
Soddisfazione han espresso ieri gli organizzatori dell'evento "Mani per Creare" tenutosi ieri al B & B "La Rinascita" di Paderno di Ponzano Veneto. L'iniziativa di cui oggi è in svolgimento la puntata conclusiva, vuole celebrare un artista locale nel Paese che l'ha visto crescere e da cui ha preso ispirazione e stimoli pper le sue opere. Mosaici, sculture e oggetti di arredo per la casa, quali sedie e tavoli sono alcune del le sue creazioni. Tra le autorità presenti ieri si annotano l'assessore dello Sport e della cultura locale, Mario Sanson. Il presidente del palio, manifestazion molto sentita all'interno del comunale che si terrà il prossimo sabato e domenica: Walter Lucchetta. per finire v'era anche Corado Bettio, presidente del Borgo Ruga, la contrada più antica dove, pare, sia sorto il paese e dove è nato Mario Bianchin. La vita di Mario è stata narrata da Claudia Franco che ha letto la presentazione realizzata dalla poetessa Arianna Bidoli Anselmi.
Cari lettori di Qzone, Sabato 3 Settembre e Domenica 4 l‘artista Mario Bianchin detto "Caramel" offrirà a tutti un saggio della sua abilità artistica e un aperitivo (GRATUITO!!!) a chi interverrà all’evento “Mani per creare” presso il B & B La Rinascita di Susanna Trentin, sito in via Roma, 9. Andiamo con ordine… Mario Bianchin è un muratore che ha saputo trasformare alcuni aspetti del suo lavoro sino a farlo elevare al rango di artista, tanto da fargli ricevere il premio “mastro d’Oro del Milo Burlini" (2007). Nei giorni indicati si potranno visionare sia alcune delle sue opere, sia come fa concretamente a realizzarle, o almeno avere un’idea di come ciò sia possibile.
Il 28 Agosto terminerà la rassegna di F 4 Un’idea di fotografia 2016 giunta ormai alla sesta edizione. “Non vi è un unanime filo conduttore tra i vari lavori presentati” ci spiega Chiara Pozzobon, “ma si è lasciato spazio alle differenti emotività dei singoli artisti”. In effetti, ho cercato di trovare dei fili conduttori nei due articoli che ho realizzato (e che potete trovare qui e qui - ma la sala dove sono esposte le serie di “Not only landscape” meriterebbe una riflessione per ogni singolo autore, giusto per analizzare solo una delle sezioni presentate dalla rassegna.
Due lavori, tra quelli presentati in Villa Brandolini a Pieve di Soligo (Esposizione aperta sino al 28 di Agosto) han riproposto il tema della tecnologia e dell’uomo, seppur partendo da approcci differenti. Kolorgrad di Tiziano Doria evidenzia come il mezzo possa aver dei limiti. La foto di Nadia Comaneci, la sublime ginnasta che ottenne tutti 10.00 dai vari giudici alle Olimpiadi di Montreal (1976), vide nel display solo un misero 1,00. La scheda elettronica non aveva previsto che un atleta potesse arrivare alla perfezione (al 10,00) e si fermava a 9,99!
Ieri sera alla pasticceria 300 (Treviso, Viale Monfenera 22) Claudia Rossetti assieme a Antonio Paolo Lavina han realizzato una singolare performance artistica. I due creativi han preso una torta realizzata dal sommo Giuseppe Zamparo e nella glassa (spero sia corretto il vocabolo) illibata, in un paio di minuti han improvvisto una decorazione che, di fatto, dava valore all’opera del pasticciere. Un disegno astratto, multicolore, realizzato a quattro mani (il disegno) e a sei mani l’opera d’arte (la torta) che è stata subito fatta a fette e ingerita dei numerosi presenti. La scelta era ricaduta su un semifreddo e non si poteva permettere al calore estivo di alterare la qualità della crema. Così i numerosi presenti si son spartiti velocemente l’opera che è diventata in un battibaleno parte del loro corpo e del loro benessere.
Il 6 e 7 agosto 2016 nel borgo di Fratta di Tarzo si è svolta la settima edizione de “I Cortili dell’Arte”. Nelle aie e dentro le case aperte al pubblico, artisti di varia provenienza, rappresentanti di varie abilità e sensibilità, espongono le loro opere al pubblico. Pittori, disegnatori, intagliatori, ceramisti, e la sorpresa di quest’anno, molti fotografi. Spesso la fotografia è quasi del tutto assente negli ambienti dove si parla di arte, ma a Tarzo quest'anno erano in molti a proporre foto di vari generi, dimensioni e tecniche. Mi sono quindi fermato a dialogare con il fotografo che ho ritenuto più interessante tra i presenti: Giocondo Valdini che presentava un progetto dal titolo “Oggi come ieri”.
A Vicenza c’è una base NATO dove erano presenti anche testate nucleari. Un’importante campagna di protesta ha impedito alla base di allargarsi ulteriormente. Alberto Sinigalia espone delle foto, dove, si vede il muro che separa la base militare dal "Parco della Pace”, così sì è deciso di chiamare questo progetto, il cui inizio è previsto per il 2017. Un'altra opera provocatoria (in precedenza avevamo già scritto di Claudio Beorchia che va contro le scelte politiche, o quanto meno, pare criticarle. Il filo spinato fotografata da Alberto ricorda, come affermano i curatori di F 4 un’idea di fotografia, il muro di Berlino.
“Una coperta termica si sostituisce alla bandiera dell’Unione Europea. Sono le autorità che la devono issare, in luogo a quella della Comunità Europea” Il progetto Stato di Emergenza nasce nel 2011 ed ha visto protagonisti involontari sindaci e autorità di varie città. La coperta termica, ovvero il primo oggetto che viene fornito agli immigrati che riescono a raggiungere il continente Europeo, sta a simboleggiare la loro presenza. E il fatto si sostituisca alla bandiera della Comunità Europea vuol palesare l’assenza del soggetto politico (UE) che non sta affatto affrontando un problema che tanti drammi umani comporta.
“Dimmi un poco, Bob: ma ti par proprio il caso di andar sulla Luna?
[…]“L’altro giorno” disse Bob conciliante, "ho letto un saggio di Arthur Clarke. Che spiegava che la maggior parte dell’energia umana, nella storia del mondo, è stata impegnata per spostar le cose da un punto all’altro. Insomma, appena una cosa è ferma l’uomo la sposta. Se è fermo lui si sposta lui. Spostarsi è insito in noi: ed anche spostarci sempre più svelti. Per migliaia di anni", diceva Clarke, "ci siamo spostati a due o tre miglia all’ora: la velocità di una carrozza. Ora ci spostiamo a venticinque miglia all’ora: la velocità di Saturno. Per spostarci a quella velocità, tuttavia, la Terra non ci basta più: è troppo piccola. Ci manca lo spazio necessario, mi spiego? Si casca fuori. Dunque bisogna spostarci andando negli altri pianeti, e, per cominciare, sulla Luna".
(Bob lavorava alla NASA ai tempi delle esplorazioni lunari.)
La Fallaci non si dimostrò accondiscendente con Bob e lui per ripicca il giorno seguente, anziché inviarle un elicottero a prenderla le disse scocciato: “… (arrangiati) con un taxi, una bicicletta, a piedi, senza correre…”
[…]“Ricordo la mia disperazione, papà” […]. Presi il taxi papà, e mai veicolo mi parve più lento, di quello che per un’ora e dieci, settanta minuti, sfreccio lungo la strada che porta a Redondo Beach. Per anni, tutti gli anni della mia vita, avevo vissuto senza elicottero, ma ora lo avevo provato e non potevo più farne a meno…”
Dialogo tra Oriana Fallaci e Bob, estratto da “Se il sole Muore” cap 6° (1965)
"Buon giorno", disse il piccolo principe.
"Buon giorno", disse il mercante.
Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete.
Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva piu' il bisogno di bere.
"Perche' vendi questa roba?" disse il piccolo principe.
"E' una grossa economia di tempo", disse il mercante.
"Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano cinquantatrè minuti la settimana".
"E che cosa se ne fa di questi cinquantatrè minuti?"
"Se ne fa quel che si vuole..."
"Io", disse il piccolo principe, "se avessi cinquantatrè minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana..."
“Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint- Exupéry Cap XXIV (1943)
“Ero abbracciato a questa donna che tenevo stretta stretta, quando ad un certo punto mi accorsi di una magica luce intorno a noi. Nel fiume la Luna rifletteva il suo splendore ed io, in quel momento, ricordo tentai d'allungarmi, un po’ goffamente, badando a non spostare il prezioso scrigno che tenevo avvinghiato a me. Volevo vederlo l’astro, magari anche solo riflesso nella placida acqua del Sile. Mi sforzai, cercai di prolungare il collo senza alterare il nostro equilibrio, ma niente.
Rinunciai a vedere la Luna, che mi avrebbe obbligato, per svelarsi, a staccarmi da quel corpo vellutato. Scelsi di rimanere fermo, immobile, ad eccezione delle mani che lentamente, delicatamente accarezzavano il collo, la schiena e la testa di quella fata per cui avrei voluto rallentare il tempo, congelarlo. Sentivo i nostri respiri e la musica della notte, fatta di gracchiare di rane e canti d’insetti.
Per sognare, a volte, bisogna esser svegli, e non ci si deve muovere".
Mirco (Luglio 2016)
Mirco Venzo Treviso 04/08/2016
Foto Alzaia Silea (TV)
“Poesia del reale” è il titolo della mostra che dal 16 luglio al 11 settembre 2016 si tiene a Palazzo Tadea a Spilimbergo. La mostra curata da Giovanna Calvenzi e Walter Liva vede foto di reportage sociale. L’Italia degli anni 60 / 70 viene descritta dal fotografo con scatti in bianco e nero. Le immagini più interessanti, a parere dello scrivente, sono quelle della cittadina di Melissa, nel territorio calabro. E' la documentazione di un’Italia contadina che ai tempi stava sparendo per lasciar spazio a una nuova realtà impregnata sull’industria.
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