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20230502 VM mone“Parlerò ora di un concetto molto veneto, quel Veneto che secoli fa diede vita alla Serenissima, e poi contribuì alle fortune della Lega Nord. Quel Veneto che fu la locomotiva del paese. Il concetto è quello di furbo” e di “mona”. Il furbo è colui che non ha dei diritti, ma se li auto riconosce, se li prende! E' l'opportunista discentente dell'Homo erectus. I “mona” sono coloro che si son visti portar via il pezzo di carne faticosamente procuratosi, sono coloro che i diritti se li son visti togliere e sono rimasti inermi. Vi è una situazione che a molti di noi capita che ben spiega chi sia il furbo e chi siano i mona… siamo in coda ad uno sportello, tutti in attesa che arrivi il proprio turno ed ecco che c’è chi supera la coda e prima degli altri espleta

la sua pratica. Gli altri beffati aspettano in silenzio. Non aveva quel diritto, ma essendo furbo, per lui la coda non vale, e che ci vuole? Basta un po’ di faccia tosta e superarla. Lui ha risolto velocemente il suo problema, senza perdere tempo… 

Già, però quel tempo che lui ha risparmiato, è lo stesso tempo che altre persone dovranno aspettare in più a causa sua… Il furbo ha potuto essere tale perché i mona si sono fatti superare senza dir nulla, senza reagire. Talvolta, sempre nella stessa situazione, accade che c’è chi vuole superare la coda, ma uno o più dei “superati” si ribella… in fondo basta dire: “Lei dove va? Torni indietro al suo posto”! – “Ma io…” – “Non ci interessa: torni indietro”. Poche parole e non ci sono ne furbi, ne mona… solo cittadini. Permettetemi di filosofare su questa cosa… notoriamente, e con certo orgoglio, si sente affermare in giro che l’Italia è il paese dei furbi…

Pochi riflettono sul fatto che se ci sono tanti furbi, gioco forza devono esserci anche altrettanti (o più) “mone”. Si pensi all’esempio della coda, tanti più cittadini il furbo, supera, tanto più lui può ritenersi furbo… e però tanto più lui è furbo, tanti più mona devono esserci per controbilanciare la sua “astuzia”. Dire che l’Italia è il paese dei furbi equivale a dire anche (e aggiungerei soprattutto!) che l’Italia è il paese dei “mona”. Questo secondo aspetto è quello meno noto, meno sbandierato, ma è il nocciolo del problema. Se i nostri politici, i nostri rappresentanti sono i furbi, chi sono i mona? Logicamente sono coloro che li mantengono. Siamo noi elettori i “mona” che per altro siamo anche quelli che questi rappresentanti si scelgono... Quando l'elettorato italiano prenderà coscienza di questa cosa sarà sempre tardi”.

Queste erano alcune delle riflessioni che elaborai nel lontano agosto del 2009… Le ritengo ancora attuali e per questo mi permetto di riproporle, anche se, nel tempo, ho compreso che una “droga” è di basilare importanza a tutelare i furbi a discapito dei “mona” e questa droga si chiama “media”, "mezzi di informazione", o disinformazione se preferite… I mezzi d’informazione sono determinanti nel tutelare chi ci sta erodendo diritti e nel favorire l’arricchimento dei pochi a danni dei molti. Questo ho compreso negli ultimi anni.
Qualche esempio gettato li alla spicciolata:

.- Il green pass che ha tolto il lavoro a migliaia di concittadini si è potuto imporre perché tutti i media all’unisono ci han detto che senza la vaccinazione saremo stati spacciati. Quegli stessi mezzi d’informazione stanno tacendo sul fatto che la pandemia ha avuto numeri molto più letali li dove le vaccinazioni sono state fatte con maggior zelo…
.- La guerra in Ucraina: stiamo inviando armi e stiamo incancarendo una situazione pericolosa sia dal punto di vista economico, sia proprio per la nostra incolumità, sempre perché i media ci dicono che c’è un invaso e c’è un invasore… dei soprusi subiti dagli ucraini russofoni per mano dei loro governanti si è detto nulla, e chi ne parla, come Giorgio Bianchi, è zittito e poco interpellato…
.- Ancora: tutti gli economisti ci avvisavano che la moneta unica sarebbe stato un bagno di sangue per noi paesi del sud… anche qui: silenzio a riguardo e, per contro si parla di quanto “noi italiani” si sia corrotti e inaffidabili…Questo ci dicono i media, senza mai ricordare che siamo poi quegli stessi che dagli anni cinquanta al momento dell’adesione alla moneta unica, quando avevamo la “liretta”, /sempre derisa) eravamo una potenza industriale di livello mondiale, e, al di la di quel titolo che mi interessa relativamente, ogni italiano aveva assistenza sanitaria di buon livello, servizio scolastico di buon livello, e un lavoro che ci permetteva di arrivare ad avere una casa, una macchina e ad ogni famiglia permetteva delle settimane di vacanza al mare o ai monti. 

Questo era il mio paese. Poi però i media hanno iniziato ad osannare l’Europa, a “spingere”, promulgare delle “narrazioni” ed ecco che i “mona”, sono aumentati. Rispetto alle riflessioni che elaboravo nel 2009 oggi mi rendo conto che l’importanza dei “media” è basilare per far si che i mona siano sempre più numerosi a beneficio dei pochi “furbi” che poi sono la causa dei problemi del mio paese, se la guardo da italiano, ma dei problemi del mondo, se la guardo con gli occhi del cittadino globale.


Mirco Venzo. Treviso 02/05/2023 #qzone.it

La foto di copertina, che rappresenta l'autore delle riflessioni che poi è colui che firma l'articolo, è del 2011. Purtroppo non ricordo chi sia il fotografo o, con maggior probabilità, chi ne sia la fotografa. Ne approfitto per ricordare che anche l'amico Marco Fascina ha scritto circa i "mona" e qui vi è un riassunto del suo lavoro: http://www.qzone.it/index.php/13-q-book/81-el-mona-sa-tutto-di-marco-fascina

Nota: Pare che l'Homo erectus vivessa di sciacallaggio, non essendo ancora capace di cacciare. Mangiava gli avanzi trovati nella savana uccisi da pretatori più abili, magari dopo averli allontanati...La dieta a base di carne inizia grazie a questa nuova pratica: il cibarsi di carogne. Ultima chiosa, Francesco Cavalli Sforza sostiene che l'uso di utensili di pietra, pemetteva all'Homo Erectus di spaccare la colonna vertebrale delle carogne e ingerire il midollo osseo, particolarmente nutriente e quasi mai ingerito da chi la preda aveva catturato che preferiva concentrarsi su parti della bestia più facili da ingerire.

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