Quand’ero giovane carico di energia ed ambizione presi seriamente in considerazione l’ipotesi di andare a lavorare all’estero, l’obiettivo era un qualche cantiere sperduto nel terzo mondo dove mi erano arrivate notizie le remunerazioni erano importanti. Fu così che un mio parente mi portò a dialogare con chi questo lavoro faceva e tra i molti racconti che mi fece uno lo ritengo interessante anche per voi lettori. Ecco il testo per come lo ricordo. “... ci fecero costruire questa strada che attraversava il deserto e portava un luogo sperduto ed isolato verso un altro luogo sperduto e altrettanto isolato, connettendo due punti circondati dal nulla. Terminato il lavoro scoprimmo che un tratto di strada era stato divorato dal vento
e ne scoprimmo le ragioni: da tempi immemorabili un pastore portava il suo gregge di capre da un punto all’altro del deserto, per nutrire le sue bestie in questi luoghi dove qualcosa cresceva. Tra questi due punti ora c’era la strada che avevamo costruito. Le capre senza problema, guidate dal loro proprietario superavano il manto stradale, ma con le loro zampette creavano delle piccolissime fratture, delle micro-crepe che poi, il forte vento del deserto lavorava… Morale, ancor prima che la strada fosse inaugurata, per un bel pezzo era stata spazzata via e il resto che rimaneva avrebbe fatto la stessa fine…”
In bella sostanza dalle parole di questo operaio scoprii che costruire una strada nel deserto fu una pessima idea, in breve il vento avrebbe cancellato tutto il lavoro “occidentale” voluto e lautamente finanziato da una organizzazione in stretto rapporto con l’ONU o la FAO o similari. Insomma, queste organizzazioni occidentali che avrebbero dovuto risollevare il terzo mondo dalla sua situazione di miseria, ma che, e fu questa la scoperta, da quanto mi fece comprendere il mio interlocutore, altro non fa se non pagare lautamente imprese europee (o americane) che si spartiscono la fetta in base ad accordi politici. Il peso politico è importantissimo in questa distribuzione del bottino ottenuto dalla realizzazione di mega strutture e infrastrutture che, come nel caso narrato, spesso non sono di nessuna utilità per i locali che ricevono solo le briciole di quel giro di denaro che esce dalle tasche occidentali per poi in larga parte rientrarci, lasciando ai locali solo le briciole. Altro che aiutare i paesi poveri!
La prima considerazione che mi vien da scrivere è che anche questo racconto avvalora quanto sosteneva Thomas Sankara, (rif. 1) ovvero che devono essere gli africani a stabilire cosa sia loro utile e non gli stranieri che rischiano di fare clamorosi buchi nell’acqua, come nel caso raccontato. Quei territori aridi erano attraversati da carovane di cammelli, come vuole la tradizione, ed il sospetto che si volesse costruire una strada per incentivare l’uso di automobili prodotte dalle imprese europee e americane (oggi la concorrenza asiatica naturalmente è pure da considerare, allora meno) va posta tra gli elementi da considerare. Ma tra le righe si comprende anche che il buco nell'acqua è tale a seconda di come si vede la cosa… se l’obiettivo è guadagnare denaro, queste imprese che si son accaparrate l’appalto di soldi ne han fatto parecchi, sospetto confermato anche dalla remunerazione del mio informatore che prendeva a memoria sui 7 milioni di lire al mese, quando io da impiegato nel prendevo poco più di uno… Attenzione che costui non era un ingegnere, ma un operaio che poteva essere posto con i gradi di capo squadra.
Voglio dire chi agguantava questi bocconi mangiava parecchio e, la sensazione che ho salvato è che l’utilità di quanto viene costruito altrove è tutta da discutere, quando il beneficio economico e lo stesso lavoro era, almeno allora, tutto a beneficio di chi a rotazione e grazie ad un certo peso internazionale, si era guadagnato l’appalto, cosa che seguiva logiche molto legate alla politica e alla corruzione. Un inciso, chi legge ritiene un Luigi Di Maio, attuale Ministro degli esteri, l'uomo giusto per occuparsi di questioni come queste? Negli anni di cui narro il Ministro degli Esteri poteva essere un Giulio Andreotti, è facile comprendere come stia progredendo il peso "italiano" nel mondo... Perché ritengo attuale questo racconto?
Anzitutto per spiegare come un uomo incontrato quasi per caso mi fece comprendere che gli aiuti al terzo mondo tanto sbandierati sono molto teorici e molto poco concreti. Non solo, mi fece comprendere pure come è bene diffidare dei grandi organismi internazionali, ONU, FAO, UNICEF e oggi UE sia cosa saggia. La vera utilità di un tale racconto oggi è da ricondursi ai soldi del Recovery Fund che sarrano assegnati al nostro paese, da ciò che ho compreso, solo per realizzare progetti ben precisi. Anche in questo caso il sospetto è che i progetti che saranno finanziati, quali il famoso “green” siano un modo per promuovere prodotti realizzati all’estero, molto probabilmente in Germania che è colei che tira le fila in Europa. Insomma, la Comunità Europea si lava la bocca dicendo che ci fa il piacere di erogare denaro che verrà investito per progetti utili, quando magari le priorità italiane potrebbero essere altre, noi abbiamo infrastrutture cadenti (vedi il Ponte Morandi), problemi legati all’assetto sismico e città quali l’Aquila ancora in stato di cantiere… il “green” potrebbe non essere una nostra priorità!
In tal senso l'esperienza greca conferma la mia ipotesi. Il MES è stato presentato come un toccasana per sollevare gli ellenici “spreconi” che non riuscivano più a restituire i soldi ricevuti, nella realtà si è scoperto che i soldi ceduti ai greci servivano per coprire le incaute banche francesi e tedesche che si erano esposte più del dovuto con gli ellenici, non solo: le manovre imposte ai greci han favorito il trasferimento di preziose infrastruture locali ad aziende straniere, parlo di porti, ferrovie e similari. (rif. 2) I Greci dalla cura voluta dalla troika si sono trovati impoveriti e non arricchiti, mentre le banche francesi e tedesche han visto risolvere i loro problemi di azzardo finanziario. (Rif. 3)
Come finì la mia richiesta di assunzione? Con un nulla di fatto. I lavori ben remunerati io li ho sempre sentiti nominare, ma non ho mai avuto la possibilità di agguantarli. A fine narrazione devo precisare che queste parole non hanno e non possono trovare conferma alcuna, vanno prese per quel che sono, per voci di corridoio, la cui veridicità è tutta da dimostrare. Se mi sono permesso di riportarle è perchè quel tipo di narrazione, come scritto sopra, mi pare sia anche una chiave per comprendere la realtà attuale. Un organismo straniero ci deve elargire denaro mezzo il Recovery Found e non vorrei fosse un modo per condizionare le scelte nazionali a vantaggi opachi e non nell’interesse di noi italiani. Certo, Giuseppe Conte ci ha messo la faccia, ma io di chi era critico contro l’Europa, e oggi è un fautore della stessa, dubito, così come diffido, da quando ascoltai questo racconto, di organismi trasnazionali che non rispondono a nessuno.
Mirco Venzo, Treviso 26/09/2020
Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-...
Rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/...
Rif. 3 https://www.youtube.com/watch?v=_KsrqaAGiio