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20240523 VM ValdiniNel centralissimo Chiostro di San Francesco, nel cuore di Treviso, a fianco della Chiesa eretta dai francescani (rif. 1) espone il fotografo Giocondo Valdini sino al 30 Maggio. L’accesso è gratuito, e gli orari di apertura della mostra sono: da lunedì a domenica 9,30-12,00 / 15,00-19,00. Le foto esposte racchiudono differenti lavori sviluppati in svariati lustri. Volendo sintetizzare il tutto con un mio personale riassunto, divido le foto in quattro categorie. La prima è un omaggio al proprio territorio: la Marca Trevigiana. Qui vi sono

paesaggi, in particolare i vigneti della zona del Prosecco, ma c’è pure un bello scatto realizzato a Silea sul cimitero dei burci, proposti in bianco e nero. Mai avevo visto questo tipo di scatti realizzati da Giocondo, e devo dire che mi hanno sorpreso in positivo. 

A me sono proprio piaciuti e ho notato che, oltre ad una grafica incisiva, particolare attenzione è stata riservata al cielo, dove spesso appaiono nuvole bianche, che in un lavoro in bianco e nero indubbiamente arricchiscono l’immagine. Dialogando con l’autore comprendo che queste immagini risalgono ai suoi esordi, e che i lavori più recenti hanno un altro tipo di soggetto: le donne. Da tempo Valdini si interessa di immagini multiple, sono scatti elaborati, doppie (o triple) esposizioni. Più scatti sono inglobati in un'unica immagine, dove il soggetto principale è la donna, spesso più di una (o dettagli della stessa), presentata al pubblico in modo difficile da illustrare per lo scrivente. 

Il luogo che ha ospitato Giocondo ha impedito di utilizzare gli scatti a lui più cari, quelli dove molto spesso la fisicità e la nudità delle donne è parte importante della foto. Ciò non toglie che comunque il lavoro di ricerca dell’artista sia stato ben rappresentato. Immagini multiple, dicevo, che possono essere scattate in bianco e nero o a colori. E così sono riuscito a sintetizzare anni di lavoro da parte di quest’artista. Spesso, in queste immagini, emergono volti di donne, e dei volti particolare risalto, pare a me, sia stato dato agli sguardi; non mancano certo sguardi maliziosi da parte di alcune di queste ragazze, ed è difficile per me comprendere l’origine di questa sfumatura. Al visitatore individuare quali di questi scatti abbiano tale caratteristica.

L’ultima categoria vede donne inserite in un contesto urbano, talvolta in gruppo, altre volte, come nella serie a me più cara, prese singolarmente. Il lavoro che prediligo è stato realizzato a Bordano (rif. 2), paese definito “delle farfalle” dove sono presenti svariati e coloratissimi murales. Giocondo è andato a scattare in quel paese ponendo le modelle, spesso danzatrici, una per ogni immagine, con a sfondo i murales. Ho particolarmente apprezzato le foto di questo lavoro perché i soggetti sono in equilibrio cromatico con i murales che gli fanno da sfondo; non solo, la composizione è sempre impeccabile e vede spesso la ragazza essere quasi parte integrante del murale che le è dietro. 

Questa serie, al pari di un'altra realizzata al mare (anch’essa apprezzata dallo scrivente) non vede immagini sovrapposte, e quindi mi risulta di più agevole lettura. So per certo che è proprio questo eccesso di semplicità ad aver spinto la ricerca dell’artista verso situazioni più elaborate e a suo giudizio più interessanti. Al lettore di quest’articolo rimane solo il compito di visionare di persona l’intera mostra e decidere quali tra le varie immagini, e i molteplici lavori da me velocemente sintetizzati, sono di suo gradimento. Io mi sono permesso di riassumere le opere in quattro categorie, ma la curatrice della mostra, e lo stesso autore, di raggruppamenti ne hanno fatti molti di più e tutti, naturalmente, seguono differenti logiche. 

Una parola anche su Ferj Codognotto, la curatrice di questa mostra, già protagonista di altri importanti eventi artistici della Marca (l’ultimo cui ho assistito era la Grolla d’oro), ma soprattutto pensatrice libera e scevra da condizionamenti, ed è in tale veste che a me ha colpito. In particolare la ricordo perché durante la pandemia scrisse delle riflessioni feroci e le propose su di un noto social (rif. 3); in quel contesto ne apprezzai il coraggio di andare controcorrente, oltre che la lucidità con cui seppe esprimersi.

Volendo chiudere questo riassunto devo dire che le idee della Codognotto, al pari delle foto di Valdini, mai si piegano agli stereotipi proposti dal mainstream o dal politicamente corretto. Posso dire? Ai giorni nostri simili personaggi sono "merce" molto rara e per questo a me risultano tanto interessanti quanto preziosi.

Mirco Venzo, Treviso, 22/05/2024 #qzone.it

Nella foto di copertina l'artista, Giocondo Valdini mentre osserva uno scatto della serie Il mio lato migliore - L'opera fa parte del Terzo ciclo

rif. 1 https://www.qzone.it/index.php/q-lives/39-lives-zuccato/508-tesori-dell-arte-la-chiesa-di-san-francesco-a-treviso
rif. 2 https://www.turismofvg.it/bordano
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/655-shock-economy-in-italia

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