In un bel documentario di storia, mi sono imbattuto nel un nome di un italiano che non conoscevo, uno dei miei compatrioti che volevano fare la storia, uno dei tanti: Giuseppe Zangara. (Rif. 1) Zangara era originario di Ferruzzano, un paesino della Calabria, luogo che ancor oggi pare avere problemi insoluti. (Rif. 2) Senza fare analisi approfondite su Wikipedia vedo un grafico demografico dove all'unità d'Italia vivevano 1.109 abitanti, il picco di crescita si ha nel 1951 con 2.068 abitanti, oggi nella "civile" italia dell’Europa targata C.E. vivono a Ferrazzano 745 abitanti: rispetto al 1861 Ferrazzano ha perso circa un terzo dei suoi abitanti.
Sappiamo quindi cosa spinse Zangara lontano dalla sua terra d’origine, la necessità di campare, come molti suoi concittadini dopo di lui, Giuseppe andò negli Stati Uniti e li tentò di entrare nella storia, valuterà il lettore se ci riuscì o meno. Prima del 15 febbraio 1933 svolse più lavori rappresentando quindi il prototipo del cittadino europeo targato C.E. terzo millennio: una persona flessibile, oltre che mobile, vari furono i lavori che svolse, sino a diventare muratore, quando finalmente acquisì la cittadinanza americana nel 1929. Nel seguito del nostro racconto il nostro protagonista ebbe la malsana idea di attentare alla vita del presidente americano Franklin Delano Roosevelt, (Rif. 3) il suo colpo di pistola fu però deviato da una signora che ne colpì il braccio con una borsetta, modificando la traiettoria del proiettile facendolo impattare sul sindaco di Chicago Anton J. Cermak, ammazzandolo.
John William Tuohy sostiene che il colpo di Zangara non andò nella direzione sbagliata, al contrario l’obiettivo del ex militare centrò colui che voleva colpire. Apriamo qui una parentesi per spiegare che Giuseppe difese l’Italia durante il primo conflitto mondiale, anche se il verbo difendere è improprio. Di fatto noi tentammo di invadere l’Austria che, prima del conflitto era legata a noi da un accordo. "Tradimmo" l’accordo, tentammo inutilmente di impadronirci del ex territorio "amico" per venire più che respinti costringendoci a perdere terreno quando i tedeschi aiutarono gli alleati asburgici, arrivando sin alle soglie di casa mia dove furono fermati dalle sponde del Piave. Il tentativo di conquistare territori, voluto dal Re Savoia, stava per far parlare anche a me e la mia famiglia la lingua tedesca. Andò in un altro modo anche perchè il buon Giuseppe Zangara, al pari di milioni di italiani, si attivò per evitare questa eventualità.
Ma torniamo alla storia americana per presentare la teoria di Tuohy che sostiene Giuseppe volesse proprio ammazzare il sindaco di Chicago per conto di un altro italianoamericano, Frank Nitti, a sua volta uomo di fiducia di Al Capone. Come si vede gli italiani nel mondo non mancano e non mancano di essere protagonisti. Non sappiamo se la tesi sostenuta da Tuohy sia migliore di quella sostenuta nel processo, sta di fatto che dopo dieci giorni trascorsi nel braccio della morte in nostro concittadino fu portato di fronte alla sedia elettrica, Wikipedia ci ricorda le sue ultime parole: "Viva l'Italia! Arrivederci a tutti i popoli poveri ovunque! ... Premi il tasto! Vai avanti, premi il tasto!".
Non so se il lettore ha la mia stessa reazione nell’ascoltare questa frase perchè ricorda in modo singolare un altro italiano condannato a morte, anche lui operante all'estero, armato, con spiccate abilità e competenze militari, osannato dalla Oriana Fallaci nel suo La forza della ragione: è Fabrizio Quattrocchi. Pure l'eroico Quattrocchi (è stato insignito della medaglia d’oro al valor civile, anche se la decisione ha suscitato non poche polemiche) ha pronunciato una frase divenuta famosa: “Adesso vi faccio vedere come muore un italiano". Morale, difendo la posizione di Thomas Sankara (rif. 5) che, non per primo, era dell’idea che ogni persona deve rimanere nel proprio habitat dove deve lavorare e vivere dignitosamente. L’idea del leader africano è quella stessa sancita dalla nostra Carta costituzionale.
Questo fervore attuale che vede di buon occhio lo spostare la gente fuori dal proprio sito per trovare lavoro non mi pare una grande idea anche perchè racconti come quelli del nostro concittadino Zangara, poco noti in verità, paiono diretta conseguenze di questo deambulare fuori dai propri confini; per contro vige l’idea che gli italiani siano solo “brava gente…”, specie quando è fuori dall’Italia. Questo appena riportato è uno stereotipo che non condivido affatto, così come non condivido la logica conseguenza di questa impostazione che è la seguente: se noi in giro per il mondo abbiamo portato tutti questi benefici, non quelli della mafia o dei disordini stile Zangara, che vengono taciuti, quelli del "italiani brava gente" perchè ora non si deve accettare che altri li portino a casa nostra? Per nostra fortuna ci sono le ONG che si attivano per favorirci e aiutarci a ricevere tutti questi benefici...
“Ma Mirco, tu stai parlando di politica e di economia…!” obietterà il lettore! Lo ammettò, mi sono imbattuto in Giuseppe Zangara mentre ascoltavo un documentario che parlava di come gli anni venti abbiamo visto l’ascesa del Capitalismo, la sua apoteosi, e la crisi del ‘29. Gli States furono alle soglie di una guerra civile che fu scongiurata uscendo dalla depressione. Le crisi sono fisiologiche nel sistema capitalistico. Roosevelt, proprio colui che il nostro concittadino voleva ammazzare, pare trovò la ricetta per uscire da quella palude pericolosa; scrivere di quelle ricette è storia lunga, per ora il lettore si deve accontentare di aver acquisito il racconto di un italiano (o più italiani) che non è (sono) proprio l’icona che ci si immagina di “Italiani brava gente" che va all’estero per lavorare...”.
Quello sopra riportato è un racconto che vuole ostacolare le migrazioni, cosa possibile se i vari paesi sviluppano le ricette proposte da Delano Roosevelt, in parte quelle stesse volute e promosse con esiti mirabili da quel Thomas Sankara che però fu ammazzato, per fortuna, non dagli italini ma da altri ragazzi che vanno in giro per il mondo a fare "la cosa giusta". Ma questa è un altra storia.
Mirco Venzo, Treviso 24/10/2019 #qzone.it
Rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Zangara
Rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Ferruzzano
RIf. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Franklin_Delano_R...