Guerritore) che l’amica, complice ed amante, gli garantisce sarà una piacevole sorpresa. Qui di seguito una traccia (non alla lettera) del primo dialogo tra i due protagonisti del film quando finalmente i due si incontrano. Manuel - “Hai un profumo che non conosco: chi sei”? Vittoria: “Micol mi ha detto di venire qui, sono la tua sorpresa!”.
L’associazione culturale Marghera Fotografia (già Circolo Fotografico l’Immagine) festeggia con una mostra al Centro Culturale Candiani, in centro Mestre (VE) i primi 40 anni di attività! Quarant’anni sono molti, soprattutto se si considerano le evoluzioni che ha avuto quest’arte: dalle immagini a pellicola si è passati al digitale dove i fotoritocchi tramite elaborazione sono diventati, nel bene o nel male, parte integrante di questo mezzo di comunicazione, oltre che spunto per riflessioni filosofiche.
La prima indicazione arriva dal quotidiano La Stampa (rif. 1) è un titolo: Il richiamo di Mattarella: «Con il voto consacreremo la sovranità dell’Unione» - Il capo dello Stato in occasione della Festa della Repubblica: «L’Europa è stata una nostra scelta». A queste parole si è ribellato il Senatore Claudio Borghi (rif. 2) che volendo riassumere quanto riscontrabile nell’intervista di cui il rif. 2 si chiede: e quand’è che abbiamo ceduto la sovranità all'Unione Europea? E io a questa prima domanda ne aggiungo una seconda, ovvero e questa scelta, io (ed i miei concittadini), quando l’avremo fatta? Con quale elezione? Con quale referendum? È un'affermazione gravissima, seguita il Senatore, che il garante della Costituzione Italiana, (la quale Costituzione, ricordiamolo, afferma che la sovranità appartiene al Popolo-
Se volete vedere un brutto film, ho il titolo che fa per voi: Ore 15:17 - Attacco al treno, (21 agosto 2015),e la motivazione che ha spinto un'icona di Hollywood quale Clint Eastwood a farne la regia la spiegherò fra poco. Procediamo con ordine: la pellicola narra di tre giovani americani: Spencer Stone (Sacramento 13 agosto 1992) Anthony Albert Sadler Jr. (Sacramento, 13 luglio 1992) e Alek Skarlatos, (Roseburg, 10 ottobre 1992) che decisero di fare un giro in treno per l’Europa, visitando alcune città: Roma, Venezia, Berlino, Amsterdam e Parigi. Le situazioni riprese dal regista sono estremamente banali, e guardando il film mi assale l’idea che
La cultura occidentale affonda le radici su due capisaldi, il primo è la scrittura. Quando l’umanità non scriveva, e sia chiaro che si sta parlando di un periodo lungo decine/centinaia migliaia di anni, la definiamo preistoria, la storia per noi inizia solo con l'avvento dello scritto, prima si trattava di altro. Sancito che la cultura occidentale si fonda sulla scrittura, da dove arrivano gli scritti che hanno maggiormente influenzato il nostro modo di pensare? La risposta è semplice: dall’antica grecia.
Inizio da Thomas Harris, per presentare questo film del 2007 diretto da Peter Webber: Hannibal Rising è il titolo originario di questa pellicola che uscirà nelle sale italiane con il titolo Hannibal Lecter - Le origini del male. (rif. 1). Perché iniziare da Harris? Non solo è l’autore del libro che ispira la trama, opera pubblicata nel 2006, ed è anche lo sceneggiatore, risultando come l'anima di questa pellicola che ha un obiettivo specifico: illustrare il percorso che ha portato Hannibal a diventare uno psicopatico. Una precisazione è d’uopo, Harris fu anche colui che scrisse la trama del primo fortunato film della serie: Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, (rif. 2) ed è quindi la persona più indicata per prendersi questa responsabilità!
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Nel centralissimo Chiostro di San Francesco, nel cuore di Treviso, a fianco della Chiesa eretta dai francescani (rif. 1) espone il fotografo Giocondo Valdini sino al 30 Maggio. L’accesso è gratuito, e gli orari di apertura della mostra sono: da lunedì a domenica 9,30-12,00 / 15,00-19,00. Le foto esposte racchiudono differenti lavori sviluppati in svariati lustri. Volendo sintetizzare il tutto con un mio personale riassunto, divido le foto in quattro categorie. La prima è un omaggio al proprio territorio: la Marca Trevigiana. Qui vi sono
Oggi ho avuto occasione di leggere un post curioso su Diego Armando Maradona, e voglio condividere con voi la notizia recuperata. Dagli anni ‘30 l’Inghilterra sfida la nazione che ha vinto la coppa del mondo: il 13 Maggio 1980 nel prestigioso stadio di Wembley è l’Argentina, vincitrice dei discussi mondiali del 1978, a scendere in campo contro i sudditi di sua maestà. I locali hanno tra le loro fila giocatori di assoluto valore, c’è Ray Wilkins, che giocherà anche nel Milan. Estrapolo da wikipedia: i suoi "lanci lunghi, tesi,
Questa notte mi sono imbattuto in un film dalle caratteristiche particolari: impregnato sul lavoro di Riccardo Sesani che ne è il regista, l’ideatore del soggetto e uno dei sceneggiatori. Titolo di quest’opera del 1976 Un amore targato Forlì, e diciamo subito che il titolo non è fuorviante, ma neppure particolarmente centrato. Per dovere di precisione aggiungo che il soggetto e la sceneggiatura sono stati possibili grazie alla collaborazione con Bruno Cortini, mentre la sceneggiatura si è avvalsa anche del contributo di Franco Rossetti che ne è pure il produttore. La caratteristica particolare di questa pellicola è che non è classificata come commedia erotica all’italiana (o
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