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20230710 MV desideri...E così, navigando nelle TV della notte, mi imbatto in questo titolo che invita all’erotismo; le prime immagini scorrono descrivendo paesaggi a me famigliari: Venezia! Decido di parcheggiare su questa pellicola e mi procuro carta e penna per una recensione. Desideri è un film classificato "erotico/drammatico" (1989  - rif. 1) a firma Michael Cardoso che non ne è, però, né l'ideatore del soggetto, né il curatore della sceneggiatura, responsabilità che spettano entrambe a Franco Gaudenzi. La prima scena vede nel classico grigiore tipico della Venezia invernale, un ombrello verde muoversi sulle mani di una bella ragazza, è una delle migliori scene di tutto il film che già dice che cosa c’è da salvare in questa pellicola, oltre alla città che fa da sfondo: la fotografia (citiamo quindi Riccardo Grassetti cui gli riconosco dei meriti: luci e tagli sempre molto curati). 

Già dai primi dialoghi avevo compreso che il film era improntato sulle immagini e che gli attori erano incapaci di recitare, o, se preferite, che la loro interpretazione era da ritenersi scadente. Anche la trama sin dalle prime battute pareva banale: un veneziano che opera con la barca, (facchino, barcaiolo, qualcosa del genere), saluta una bella hostess, (interpretata da Dale Wyatt), dopo che lo spettatore ha potuto godere di alcuni dettagli del suo corpo, ed in men che non si dica lo troviamo subito invaghito di una giovane bionda americana, Jessica Harrison (interpretata da Josie Bissett, diciannovenne all’epoca delle riprese). Il nome del barcaiolo è Luca Renosto e l’attore che lo recita è Cort McCown. Parlare della storia e delle vicissitudini che legano i pochi protagonisti, mi pare talmente inutile che non lo farò. 

Cito, per dovere di cronaca l’altro personaggio su cui ruota il canovaccio, Alvise Contarini, interpretato dal newyorkese Peter Marc Jacobson, e stabilire se è lui incapace di recitare o se è il regista che nel dirigerlo, con lui ha toccato il fondo, mi riesce difficile. Tra le figure improbabili cito anche la direttrice del conservatorio di musica, donna di fiducia del Prof. Alvise Contarini, di lei non sono riuscito a recuperare il nome dell’interprete, ma i suoi battibecchi con Jessica Harrison li ho categorizzati nella mia bozza con con il vocabolo “grotteschi”. L’arrivo e il veloce sostituirsi dei vari personaggi, (sempre gli stessi) slegati l’un con l’altro da un’assenza di trama, mi ricordano subito certi film pornografici. Qualche primo piano di capezzolo c’è, così come delle carezze che vorrebbero essere languide (sempre accompagnate da una musica di sottofondo, ora romantica classicheggiante, ora da discoteca; anche qui direi che "un buon pastone accontenta tutti i cani"). 

Manco a dirlo, oltre alla hostess, a concedersi in amplessi amorosi è anche Jessica Harrison, quest’ultima con tutti gli uomini che nel film l’avvicinano, pochi per risparmiare nel budget, situazione che come già detto mi capita di vedere nelle trame dei film porno. Aggiungo qualche dettaglio per esternare le mie perplessità su come è stata diretta la pellicola… ad un certo punto il Professor Contarini accompagna la giovane studentessa Jessica, appena arrivata a Venezia, a prendere visione del palazzo dove verrà ospitata e nel decantarne il valore cita gli affreschi  del Tiepolo, piuttosto che del Tiziano… Mentre racconta queste cose e nomina i grandi artisti che operarono per la Serenissima, la telecamera di mettere a fuoco i dipinti non ci pensa proprio… 

Ancora: il barcaiolo offre alla bella americana da bere chiamando la bevanda "un drink”, peccato che nella calli si parli di bianchetto o (se rosso) de n’ombretta… certo sfumature, ma quando poi vedo stappare lo Champagne e accompagnarlo con le fragole è sicuramente un gesto molto da "americano in Europa", ma molto poco veneto, se poi a fare tutto ciò è un professore veneziano che si chiama Alvise Contarini, nome legato alle tradizioni della città, mi aspetto che a Venezia si stappi del prosecco,  (basta osservare dalla parte opposta al mare per vedere le colline dove si produce), ma tutto ciò mi pare un indizio incontrovertibile: il film non vuole descrivere la città, ma è infarcito di stereotipi. Oltre a ciò come dessert fai gustare alla tua ospite delle fragole? E i baicoli, o gli zaeti, o se preferite “le lingue di gatto” con una delle proverbiali creme veneziane… niente? La realtà è che questo film si è catapultato a Venezia, ma non parla certo della città, non è un film che vuole trattare la cultura veneta, d'altra parte da un film senza trama e senza dialoghi, che mi dovevo aspettare? L'unica è sperare che ci sia almeno qualche scena che "intrighi", che giustifichi la dicitura "erotico"

Mio malgrado il regista pensa di rendere pruriginoso una qualche sorta di spogliarello (o di amplesso) solo perchè lo avvolge nel lusso, ma non è così! Uno dei film erotici che ho recensito, ambientato in Veneto, (La Nipote - rif. 2) vedeva le scene piccanti svolgersi nell’aia dove si stendono le lenzuola e i panni, oppure famosa è la scena nella soffitta polverosa della vecchia e decadente villa di campagna. Anche il cucinino adiacente alla sala da pranzo, mentre borbotta la moka del caffè vicino al lavabo di marmo, è stato teatro di una scena "hot"; non sono i luoghi a rendere intrigante un bacio, una carezza, un amplesso, ma la storia che si sta osservando… 

L’erotismo non si ottiene facendo vedere i capezzoli di una bella attrice, ma incuriosendo lo spettatore nelle vicende che legano i protagonisti l’un con l’altro. Qui non ci siamo proprio, tra l’altro nelle pellicola degli anni settanta classificate come "erotiche" un po’ di pelo si vedeva, qui manco quello, a dimostrazione che dopo i fasti del ‘68, anche il cinema si impregna di una sorta di pudore… 

Devo riconoscere che ancora una volta il sito Davinotti ha saputo in poche righe riassumere i concetti che mi sono trascritto, ed allora riporto quanto sintetizza Faggi, uno dei suoi autori: “Senza possibilità di redenzione in chiave trash. Porno senza pornografia, ovvero noia. Ridicolo, senza capacità di scatenare il ghigno, quel tipo di ghigno che, almeno, ripagherebbe della visione. Lascia esterrefatti sin dall'inizio, ma è nella seconda parte che, toccando irrimediabilmente il fondo, si candida a ricevere un immaginario decimo di pallino. Meglio tacere sulla prova del cast; scenario veneziano totalmente sprecato”. rif. 3 (nota, nel sito Davinotti i voti si danno con dei pallini, e questo film non vale un decimo del voto più basso). 

Faggi, un poche righe, ha ribadito la mia recensione: bravo e molto più sintetico di me. Ultima chiosa, speravo, visti gli attori principali e il modo in cui erano stati orchestrati, la trama insipida e gli errori culturali di base, che anche il regista fosse straniero, giusto per proteggere il buon nome del mio paese, ma aimhè, Michael Cardoso è il nome con cui si firmava il romano Bruno Mattei. A questo punto mi pongo una domanda: per produrre dei fotogrammi del genere, non si poteva andare da un altra parte? Immagino che un film a Venezia abbia un costo superiore rispetto ad altre parti del mondo, ed un simile lavoro si poteva fare anche in qualsiasi altra parte... le uniche cose dove si sono impegnati è stato far vedere qualche seno di ragazza... simili "performance" si potevano inquadrare anche altrove, sensa scomodare la perla dell'Adriatico.

Mirco Venzo, Treviso 10/07/2023 #qzone.it

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Desideri
rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/q-movies/869-la-nipote-di-nello-rossati
rif. 3 https://www.davinotti.com/film/desideri/49200
 

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