Il film che andrò a recensire oggi è del 1979 e vede la regia del biellese Mario Gariazzo (che firma il lavoro con lo pseudonimo Roy Garrett - vedi nota sottostante). E’ un thriller erotico, genere che mi piace recensire perchè, trattandosi di un thriller, evito di descrivere la trama per non deludere lo spettatore che volesse prenderne visione, risultando più veloce nel redigere il pezzo. Il lavoro rientra a mio avviso nella categoria delle occasioni mancate, la trama (il giallo) poteva anche essere sufficientemente interessante, trattandosi di una pellicola che si condiva con elementi di erotismo, voglio dire, anche se il giallo
non “acchiappa” sino in fondo, lo spettatore è forse più interessato a vedere quale delle attrici si va a spogliare, e, da questo punto di vista, la varietà, la qualità e l’audacia non mancano, dando al pubblico maschile cibo per i suoi denti, tuttavia rimane un senso di insoddisfazione la cui ragione tento di esplorare. La qualità nei dialoghi e la costruzione della pellicola ricorda quella dei porno poco raffinati, pur non arrivando a proporre le scene spinte che in tali film si trovano. (Si vede il pelo femminile, ma non il membro maschile, giusto per essere chiari).
Similmente ai porno anche qui entrano ed escono protagoniste (donne soprattutto) che con i pretesti più vari si spogliano; in questo caso ai grugniti e ai sospiri tipici dei film hard, cè tanta musica a riempire il silenzio, ma lo spettatore non riesce ad affezionarsi a nessuna delle storie che velocemente gli scorrono sotto gli occhi. In parte ciò dipende dal fatto che un pretesto usato per esibire i bei corpi femminili (notevoli, vale la pena ribadirlo) è la fotografia!
Si vede il fotografo scattare mentre le ragazze si girano e si spogliano, ma, forse proprio perchè sono fotografo anch’io e mi immedesimo nel professionista che maneggia l’obiettivo, in quel gesto vi trovo molto poco di erotico, la dinamica è quella di mettere a fuoco un soggetto, cercando le giuste inquadrature, non quella di venir sedotto o di rimanere coinvolto. Il fotografo deve sempre rimanere lucido quando scatta. Ne consegue che magari lo spettatore che non è addentro a cose fotografiche troverà (spero) più intriganti le stesse immagini che io osservo con certo distacco e non con l’ardore che farebbe salire di livello l’intera pellicola.
Nel prosieguo del film vi sono situazioni di spionaggio, che si concretizzano in operazioni di voyeurismo (c’è chi nascosto osserva da pertugi protetti i protagonisti che si spogliano o che fanno l’amore), ed anche queste situazioni intrigano poco, pur non mancando di dettagli, perché al regista (allo sceneggiatore che poi è lo stesso Gariazzo) non interessa approfondire la natura del rapporto tra i protagonisti dell’amplesso, quanto piuttosto testimoniare che in quel Hotel gli intrighi sessuali non mancano.
Sintesi, poco dialogo e tanti sottofondi musicali, ma per lo meno assistiamo a svariati spogliarelli dove si arriva a vedere il “pelo”, cosa non da sottovalutare trattandosi di un lavoro che si realizza a fine degli anni settanta quando stava prendendo piede la filosofia “moralista”; oltre a ciò c’è da dire che non mancano le situazioni “colorate”, come quella dove Marina Frajese è vestita da suora e viene sedotta da belzebù (interpretato da Enzo Fisichella. (rif. 1) E’ il momento di aggiungere qualche altro nome di attrice: Antonella Antinori, Patricia Bhen, Patricia Webley oltre alla già citata Marina Lotar (Frajese).
Per ultima lascio la ragione che può dare senso (poco) a visionare la pellicola: protagonista femminile è una giovane Anna Maria Rizzoli che non convince molto per come recita, ma che, a giudicare dalla filmografia presente in wikipedia (rif. 2) da questo momento in poi diventerà sempre più presente in svariati film, diventando una delle dive indiscusse della commedia erotica nazionale. All’epoca di Play Hotel la Rizzoli aveva 28 anni e sole sei pellicola alle spalle. Si ritirerà cinque anni dopo.
Nel cercare informazioni su questa pellicola emergono due situazioni singolari: la prima cui facevo riferimento ad inizio articolo, Wikipedia non indica il corretto nome del regista, e ho dovuto cercare la locandina del film per sciogliere il dubbio, la seconda è legata a delle polemiche che accompagnarono questo lavoro e che riporto a titolo di cronaca (rif. 3):
Ray Lovelock (che nella pellicola interpreta Roberto Vinci, uno dei protagonisti maschili): “Doveva essere un thriller erotico. La trama era ambientata in un Motel in cui venivano ricattati i personaggi in vista che andavano lì a sfogare le loro pulsioni e perversioni. Poi, mentre stavamo girando sapemmo che il produttore stava girando per conto suo delle scene hard aggiuntive. Sinceramente la mia paura era che le incollasse a quelle girate da noi. Gli chiedemmo cosa stesse succedendo e ci disse che erano versioni per altri mercati, come quello svedese, che era più libero. Non gli credemmo e anche il regista lasciò il progetto. Fu un’esperienza spiacevole”.
Mario Gariazzo – intervistato da Nocturno – contraddice Lovelock nel punto in cui dice che il regista avrebbe abbandonato il progetto: “Io avevo diretto un thriller magari un po’ spinto ma non certo pornografico. Credo che la colpa sia del produttore che una volta terminate le riprese ha gonfiato la pellicola con spezzoni interpretati da Marina Frajese”.
Chiudo riportando un paio di commenti recuperati dagli opinionisti di Davinotti, (rif. 4), giusto per arrichire la differenti visioni. Motorship: (due pallini) “Non mi è dispiaciuto, anche se bisogna riconoscere che è un film fatto piuttosto maluccio, mal recitato. Di giallo c'è davvero poco: più erotico che altro. Il cast non è proprio da buttare, ci sono Lovelock, Novelli, Cutini e anche Steffen, anche se il film lo si ricorda soprattutto per i nudi delle bellissime donne, in particolare della splendida Anna Maria Rizzoli, ma anche della Hedman e della Antinori. Ed è per questo che il mio giudizio non è pessimo”.
Tonios: (un pallino, ovvero la valutazione più bassa) “Tentativo di creare un connubio tra il poliziottesco e un noir di bassissimo livello, dopo cinque minuti ti distrai facilmente. Gli attori sono doppiati alla carlona e certo la faccia da pesce lesso di Lovelock non aiuta. Stupenda la Rizzoli, ma decisamente inespressiva. Complice la scelta della location e la bassa qualità delle riprese sembra proprio uno dei primi poliziotteschi di dieci anni prima”.
Fauno (che a dispetto di quel che scrive gli assegna tre pallini, il massimo tra gli opinionisti che si son espressi ad oggi): “A parte il nudo della Rizzoli, tutto l'hard è stomachevole e da buttare. Come trama e come sorprese, non così scioccanti, ci siamo, anche se non è certo il primo film sulle foto compromettenti di quelli che contano. Il cast è indubbiamente valido, mi è solo dispiaciuto vedere Cutini in un ruolo così da mentecatto. Tutto sommato mi ha coinvolto e in certi punti mi ha anche divertito... tenendo presenti i limiti, una visione la consiglio”!
Mirco Venzo, 20/01/2025 #qzone.it
rif. 1 https://nocturno.it/movie/play-motel/
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Maria_Rizzoli
rif. 3https://cinemaitalianodatabase.com/2015/05/08/play-motel-1979-di-mario-gariazzo-roy-garrett-recensione-del-film/
rif. 4 https://www.davinotti.com/film/play-motel/1717