Preambolo: il filosofo Diego Fusaro che seguo con buona regolarità sostiene che le élite globalizzatrici, possono perseguire i loro scopi economici, a condizione che spazzino via le identità nazionli. Carla (rif. 1) una spagnola mi diceva che a suo avviso la vera spinta ad unire la nazione spagnola, di per sé divisa culturalmente, è la Liga, il campionato di calcio. Le differenze regionali sono accantonate quando si parla di giocare al football e ogni squadra iberica è orgogliosa di partecipare al campionato che i recenti successi internazionali della squadra nazionale e di Real Madrid e Barcellona hanno reso forse(*) il più prestigioso al mondo.
Il calcio è quindi indiscutibilmente un elemento di coesione nazionale, e i trionfi delle “furie rosse” hanno contribuito a saldare una identità nazionale altrimenti soggetta a violente crepe. La voglia di staccarsi dal Paese di Catalogna, Paesi Baschi e non solo, è storia. E in Italia il calcio può essere considerato un collante? Domanda decisamente retorica perché l’urlo “Forza azzurri”! e la passione per la nazionale di calcio è la cosa più condivisa da ogni italiano dal nord al sud, dal Tirreno all’Adriatico. Gli italiani sono divisi su tutto, ma le gesta sportive della nazionale sono seguite con passione estrema e la recente cocente eliminazione dai mondiali è stata vissuta con un senso di lutto. (Rif. 2). Sintesi: Il calcio è un elemento di coesione sociale!
Breve storia della maglia azzurra
La maglia azzurra, non fu la prima casacca vestita dalla selezione nazionale di calcio. All’esordio contro la Francia nel 1910 vestì una divisa bianca (che è oggi il colore di riserva). Solo alla terza gara nel 1911, contro l’Ungheria verrà indossata una maglia azzurra. Ecco cosa riportava il Corriere della Sera dell’epoca “. ..Siamo informati che la squadra nazionale avrà finalmente una propria divisa: una maglia di colore bleu marinaro, con sul petto uno scudo racchiudente i colori italiani” (Rif. 2). Osservando le foto dell'epoca va precisato che nello scudo appare lo stemma del casato Savoia, e non il tricolore. E non a caso più fonti, non ultima Wikipedia, sostengono che la scelta dell’azzurro fosse per omaggiare proprio la casa regnante. (rif. 3).
La nazionale non giocò sempre con la maglia azzurro, a partire dal 1935 indosserà in talune occasioni una maglia nera colore simbolo del fascismo, fatto che accadrà ad esempio, per espresso volere del Duce il 12/06/1938 quando si sfidò i transalpini nel mondiale da loro organizzato per sconfiggerli 3 ad 1, andando successivamente a sollevare la coppa Rimet.
La vittoria del Campionato mondiale si concretizzò dopo aver sconfitto per 4 reti a 2 gli ungheresi con doppietta di Silvio Piola. Capitano della nazionale era Meazza e l’allenatore Vittorio Pozzo. Nei pressi di Parigi, quel giorno, la casacca indossata dai vincitori del mondiale era quella azzurra. (Rif. 4)
Quando si usò la maglia verde per la prima volta, (ed unica sino ai giorni nostri)?
Nel 1958 contro la nazionale argentina che indossava la tradizionale maglia albiceleste (a bande azzurre e bianche, i due colori delle maglie italiane: l’azzurro ed il bianco) e i pantaloncini neri. La scelta fu per evitare confusioni lasciando in gesto di ospitalità agli stranieri la loro maglia tradizionale. Quella maglia verde aveva posta sul cuore un evidente scudo con i colori tricolori: nel 1954 i Savoia erano scappati dal Paese e il fascismo era stato sconfitto.
Veniamo ora all’attualità quando pare lo sponsor straniero, la tedesca PUMA per esigenze di mercato, ha deciso di far indossare ai ragazzi di Mancini una maglia verde. Molta stampa parla del verde come tinta che si rifà al rinascimento italiano e la squadra ha bisogno di rinascere dopo la cocente eliminazione ai mondiali. Altri sostengono che il colore richiama la spinta “verde” che l’allenatore sempre propone inserendo quanti più giovani gli è possibile.
E’ un dato di fatto che la maglia verde non è stata usata dalle nazionali di calcio giovanili che in questo week han disputato incontri a vario titolo. Vedremo in futuro cosa deciderà la Federazione Italiana. E’ un dato di fatto, assai sospetto, che lo scudo tricolore presente nella maglia verde proposta contro l’argentina decenni fa, in questa attuale, è del tutto assente, quando, al contrario, è ben visibile il felino simbolo dello sponsor.
E’ un dato di fatto che la maglia verde sia la maglia di riserva proprio dei tedeschi colore che indossarono nell’ultima apparizione al mondiale, triste per loro, allorchè persero per 2 ad 1 contro la Corea del Sud, venendo eliminati e terminando ultimi nel loro girone. Parlando di maglie e tradizione è corretto ricordare anche che nella trionfale partita della Germania contro il Brasile del loro precedente mondiale, quella vinta contro la Seleção per 7 ad uno, i teutonici indossavano una maglia a bande orizzontali rosso e nere con pantaloncini neri, mentre nella vincente finale contro la nazionale argentina, la loro divisa era bianca, come vuole la loro tradizione, pur se erano presenti le atipiche bande rosso e nere posizionate nella parte superiore della casacca, sopra il loro simbolo. Anche gli argentini, per contro non indossarono in quell'occasione la loro tradizionale maglia albiceleste a bande verticali, ma una tenuta tutta bleu. Si può affermare quindi che da più parti le divise tradizionali pare stiano venendo utilizzate con meno regolarità.
Ritornando allo sponsor straniero va precisato che già il primo sponsor legato alla maglia italiana era tedesco, e si trattava della ADIDAS. (anni settanta).
C’entra il piano Kalergi con tutto ciò, e, nello specifico con la maglia degli italiani? In rete si cita anche l’improbabile austriaco Gerd Honsik, costui, ora deceduto, pare fosse un nazista austriaco dell’ultima ora (nato il 10 ottobre 1941) che tra le altre cose negherà l’olocausto, (rif. 5) il quale ha scritto che l’obiettivo dei poteri forti era: “...trasformare i popoli in una razza mescolata di bianchi, neri e asiatici affinchè l’Europa sia dominata dalle èlite” (2005).
Insomma, autori riconducibili alla “destra” (attenzione che però Diego Fusaro da sempre si colloca a Sinistra) ritengono che si stia perpetuando un piano che segue un progetto ben preciso volente erodere le identità nazionali. A complicare la cosa dando forza alle tesi della Oriana Fallaci (leggere La forza della ragione) vi è quanto riporta Wikipedia :" Il verde simboleggia l'Islam perché questo colore rappresenta il paradiso (che è la parola in lingua persiana che significa giardino): perciò la tribù del profeta Maometto aveva uno stendardo verde"... Se a ciò aggiungiamo che in Italia con sempre più forza si parla di togliere il crocefisso dalle scuole ed evitare i presepi, quando però i veli nei volti delle donne islamiche vanno tollerati per non essere tacciati di razzismo, persino la Fallaci acquisisce autorevolezza. (Per inciso a quanto mi risulta la legge italiana non impedisce di indossare il niqab o il burka, anche se la Giorgia Meloni sostiene essere pratica illegale).
Aggiungo qui che una pensatrice francese, Brigitte Grandville, (rif. 6) economista di prestigio internazionale, sosteneva in tempi non sospetti che il progetto dalla CE aveva come punto di rottura proprio l’Italia. L’economia italiana è, numeri alla mano, la più penalizzata dall’adesione all’euro, quando è proprio la nazione tedesca quella che ne ha tratto i maggiori vantaggi.
Il professore Alberto Bagnai poi, in un suo video sostiene, che le imprese multinazionali devono per reggere i loro interessi, togliere ogni peculiarità ai singoli individui, omologandoli tutti, eliminando ogni differenza di sorta. Il consumatore ideale non deve avere differenze di sesso, non deve diversificarsi in base all’età, non deve avere connotazioni legate al territorio, alla storia o religiose. Aveva definito questo individuo uomo anfibio che non è né essere di mare, né di terra, ma che all’occorrenza va in acqua o scorrazza sulla terra. Sottinteso, a decidere dove deve andare questo anonimo consumatore è il Capitale transnazionale. (rif. 7 / 8),
Che resta alla fine di tutto questo articolo?
Resta la constatazione che una multinazionale straniera ha soffocato, in un certo qual modo il grido “Forza Azzurri!”, quando un sostitutivo “Forza Verdi” non ha proprio senso. Al lettore valutare se le informazioni sopra riportate e poste alla rinfusa possano reggere un discorso logico. Non nascondo che io delle perplessità le ho anche alla luce delle ultime constatazioni suscitate dalla recente trasferta a Madrid. (rif 9)
Mirco Venzo, Treviso 13/10/2019 #qzone.it
(*) e’ giusto mettere il dubitativo perchè la Premiere league e il recente successo del Liverpool in champions ha ridato lustro e sta calamitando interesse verso il calcio inglese.
rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco...
Rif. 2 https://www.calciomercato.com/news/italia-le...
rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Maglia_azzurra
rif. 4 https://www.youtube.com/watch?v=tlOj37FE8MU
rif. 5 https://www.youtube.com/watch?v=LOE77DZ50Ec
rif. 6 http://qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/...
rif. 7 https://www.youtube.com/watch?v=UiJhZ8rPWJs...