Ieri sera mi sono fermato a guardare Passione sinistra di Marco Ponti. Non posso considerarlo un capolavoro, ma devo dire che, come intrattenimento, può piacere, ed il regista ha dimostrato di saperci fare. Procedo con la mia analisi. 2013: il torinese Marco Ponti fa uscire il suo terzo lungometraggio dal titolo Passione sinistra, lavoro che esce dopo quasi dieci anni dal suo ultimo film (il Ponti però nel frattempo era stato molto attivo con progetti televisivi) e in quest’occasione si ispira liberamente ad un romanzo di Chiara Gamberale Una passione sinistra (2009). La sceneggiatura è opera dello stesso regista, di Elisa Amoruso e di Francesca Manieri; faccio notare che la storia è quindi impregnata di sensibilità femminile, l’unico maschio che annoto, è proprio il regista! (rif. 1).
La trama è semplice, si tratta di una storia d’amore dove gli opposti si attraggono, ma a rendere interessante la pellicola, almeno per chi si interessa di politica come me, è la diatriba sinistra/destra che caratterizza e condisce l’intera pellicola (rif. 2 e 3), la protagonista femminile, Giovanna "Nina" Nardoni (interpretata dall’umbra Valentina Lodovini) è infatti attivista di sinistra la quale incontra casualmente Giulio Faleni (interpretato da Alessandro Preziosi) archetipo del giovane di destra. I due, entrambi coinvolti in una relazione sentimentale con altre persone coerenti con la loro cultura politica, imbastiranno, una volta avvicinati, una chimica tale da costringerli a lasciare il vecchio porto, per salpare verso la nuova avventura. Anticipo subito il finale, la ragazza di sinistra e l’uomo di destra dovranno condividere l’esperienza genitoriale e magari finiranno, questo è un finale aperto e non ci è dato di sapere, per vivere assieme, “felici e contenti” nei secoli a venire!
La storia d’amore non è nulla di particolarmente interessante, così come i molti stereotipi legati al tema destra sinistra non rappresentano nulla di originale, eppure, a mio avviso, il regista ha saputo essere delicato (o se volete mi piace definirlo “democristiano”) perché riesce a trattare il tema con un piglio talmente diplomatico da non offendere nessuno. In effetti, una risposta sottotraccia la va a consegnare al pubblico, ed è che tra destra e sinistra, alla fine, non ci sono poi chissà che differenze, al di là delle affermazioni di facciata; sia chiaro, è questa una mia personale interpretazione, spetta a chi visionerà il film stabilire se ho colto nel segno o si mi sono… visto un altro film.
“Che cos’è la destra, che cos’è la sinistra…?” si interrogava Giorgio Gaber, è qui si affronta la stessa questione partendo da una attivista, "Nina" Nardoni, che si è potuta laureare perché proviene da una famiglia benestante al punto tale che il padre è proprietario di una bellissima villa lungomare in una splendida località balneare. Insomma, Nina “pare” sbucare da quella che oggi viene definita “sinistra ZTL”, così come la classifica Giuliano Marrucci di Ottolina TV (rif. 4), gente distante anni luce dal proletariato, dalla disoccupazione e dalle case popolari che, infatti, manco più vengono costruite. Dico “pare” perchè il regista è sempre molto attento a non sbilanciarsi, resta il fatto che oltre ad essere una donna agiata, pur se impegnata a cambiare il sistema, Nina, fedele al cliché che chi è di sinistra è acculturato e da valore alla conoscenza, ha come compagno uno scrittore. E anche qui mi piace sottolineare: Nina non è accoppiata con un disoccupato, o un centralinista della TIM, resta il fatto che Bernardo Callieri (il fidanzato di Nina, interpretato da Vinicio Marchioni) è un letterato che per trovare “ispirazione” non si siede su una panchina al parco ad osservare i mendicanti, ma preferisce andare a New York o a Venezia. Semplifico: se Nina è una “sinistrossa” del ZTL, Calleri non le è da meno…
Oltre a ciò, lo scorrere della pellicola, ci spiega che questo “intellettuale” non disdegna le belle gnocche, anche se sono svampite, non a caso si attiva per concretizzare una scappatella con la più classica delle oche bionde, Simonetta che è poi la compagna del Faleni (ad interpretare questa figura è Eva Riccobono). In definitiva le coppie si scambiano i partner creando un doppio intreccio, ma rimanendo con l’obiettivo sull’intellettuale (di sinistra), constato che i suoi gusti sessuali sono molto simili a quelli che diedero fama il nostro compianto Cavaliere (pace all’anima sua), e se c’è da combinare un menage a trois, entrando nella jacuzzi con idromassaggio attivo, anche se non si ricordano i nomi delle due belle ragazze straniere… poco male, l’animo sensibile di questo portavalori della cultura che si ispira a Gramsci, può tranquillamente accantonare queste sfumature, a lui interessa solo fare una bella trombata giocando con gli splendidi corpi delle ragazze/oggetto.
Analizzando quindi la trama, pare a chi vi scrive, che il regista accomuni gli opposti destra sinistra più del lecito, tanto da convincermi che, come già scritto, oggi tra destra e sinistra non c’è poi molta differenza, diventando sfumature di uno stesso identico colore. A confermare questo mio sospetto è il tratteggio del politico di successo, il candidato sindaco (pure di sinistra, interpretato da Glen Blackhall) che tratta da poveri scemi i suoi collaboratori (atteggiamento che si direbbe di destra, sempre parlando per stereotipi) ma che non è in grado di esprimere il suo pensiero senza che ci sia chi glielo scrive. Insomma, questo rappresentante politico è "un incapace" e cura l’immagine senza avere la sostanza. La domanda che si pone il lettore è: come può risultare simpatico un film del genere?
Puntando su una fotografia sempre pulita e curata, caratteristica che hanno anche i vari personaggi che compaiono in scena; sono tutti perfettamente messi a fuoco e lo spettatore con lo scorrere della pellicola sa già cosa aspettarsi da ognuno di loro. Anche se comprimari lo spettatore man mano che la pellicola scorre si fa un’idea chiara di chi sia Martina, l’amica di Nina (interpretata da Geppi Cucciari) o chi sia Serge, (Jurij Ferrini) quello che scopriremo essere stato l’amante del padre di Nina, che evidentemente era gay, ma non voleva farlo sapere in giro, tanto che la stessa figlia non lo immaginava. Del sindaco Glen Blackhall ho già detto, ma altri sono le comparse che sbucano nel palcoscenico, tutti sempre “corretti” e ben definiti.
Un altro aspetto che personalmente ho apprezzato è che il film ha molte situazioni “simpatiche” che non vogliono far ridere a tutti i costi con battute alla “Pierino di Alvaro Vitali", ma che sorprendono con garbo. Su tutte spicca la figura di Simonetta, che una strepitosa Eva Riccobono sa rendere un personaggio decisivo sotto quest’aspetto, e lo spettatore dopo averla conosciuta, quando entra in scena sempre si aspetta una battuta surreale, non venendo mai deluso sino alla fine del film. Insomma, il film poggia su un umorismo garbato, non grossolano, non volano parolacce, ma battute sottili, come quella in cui la Cucciari interrompe una scena di sesso con il compagno a seguito di una telefonata dell’amica e quando il partner le chiede spiegazioni lei replica: “tu puoi continuare da solo”! Prima di chiudere la mia relazione per lasciare la parola ad altri opinionisti, mi piace evidenziare come anche il titolo sia ambiguo:
Passione sinistra perché si parla di politica di sinistra come qualcosa che induce al pericolo? O Passione sinistra perché è la relazione tra Nina e Giulio ad essere qualcosa di cattivo auspicio, anche se generato dalla passione? O non è che l’autore ci dica che la sinistra (come area politica) è sorretta dalla passione intesa come ardore? O forse la passione (ovvero la sofferenza) è causata dalla sinistra?
Mi fermo qui, cedo la penna ad alcuni opinionisti di Davinotti (rif. 5) che hanno valutazioni molto difformi l’uno dall’altro: Markus (tre pallini): “Graziosa commedia sentimentale che gira su due binari differenti: da una parte le classiche tiritere amorose tra bellocci/attrazione sessuale e dall'altra una piacevole parodia della politica odierna fatta di slogan demagogici. Ponti orienta la pellicola sulla seduzione nonostante tutto, ma anche su intelligenti prese di posizione su politica populista (peccato non aver accentuato il tiro sul tema) e i romanzieri da “ipermercato - reparto libreria”. Cast di bei volti ma non solo, che trovano nel ruolo la giusta collocazione”.
Homesick (due pallini): “Spumeggiante commedia che (si) diverte a sbeffeggiare certa sinistra italiana ipocritamente buonista e infatuata di Fazio, Travaglio e degli scrittoruncoli per ragazzine. Nell’armonico coro di attori, alla voce guida della bellissima Lodovini si uniscono le battute dell’oca svampita Riccobono, i saporiti commenti della Cucciari e di Ferrini e i proclami di Blackhall, archetipo delle varie facce da c*** che amministrano oggi l’Italia. La Laurenti Sellers conferma il talento rivelato in Buongiorno papà nel ruolo della sorellina tutto pepe dell’antipatico riccastro Preziosi”.
Gabrius79 (sempre due pallini ma più critico): “Da un bel libro di Chiara Gamberale viene estrapolata questa commedia non così eccelsa ma a tratti guardabile e spiritosa, con poche frecce che centrano il bersaglio. Cast discreto con la presenza di una buffa e svanita Eva Riccobono, mentre il "cameone" della Cucciari soddisfa in parte”. Tra i più severi, con un pallino, Piero68: “Squallida storia di sesso e tradimenti malamente occultata dietro una falsa satira politica. Ma la politica in questa storia c'entra come i cavoli a merenda e l'accozzaglia di luoghi comuni su destra e sinistra, sparati a mitraglia dal personaggio di turno, è quanto di più qualunquista e becero si possa trovare in circolazione. Regia pessima con un cast di non attori veramente imbarazzante. Dalla Lodovini, che continuo a non capire come faccia l'attrice, alla Cucciari, alla Riccobono. Persino Marchioni delude. Cameo di Travaglio inspiegabile”.
Mirco Venzo, Treviso 30/03/2025 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Passione_sinistra
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/193-trippe-e-schioppettino-destra-o-sinistra
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/528-marco-rizzo-focalizza-l-attuale-sinistra
rif. 4 https://ottolinatv.it/2024/05/12/sinistra-ztl-anatomia-di-un-tradimento/
rif. 5 https://www.davinotti.com/film/passione-sinistra/31093