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20160812 VM CatellanIeri sera alla pasticceria 300 (Treviso, Viale Monfenera 22) Claudia Rossetti assieme a Antonio Paolo Lavina han realizzato una singolare performance artistica. I due creativi han preso una torta realizzata dal sommo Giuseppe Zamparo e nella glassa (spero sia corretto il vocabolo) illibata, in un paio di minuti han improvvisto una decorazione che, di fatto, dava valore all’opera del pasticciere. Un disegno astratto, multicolore, realizzato a quattro mani (il disegno) e a sei mani l’opera d’arte (la torta) che è stata subito fatta a fette e ingerita dei numerosi presenti. La scelta era ricaduta su un semifreddo e non si poteva permettere al calore estivo di alterare la qualità della crema. Così i numerosi presenti si son spartiti velocemente l’opera che è diventata in un battibaleno parte del loro corpo e del loro benessere.

Valter Milanato, presentando la performance e i quadri di Claudia che decoravano la pasticceria, illustrando il Fantarealismo ha spiegato la filosofia alla base della serata. “…riteniamo che l’arte non deva esser calata dall’alto, ma al contrario sia presente in tutti noi. Anche un pasticciere può essere un artista (e non a caso ci troviamo qui dentro e Giuseppe ne è un chiaro esempio). Ognuno di noi è artista, anche se non lo sa o non se ne rende conto… Sta a noi far crescere l’arte e tirarla fuori”. Non son forse le parole esatte pronunciate da Milanato, ma questo è il miglior riassunto che mi sento di poter fare del suo ampio discorso. La conoscenza della ricetta, la scelta degli ingredienti, la capacità di personalizzare il manicaretto “staccandosi” con un tocco personalizzato dalla ricetta base, non sono forse le caratteristiche che aveva la cucina delle nostre nonne? E certi piatti, anche semplici come la pasta e fagioli o le "sardee in saor", non generano emozioni come e forse più di un quadro? Certo, opere d’arti differenti, ma sempre opere d’arte sono! E quindi se anche la gastronomia entra nel mondo dell’arte, è strano come nessun altro movimento, ad eccezione del fantarealismo (che io sappia) annoveri tra i propri artisti chi sa creare emozione attraverso l’eno-gastronomia.
Una torta squisita, una decorazione creata all’istante da due artisti, (perché anche l’occhio vuole la sua parte), e una compagnia gradevole dove si poteva dialogare l’un con l’altro, in serenità, son stati parte della performance di ieri sera.
Il saper stare assieme è anche un modo per godere della vita, un modo per crear arte… Questo propone il fantarealismo e questo sta perpetuando da più di due anni Arte Scalza (la compagnia di cui i protagonisti son pate attiva), nel trevigiano.

Mirco Venzo, Treviso12/08/2016
Foto Andrea Castellan

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