
"Il Quoziente d’Intelligenza medio della popolazione mondiale è in continuo aumento (effetto Flynn); questo almeno dal secondo dopoguerra fino alla fine degli anni ’90. Da allora il QI è invece in diminuzione. È l’inversione dell’Effetto Flynn". (altrimenti detto Effetto Flynn inverso - rif. 1). Inizia così un post interessante recuperato su facebook nel sito di Eresia (rif. 2) autore di cui non sono riuscito ad individuare nome e cognome, spero pertanto non sia stato generato dalla I.A., perché oggi anche con questo ci si deve confrontare. Resta valida l’impostazione generale ed allora va precisato che - L'effetto Flynn (James Robert Flynn -Washington, 28 aprile 1934 – Dunedin, 11 dicembre 2020- è stato uno psicologo
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Un barbiere, Antonio Calabrò (interpretato da Fabrizio Rongione) è il protagonista de Il complottista. L'uomo , non è preso sul serio dai suoi familiari quando espone le sue teorie bislacche, tuttavia quella dove sostiene che il lampeggiare ad intermittenza di un fanale pubblico, proprio quello posto di fronte al suo negozio, sia un modo per comunicare mezzo segnali morse qualcosa di sospetto, trova un discreto pubblico di persone che gli da credito. Inizia così una serie di incontri e di colloqui surreali con personaggi assai bizzarri tanto quanto, se non più, dello stesso protagonista, che pare, per comparazione, quasi come una persona equilibrata. Queste frequentazioni, presentate con simpatica ironia dal regista,
Chiuderà il 21 aprile 2025 la mostra fotografica su Gyula Halász il cui nome d’arte è Brassaï in quel di Bassano, nel museo civico. Gyula Halász (Brașov, 9 settembre 1899 – Èze, 8 luglio 1984), è ungherese di nascita, naturalizzato francese (rif. 1) Braşov è oggi una città della Romania, ma nel 1899, quando Brassaï nacque, la regione sud-orientale della Transilvania apparteneva al territorio ungherese. Adottò in seguito lo pseudonimo di Brassaï in onore della sua terra d'origine. Brassaï si è cimentato un po' con tutte le arti, scrittura, scultura, pittura ed è giusto quindi precisare che la mostra esposta a Bassano tratta della fotografia, dove assieme a Henri Cartier-Bresson darà un impulso decisivo a quest’arte, e
Ieri sera mi sono fermato a guardare Passione sinistra di Marco Ponti. Non posso considerarlo un capolavoro, ma devo dire che, come intrattenimento, può piacere, ed il regista ha dimostrato di saperci fare. Procedo con la mia analisi. 2013: il torinese Marco Ponti fa uscire il suo terzo lungometraggio dal titolo Passione sinistra, lavoro che esce dopo quasi dieci anni dal suo ultimo film (il Ponti però nel frattempo era stato molto attivo con progetti televisivi) e in quest’occasione si ispira liberamente ad un romanzo di Chiara Gamberale Una passione sinistra (2009). La sceneggiatura è opera dello stesso regista, di Elisa Amoruso e di Francesca Manieri; faccio notare che la storia è quindi impregnata di sensibilità femminile, l’unico maschio che annoto, è proprio il regista! (rif. 1).
L’associazione Sguardi Fotografici di Carbonera, anche quest’anno ha esposto nel parco del Sant’Artemio di Treviso, in Via Cal di Breda, il titolo dell’esposizione è Sguardi Liberi. I 21 espositori, tutti presenti con quattro foto, esibiscono le loro opere sino al 7 aprile e, come si evince dal titolo, è stata data ad ognuno massima libertà di espressione. Qualsiasi gusto fotografico rischia di essere appagato da almeno uno degli espositori, i generi proposti sono infatti molto variegati e se c’è chi predilige come soggetto la fauna, (come Alessandro Busatto che propone scatti ornitologici, nello specifico differenti specie di picchio), altri optano per la flora, com’è il caso di Giuseppina Gerotto che immortala coloratissimi fiori, cosa che fa pure Andrea Agostinetto utilizzando, quest’ultimo, la tecnica della macro fotografia. Non manca chi si fa
Elles è un film della polacca Małgorzata Szumowska uscito in anteprima a Toronto nel 2011, proposto nelle sale nel 2012 per approdare in Italia nel 2013. La produzione è polacco, francotedesca e la sceneggiatura è opera della stessa regista e di Tine Byrckel. La trama è semplice: una giornalista che lavora per la rivista Elle, Anne (interpretata da Juliette Binoche) deve realizzare un articolo sulla prostituzione giovanile, (il tema delle studentesse che per pagarsi gli studi si danno al meretricio è già stato affrontato in altre pellicole transalpine), a tal fine Anne entra in relazione con Alicja (interpretata dalla polacca Joanna Kulig) e Charlotte (interpretata dalla francese Anaïs Demoustier) per approfondire il tema grazie alle loro testimonianze. Loro, Elles in francese, notate il gioco di parole tra il giornale, (Elle) al
Recentemente nel Parlamento italiano si è svolto un acceso dibattito sui valori fondamentali cui poggia l’Unione Europea, ed a tal riguardo si è tirato in ballo il Manifesto di Ventotene. Ho iniziato a leggerlo per fermarmi subito: quel manifesto verte su idee di stampo socialista, chiaramente a mio avviso l’Unione Europea, al contrario, si basa su chiari diktat neoliberali, il mantra “Ce lo chiede l’Europa” termina sempre con riforme che spingono al pareggio di bilancio, al taglio della spesa pubblica, alla tutela dei mercati (rif. 1) alle privatizzazioni che difendono e creano rendite per pochi a danno dei milioni di lavoratori che devono essere “flessibili”, andare in pensione sempre più in tarda età, e che devono essere pronti ad accettare la disoccupazione se le loro aziende delocalizzano in ossequio alle leggi tanto care al “dio mercato”.
Questa notte ho visto Paradiso Pericoloso; è questo il titolo apparso nelle didascalie della Tv che l’ha trasmesso, anche se sia Wikipedia (rif. 1) che Davinotti (rif. 2) lo titolano Ken Park, ed allora anch’io non ho difficoltà ad adeguarmi. Questa pellicola del 2002 ha due registi: Larry Clark e Edward Lachman, si avvale del soggetto scritto da Larry Clark, mentre la sceneggiatura è opera di Harmony Korine. Con mia grande sorpresa tutti questi protagonisti sono statunitensi, e devo subito dire che questa pellicola accoglie opinioni molto contrastanti; la mia è senz’altro positiva: non è il classico film americano dove sin da subito si comprende chi sono “i buoni” e chi sono i cattivi, come la tradizione
Alla fine dell’ottocento, su spinta di intellettuali francesi, nasce anche in Italia una branca dell’arte che si rifà alla realtà, che non punta sull’estetica o sulla bellezza immaginaria, quella che crea situazioni astratte, ma che cerca di cogliere ciò che c’è, (ciò che è vero!) dando spazio anche agli ultimi, a quelli che sono “meno belli”, che di solito sono ignorati, (oltre che bistrattati): il verismo! C’è quindi una connotazione politica in questo modo di pensare, ed è innegabile che si radichi in un pensiero che, all’epoca, poteva
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Questo interessante articolo di Paul Craig Roberts, ci offre una lettura diversa di quello che sta accadendo. Nel loro libro Global Trade and Conflicting National Interests, pubblicato nel 2000 dalla MIT Press, Ralph E. Gomory e William J. Baumol hanno dimostrato che la teoria del libero scambio con cui gli economisti sono ancora oggi indottrinati è falsa. Gli economisti hanno fatto del loro meglio per non accorgersi che una parte del loro repertorio non è valida. Alcuni anni fa ho presentato l'analisi di Gomory e Baumol agli economisti
Leggi tutto: Fuori dal Vaso - Il libero scambio era la teoria...
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