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20240530 VM lecterInizio da Thomas Harris, per presentare questo film del 2007 diretto da Peter Webber: Hannibal Rising è il titolo originario di questa pellicola che uscirà nelle sale italiane con il titolo Hannibal Lecter - Le origini del male. (rif. 1). Perché iniziare da Harris? Non solo è l’autore del libro che ispira la trama, opera pubblicata nel 2006, ed è anche lo sceneggiatore, risultando come l'anima di questa pellicola che ha un obiettivo specifico: illustrare il percorso che ha portato Hannibal a diventare uno psicopatico. Una precisazione è d’uopo, Harris fu anche colui che scrisse la trama del primo fortunato film della serie: Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, (rif. 2) ed è quindi la persona più indicata per prendersi questa responsabilità!

Alla luce di quanto sopra scritto sorprende la diversità tra le due pellicole, quella che fece incetta di Oscar, Golden Globe, e Premi BAFTA nel 1992, e questa che, per contro, ha ricevuto una nomination come Peggior prequel o sequel al Razzie Awards 2007.

A mio giudizio è proprio la differenza tra i due film a dare interesse a questa più recente pellicola che si smarca decisamente da quella dove erano protagonisti Anthony Hopkins e Jodie Foster, ma che si differenzia pure da quelle successive che si generarono sulla falsariga "del mostro" come Red Dragon del 2002 diretto da Brett Ratner. Qual’è la grande novità tra L’origine del male e le altre pellicole citate? A mio avviso che durante lo scorrere dei fotogrammi, in quest’opera, lo spettatore finisce per simpatizzare per Lecter e, in un certo qual modo si auspica che la sua cruenta ricerca di giustizia vada a buon fine. A ben pensarci non è una cosina da poco, anche perché appare chiaro sin da subito che la personalità di Lecter è decisamente deviata, e già prima che la trama arrivi a metà, per voce dell’ispettore Pascal Popil (interpretato dal britannico Dominic West), a seguito di un processo scientifico di analisi, è definito come “un mostro”, giacchè incapace di provare emozioni! A questo punto diventa obbigatorio da parte mia accennare alla trama, operazione che sarà limitata al massimo per non penalizzare lo spettatore: si tratta di un thriller, e sapere come si snoda la matassa, o peggio che tipo di finale si concretizza, significa "bruciare".

La trama

Siano nel difficile periodo della seconda guerra mondiale, l'operazione Barbarossa di Adolf Hitler è alle fasi finali e l’esercito tedesco sta venendo contrattaccato dall’Armata Rossa di Stalin. Anche in Lituania, come nel resto d’Europa, c’è del caos assoluto e alla fame generalizzata, causata dalla guerra, si aggiungono gesti di violenza ingiustificata, causati non solo dai nazisti resi isterici dall'aver compreso che la loro fine è scontata, ma anche dai collaborazionisti locali che ad essi erano aggregati, spesso questi ultimi si erano uniti alle SS spinti da istinti sadici o da meschino opportunismo. La nostra storia si focalizza ora sulla famiglia Lecter, una casata alto borghese, colta e benestante per i parametri di quell'epoca e per quelle latitudini, famiglia che viene sterminata sotto gli occhi di un poco meno che adolescente Hannibal. Il bimbo rimane solo, senza genitori, con un unico legame, quello con la sorellina minore, Mischa, così piccola da camminare appena. A Micha il piccolo è molto legato (lo spettatore assiste ad una scena dove lui si toglie il cibo di bocca per sfamare la sorella) ma la stessa verrà eliminata in modo assolutamente cruento e finirà cotta in pentola per essere divorata da un gruppo di balordi che non riusciranno a mettere in atto lo stesso piano nei confronti del ragazzo, come probabilmente avevano ipotizzato: le vicissitudini della guerra faranno sì che lo stesso possa sfuggire a quei depravati. 

Rimasto senza legami familiari il ragazzo finisce in un orfanotrofio dove si rinchiude in un mutismo, rendendolo avulso dal resto dei suoi compagni che, anche a causa di questo suo ermetismo, non lesinano feroci vessazioni. Il recupero di una sorta di precario equilibrio lo si deve all’incontro di Hannibal con Lady Murasaki (interpretata dalla cinese Gong Li), una giapponese che come lui ha perso tutta la famiglia a seguito lo scoppio di uno dei due ordigni nucleari, e sarà proprio Lady Murasaky ad erudirlo con principi legati all’onore tipica dei samurai. Dopo questi presupposti la trama diventa tanto semplice quanto scontata: il giovane Hannibal, ora non più bambino, avrà come unico obiettivo la vendetta, e si attiverà per cercare di far pagare ai cannibali assassini della sorellina, la giusta punizione.

Come anticipato in questo film lo spettatore non vede la figura di Hannibal con terrore, ma tende a comprenderlo e nel consueto gioco di contrapposizione “buoni Vs cattivi” è propenso a porsi al suo fianco. Questo Hannibal Lecter, (interpretato dal francese Gaspard Ulliel) risulta per tanto antitetico a quello interpretato da Anthony Hopkins e già qui si comprende come questa pellicola si smarchi decisamente dal pluripremiato lavoro del 1991.

Comprendo che chi si era “innamorato” dei precedenti Hannibal, che magari si aspettava la stessa dose di tensione, provi una sorta di delusione nel osservare questa trama e questa rappresentazione, ma è proprio questa differenza a rendermi interessante questa pellicola che non giudico con eccessiva severità. I punti di forza sono: una bella fotografia, un ambientazione ricca di dettagli e nel contempo assai differente da quelle precedenti (si pensi ad esempio ad alcune scene di guerra che si trovano all’inizio del film o alle scene relative alla cultura giapponese. Vi è poi la presenza di canarini che avranno anch'essi un loro perchè). Oltre a ciò la recitazione dei singoli attori non è male, anche se, qui è innegabile, la distanza tra il Lecter di Anthony Hopkins e quello proposto da Ulliel è immensa. Per non parlare del "peso" che ha all'interno del film l'interpretazione di Jodie Foster comparata a quella di Gong Li. 

D'altra parte il merito di questo film è quello che pur volendo legare la pellicola del '91 a questa sorta di preambolo, cerca nel contempo di differenziarsi, evitando collegamenti improponibili da un lato, e irripetibili dall'altro. La figura di Clarice Starling aveva una sua originalità, e non poteva essere scimiottata da altri, giusto quindi marcare una distanza e creare un nuovo personaggio totalmente diverso com'è quello di Lady Murasaki. Se la ricercatrice del F.B.I. (Miss C. Starling) serviva a presentare Hannibal come un intelligente, perverso e pericolosissimo malato, la giapponese ha il compito di giustificare con la sua presenza una certa umanità da riconoscere a questo giovane Hannibal. Come dicevo un punto di forza è rappresentato dalle interpretazione di tutti gli altri attori, che però non nomino per evitare di doverli presentare, invischiandomi nei meandri della trama che voglio lasciare oscura. Posso dire che tutti i personaggi sono sufficentemente curati e reputo buone, senza eccessi sia chiaro, le loro interpretazioni.

A questo punto informo il lettore che la mia valutazione del film è assai differente da tante che si trovano in rete, il sito di Davinotti, ad esempio, propone questa opinione, a firma Galbo: “Punto più basso raggiunto (finora) dalla saga di Hannibal Lecter, questo film è solo un truculento spettacolo costruito con effettacci e situazioni improbabili e che vede, come interprete principale, un bambinone che mantiene un'unica espressione per tutta la durata del film. Veramente brutto”. Rigoletto precisa: "Purtroppo pure un personaggio cult come il dottor Lecter finisce nel tritacarne buonista che deve per forza giustificare le efferatezze attraverso traumi infantili. Il passaggio da "questo è pazzo" a "poverino, va compreso" altera irrimediabilmente i delicati equilibri che reggevano un mondo intero dietro una figura di demonica cattiveria. Ovviamente il giovane Ulliel si ritrova sulle spalle un'eredità pesantissima; l'impegno profuso è notevole anche in considerazione della sua giovane età, ma è la ricerca stessa di una moralità a rendere il film insopportabilmente immorale". (rif. 3)

Ultima nota, se il punto di partenza (il film del '91) era una produzione made in U.S.A. con regista americano, qui la produzione è una collaborazione tra Regno Unito, Francia, Italia, Repubblica Ceca, Stati Uniti d'America, ed il regista Peter Webber è inglese; a mio avviso un tocco più "europeo" si percepisce.

Mirco Venzo, Treviso 27/05/2024 #qzone.it

Nella foto di copertina i due attori protagonisti del film, Gaspard Ulliel (Hannibal) e Gong Li (Lady Murasaki)

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Hannibal_Lecter_-_Le_origini_del_male_(film)
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Il_silenzio_degli_innocenti_(film)
rif. 3 https://www.davinotti.com/film/hannibal-lecter-le-origini-del-male/5233

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