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20250107 MV Time4changeTime 4 change, Tempo di cambiamento è il titolo dell’esposizione fotografica coordinata da Christian Mattarollo per conto del gruppo Venetofotografia. La mostra rimarrà aperta sino al 19 gennaio 2025 a Palazzo dei 300 a Treviso. Il visitatore dovrà impiegare del tempo per apprezzare i lavori presentati, fondamentale infatti è leggere le didascalie, e con questo strumento degli attrezzi in dotazione si potrà valutare la qualità dei lavori esposti. Le foto di matrice

“tradizionale”, quelle più vicine al mio gusto fotografico, sono poche; la maggioranza degli autori ha dato sfogo all’elaborazione fotografica per meglio esprimere i loro concetti. A tener alta la bandiera della vecchia guardia cito  Mario Mattiuzzo con il suo Le pieghe del tempo, Maria Novello con Prima adolescenza, Rosamaria Bidoli con Il tempo della leggerezza, Francesco Nola con Andrea e Emanuela Portelli con un encomiabile lavoro sulle mani a titolo Il tempo che segna. Devo precisare che non tutte le foto citate sono state scattate a pellicola (al limite forse nessuna), ma l'approccio "senza alterazioni" significative di post produzione, in queste mi è parso evidente.

Ad avermi colpito per i riferimenti cinematografici è stato Lorenzo di Teodoro Teodori, mentre, per la ricerca sulle scritte nei muri, particolarmente interessante è il lavoro di Manuela Gennburg: Manifesto Generazione Z. Distruggeremo questa società assassina” -  “Se rubate i nostri sogni, diventeremo il vostro incubo” - “Scrivo perché nessuno ascolta” - queste alcune delle frasi colte dalla fotografa. Le immagini della Gennburg sono realizzate in cianotipia, tecnica che, immagino, le siano costate tempo e fatica, ma personalmente, a colpirmi è la ricerca delle frasi catturate, l’aver saputo scovare dall’anonimato dei mille graffiti (quelli che appaiono ovunque) frasi che ben rappresentano il disagio dei giovani. Sono queste a suscitare importanti spunti di riflessione.

Molti autori hanno dimostrato di avere un loro stile che perpetuano nel tempo, tra essi cito Nicla Simonetto che anche nel suo lavoro Radici, come pure fece lo scorso anno, palesa un richiamo al teatro. Elisabetta Perrone in Special times si riconferma per l'uso di colori accesi, mentre Paolo Pozzobon, nel suo Squarci di vita, prosegue la proposta di scatti stravaganti con insita l’idea di maschera a celare il volto. Nel segno della continuità devo annoverare pure Paola Musumeci che nel suo Incrinature ripropone uno stile fotografico che mi ricorda la pittura presente in certe stampe antiche.

Ora non è che mantenere uno stile nel tempo sia un elemento di merito (o di demerito), è solo una mia constatazione che ho voluto condividere con voi lettori. La realtà è che i singoli lavori hanno tutti alle spalle un importante lavoro di ricerca, ora sociale, ora strettamente personale, come nel caso di Alessandra Barzi con il suo Parto.

Una citazione particolare è doveroso spenderla da parte mia per Mario Mattiuzzo. Il suo Le pieghe del tempo che già avevo citato per la capacità di catturare i soggetti degni “della vecchia scuola”, (dettagli in questo caso), ha però insiti molti altri significati. Il suo lavoro analizza palesemente lo scorrere del tempo, e devo mettere in relazione questa ricerca con il fatto che, anche lui, all’epoca degli scatti, era una persona anziana in più gravemente malata. È possibile che sospettasse di non poter assistere di persona alla mostra, ma ciò nonostante ha voluto lasciare ai suoi amici, ed a chi ne apprezza la capacità fotografica, una traccia della sua abilità tecnica e della sua sensibilità artistica. La presentazione del suo lavoro redatta dal direttore artistico Christian Mattarollo, aiuta a comprendere la profondità della sua ricerca. La sua dipartita ci ricorda che il cambiamento è sempre presente in ogni essere vivente e che vi è un confine che tutti andremo a varcare.

Mirco Venzo, Treviso 6/1/2025 #qzone.it

La mostra è aperta solo il venerdì pomeriggio, il sabato e la domenica dalla mattina alla sera.

rif. 1 https://www.qzone.it/index.php/q-arts/953-looking-4-myself-a-treviso

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