
Spilimbergo (PN), ero stato a vedere la mostra di fotografia, della quale scriverò in un apposito articolo, quando sono rimasto sorpreso da una gran folla che presidiava la piazza dello splendido Duomo. Macchinette, tricicli ed altri mezzi colorati e piloti altrettanto colorati e talvolta anche di più, come il simpatico conducente adibito da Minnie, la fidanzata di Topolino. Stavo assistendo a mia insaputa alla 4^ mance della CrazyCup, la manifestazione giunta alla 14^ edizione di carrettini e mezzi senza motore.
[Debito #1/6]
Sto leggendo un libro di un antropologo americano, David Graeber, il cui titolo è “DEBITO – i primi 5000 anni” (Ed. italiana IlSaggiatore). È un libro che mi risulta complesso in molti suoi punti, ma al tempo stesso intrigante nel suo approccio al tema del debito. L'argomento ho sempre ritenuto fosse squisitamente economico, l'antropologo lo presenta come un “elemento” molto più articolato, sul quale ruota la società tutta e le relazioni umane che la pongono in essere. Non riassumerò tutto il libro, ma vedrò di riportare alcuni concetti in esso contenuti, convinto che qualche lettore li riterrà interessanti. Naturalmente, da buon ambasciatore, non ho facoltà di disquisire sulla veridicità delle informazioni che vi giro, ma confido che l’antropologo, ex insegnante alla prestigiosa Yale University, sappia il fatto suo. È vero che, come in ogni riassunto, vi è sempre la possibilità di riferire in maniera distorta i concetti originari, ma questo è un rischio che dovrà correre chi mi legge. L’alternativa è acquistare l’opera di Graeber e sfogliarla personalmente (379 pagine).
Ieri notte, a Passarella (Jesolo - VE) s’è conclusa la terza ed ultima serata di “Racconti di mezzanotte”. L’iniziativa promossa dall'Assessorato all'Agricoltura si è tenuta nell'aia di Ca' Soldati, un’antica casa colonica in località Canalcalmo, e ha visto protagonista il duo Claudio Conforto e Filippo Tognazzo della Compagnia teatrale Zelda. L’evento, nella sua semplicità, è risultato stupefacente. Filippo ha raccontato storie di filò, accompagnato da suoni che contribuivano a creare la giusta atmosfera, creati dal maestro Conforto. Racconti semplici che vedevano protagonisti i territori di Rovigo, Padova, Venezia e Treviso… le nostre province.
Stiamo postando parecchi articoli di esposizioni fotografiche e non che rientrano nel campo dell’Arte Contemporanea. L’argomento è molto ampio e per nulla agevole per chi decide di approcciare a queste opere da novizio. L’intervista che segue, gentilmente concessa dalla Dott.ssa. Chiara Casarin, ha come obbiettivo di far un po’ di luce in questo labirinto che sta trovando di giorno in giorno sempre più spazio, non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale. Dottoressa Casarin, Lucio Fontana crea opere d'arte tagliando le tele su cui dovrebbe dipingere. Piero Manzoni decide di inscatolare gli scarti del suo processo digestivo (e riesce pure a venderli; un barattolo è stimato attorno ai 70.000 secondo le informazioni attinte in rete). L'uomo della strada se si trova di fronte ad un quadro di Van Gogh o alla pietà di Michelangelo capisce senza necessità di spiegarglielo di essere di fronte ad un'opera d'arte, ma se ha in mano un barattolo di Pietro Manzoni ha delle perplessità. Ci può aiutare a comprendere quando ci troviamo di fronte ad un artista (ed a un'opera d'arte) e quando no?
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Chiostro di San Pietro, Fotografia Europea 2016 a Reggio Emilia. Andréa Holzherr cura la sessione Exile, una collettiva dove sono esposti alcuni scatti di fotografi della “Magnum Photos”. Non c’è un ordine preciso e non vi è un autore che spicchi sugli altri. Tutta la mostra ha un solo obiettivo: far comprendere al visitatore come, dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, in ogni parte del mondo vi siano stati milioni di esuli. Per ragioni belliche, o per ragioni legate a disastri naturali, son stati costretti ad emigrare, a lasciare le proprie terre, dove avevano le loro radici. Dopo la fine del conflitto, grazie agli assestamenti politici ed ai progressi tecnologici, si pensava l’umanità avesse compreso la lezione e si compattasse per produrre benessere e felicità per tutti. L’uomo era arrivato sin sulla luna, che cosa poteva fermarlo nel puntare e centrare questo obiettivo?
Anche quest’anno nella prima sala dei Chiostri di San Pietro, espongono i giovani; età dai diciotto ai venticinque anni. La rassegna intitolata “i cieli in una stanza” presenta un’idea di fotografia molto più ampia di quanto si possa immaginare. Su una stanza vi sono quattro proiettori che “sparano” immagine sullepareti. L’utente girandosi vede il lavoro di Tizio alternato a quello di Caio o Sempronio. E’ un incessante bombardamento di stimoli visivi cui si associano anche dei suoni che provengono da non si sa dove. A quali immagini si riferiscono? E così tu ti trovi a guardare a desta e a manca cercando di capire qualcosa.
Siamo al primo piano dei “Chiostri di San Pietro” e un lungo tavolone divide in due il lungo corridoio. Su di esso vi sono due strisce d’informazioni che scorrono seguendo un ordine cronologico, una legata alla cronaca in senso lato. Ad esempio 4 aprile ’86 Papa Giovanni Paolo II visita la sinagoga di Roma. E’ la prima volta nella storia della Chiesa. 28 aprile… scoppia il reattore nucleare di Chernobyl. 7 maggio, la Steaua Bucarest vince la coppia dei Campioni contro il Barcellona, è la prima volta che una squadra del “blocco sovietico” si aggiudica il titolo europeo… Sotto a questo snocciolarsi di informazioni vi sono altre notizie legate più specificamente al mondo dell’arte e della cultura. Quando Umberto Eco pubblica per la prima volta il “Nome della Rosa”, quando Vasco Rossi, esce con il LP “Per colpa d’Alfredo”… e via discorrendo. Ai lati le foto di paesaggio dei maestri italiani, Luigi Ghirri, Guido Guidi etc etc.
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Chiuderà il 10 Luglio l’11^ edizione dei “Fotografia Europea” a Reggio Emilia, e inizierei a presentare la rassegna di mostre partendo da Walker Evans esposto a Palazzo Magnani.
“Anonymous” è il nome dato alla mostra dai curatori (David Campany, Jean-Paul Deridder e Sam Stourdzé) che consta di circa duecento immagini più altri documenti quali riviste in cui i lavori fotografici di Evans erano esposti. Mentre l’attenzione della maggior parte dei fotografi era polarizzata sulle stars del cinema e sulle personalità importanti, Evans punta l’obiettivo della sua Contax 35 mm sulla gente comune che il sabato pomeriggio cammina in centro a Detroit. Non è casuale la scelta di Detroit, è la capitale dell’automobile, il bene di consumo per eccellenza che sta decollando, li vi sono le sedi originarie della FORD, della General Motors (Cadillac, Chevrolet, Buick, dicono nulla questi nomi?)
A Marrakech l’ultimo giorno di nostra permanenza in terra africana, durante la colazione, avemmo occasione di dialogare con due giovani galiziane, Paula e Carla. La prima studentessa di psicologia, la seconda in infermeria. La chiacchierata è stata molto interessante anche per la disponibilità che queste due giovani ragazze hanno a confrontarsi su argomenti politici. All’estero i giovani, e le ragazze, (aspetto che merita di esser evidenziato) s’interessano di politica e tematiche sociali parlandone apertamente senza che il dialogo si areni o finisca in zuffa. Già questa cosa mi ha sorpreso se comparata con molte nostre(i) connazionali.
Si è conclusa ieri tra gli applausi la trilogia “Idossa ciò che sei dentro”. Il tema della prima sera è stato “Le radici”. Gli stimoli lirici scritti da Arianna Bidoli e interpretati da Claudia Franco volevano portare il pubblico ad indagare sulla propria identità. E’ il momento introspettivo dove mettiamo a fuoco chi siamo e da lì tutto inizia. “Il viaggio” è stato il secondo passo affrontato nella serata successiva. Sappiamo chi siamo, dove affondano le nostre radici, ma la vita ci spinge a muoverci a spostarci… ad evolvere. Camillo Campobasso ha parlato di “percorso verso la nostra consapevolezza”. Il tema sviscerato ieri è stato “La Rinascita” ed anche per questo l’organizzazione ha fortemente voluto che la trilogia si realizzasse in questo B & B che ha questo nome. Un lungo monologo, magnificamente letto da Claudia Franco, ha affrontato l’argomento.
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