Il 4 maggio sarà l’ultima occasione per visionare la mostra dedicata a Walter Rosenblum a Padova (sita presso la centralissima Galleria Cavour). Dopo aver recentemente recensito le esposizioni di Cartier Bresson a Rovigo (rif. 1) Zanier e Barbey a Pordenone (rif. 2 e 3) e Brassaï a Bassano (rif. 4), ho poco da dire sul lavoro di questo fotografo americano che con il suo stile ha catturato soggetti affini a quelli dei succitati autori: la gente di tutti i giorni. Rispetto ai lavori precedentemente commentati, la mostra padovana ha evidenziato una sorta di "testardaggine nel catturare gli ultimi”; e non so se questa sia una scelta del curatore
della mostra, Angelo Maggi, o se in effetti Rosenblum non ritenesse degna di considerazioni altri soggetti. Resta il fatto che i quartieri popolari, Lower East Side (1938) e Harlem (1952) a New York, Il villaggio sperduto di pescatori a Gaspé (in Canada) il Corer Hospital (1962) Haiti 1958/59 i non da ultima l’Italia che si stava rialzando dopo i disastri della seconda guerra mondiale, sono ampiamente documentati a Padova.
Molti sono i primi piani che vedono protagonista il popolo dove, forse per contrasto, a intenerirmi sono state soprattutto le immagini raffiguranti le coppie; anche negli angoli più desolati del mondo sociale, c’è chi si fa accalappiare dal sentimento dell’amore. Sullo stile non mi sento di dire molto, a mio gusto pare meno ammiccante rispetto alla scuola francese (Cartier-Bresson, Barbey o Brassaï), ma le sue immagini sono più dirette, i suoi primi piani meno estetici e forse per questo più ficcanti. E’ una mostra che merita di esser vista e, va ribadito una volta in più, che il secolo scorso ha avuto molti cantori con la macchina fotografica che si sono occupati degli ultimi, mentre ora, pare, siano soggetti di scarso interesse.
A tal riguardo permettetemi una digressione, tra le foto scattate da Rosenblum ve ne sono relative a situazioni di guerra. Ecco, nel secolo scorso non mancavano le situazioni di povertà, di degrado ed i conflitti, ma c’era chi, come Rosenblum, o come Robert Capa (rif. 5) che si preoccupava di "cantare" questi sventurati, alzando l’attenzione su di essi. Il mondo dell’arte, della fotografia o del cinema, si preoccupavano di tenere alta l’attenzione su questi temi frutto di scelte politiche e sociali. Oggi i principali rappresentanti del mondo dell’arte li troviamo radunati a osannare in favore del Re-arm in Piazza del popolo (Roma 15 aprile 2025) o, come nel caso di Roberto Benigni, a difendere l’impalcatura dell’Unione Europea che è sempre pronta a fornire armi e risorse all’Ucraina, ma che se c’è da aiutare i greci massacrati dalle politiche di austerity, o fornire aiuti a chi in Emilia è stato devastato da un terremoto, bhe’; in quel caso i soldi non ci sono! Foto e film dedicati a questi sventurati protagonisti di questo nuovo millennio ce ne sono molto poche, e sopratutto queste eccezioni sono poco pubblicizzate.
Val la pena che citi le eccezioni che conosco, il lavoro fotografico di Giorgio Bianchi o quello del napoletano Francesco Cito, o Il più grande successo dell'Euro, docufilm diretto da Francesca Cangiotti e Matteo Nigro nel 2014, che esplora la crisi dell'euro in Grecia. Resta l’affermazione che rare sono le voci che narrano degli “ultimi”, delle vittime dei conflitti e allora mi piace ricordare una volta in più la frase attribuita a Fabrizio De Andrè: “L'artista è un anticorpo che la società si crea contro il potere, se si integrano gli artisti c'è l'abbiamo nel culo! io sono convinto di questo …”
Walter Rosenblum sicuramente, per quanto visto a Padova, sposa la visione del cantautore genovese e anche per questo va encomiato Angelo Maggi, il curatore della mostra padovana, per aver ridato centralità a temi (ed ad un autore) che si avvicina all’idea di cultura che oggi, i grandi nomi dell’arte, sopratutto italiana, evitano accuratamente.
Mirco Venzo, Treviso 29/04/2025 #qzone.it
Nella foto uno degli scatti di Walter Rosenblum presenti alla mostra - 1938 Disturbed Woman at the window: (donna affetta da disturbi psichici alla finestra)
rif. 1 https://www.qzone.it/index.php/articoli-venzo-mirco/1037-cartier-bresson-al-roverella-ro-2025
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/articoli-venzo-mirco/1055-io-sono-io-italo-zannier-pn-2025
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-arts/1056-gli-italiani-bruno-barbey-pn-2025
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-arts/1066-brassai-a-bassano-2024-25
rif. 5 https://www.qzone.it/index.php/q-arts/344-robert-capa-a-bassano
