
Sala piena anche questa sera all’auditorio delle Stefanini per la serata a tema Media e Verità indetta da Pensare il presente. Francesco Paparella, uno degli organizzatori, professore all’istituto Canova di Treviso introduce la serata spiegando che sino agli anni 70 l’idea di verità per la filosofia era una cosa ritenuta univoca, ovvero, per come l’ho interpretato io il concetto, una cosa o è vera o non lo è. Pensatori quali Jacques Derrida e Jean-François Lyotard hanno invece aperto le porte all’idea di una verità plurale. Lucio Cortella, insegnante di Storia e Filosofia moderna e contemporanea ha in un qualche modo ripreso e ampliato i concetti espressi del precedente relatore. Nell’antichità la verità era il tentativo di raggiungere un obiettivo, se così posso tradurre il pensiero dell'oratore, cui non tutti potevano ambire.
E’ il titolo dell’incontro proposto ieri sera all’auditorium Luigi Stefanini (Treviso centro) organizzato sia dalla Società Filosofica Italiana - sezione trevigiana Laura Coccioli, che da Imagonirmia di Elena Mantoni. Pensare il presente è il titolo della serie di conferenze (rif 1) già iniziate da qualche giorno. Ieri ad affrontare il tema Ricchezza e felicità vi erano tre relatori, il sociologo Giuseppe Manildo, il filosofo Paolo Scroccaro e l’esperto di Medioevo Francesco Paparella. E’ proprio quest’ultimo ad iniziare l’esposizione raccontando come, nell’epoca di mezzo, i pensatori del tempo si ponessero di fronte al tema della felicità.
A Treviso, presso il centro Leonardo del BHR Hotel (Via Castellana 2, Quinto di Treviso) nei giorni 1/2 e 8/9 aprile si terrà la prima Fiera del Fantarealismo.
“Il Fantarealismo è un mix tra fantastico e realistico. Il mondo dell'arte e della fantasia immerso nella realtà, una realtà a volte pesante, stagnante. I colori sono la summa delle emozioni che nascono nel profondo dei nostri cuori, io non potrei vivere senza i miei colori” mi spiega Claudia Rossetti che ha fortemente voluto la realizzazione di quest’evento e per il quale sta lavorando da mesi. “Ognuno attorno a sé ha una realtà che spesso non lo rappresenta, ma la fortuna di ognuno è potersi accoccolare dolcemente ai propri sogni, ai propri ideali. L'artista anticonvenzionale non ha paura di esprimere le sue capacità e di fondere l'arte alla realtà”.
L’amico Stefano Pauli mi ha invitato al Freak Bar, sito in viale della Repubblica 220, per un aperitivo onde pianificare un’esposizione di foto a tema “La Donna” visto che siamo nel mese del'8 marzo. Mentre degustavo il gamberetto accompagnato da speck e patate prezzemolate (superlativo questo assaggino) gentilmente offerto dalla gestione per accompagnare lo spritz ho potuto mettere a fuoco le opere esposte, quadri tendenzialmente dal forte impatto cromatico a firma di Angelina Del Ben e presentate al Sound of Art lo scorso 25 Febbraio. I soggetti sono spesso di natura floreale, ma non mancano i ritratti dove la componente che mi ha colpito è l’energia.
Presso il Mecenate Tea Longue, nella sala superiore, sono esposte le opere di tutti gli artisti che si sono autofinanziati per realizzare il “Catalogo” di Arte Scalza 2015. Ogni autore presenta un suo lavoro. Appena entrati, sulla destra c’è l’angolo dei fotografi. Il sottoscritto propone l'opera Futuro che fa da sintesi ad un lavoro di ricerca concretizzatosi in un libro: Gioco a perdere (rif 1) pubblicato da Photocity. Reportage goliardico per Paolo Fenato, sensuale ritratto da pellicola per Giorgio Grassato il quale si stampa personalmente in Bianco e Nero le foto ed un'immagine dai sentori romantici, sua carattersitica peculiare, per Camillo Campobasso, corredata da una poesia di Arianna Bidoli Anselmi parte integrante dell'opera chiudono la prima parete.
Si è presentato come lo conoscono gli amici, in maglione blu e sciarpa a righe sul violaceo, ieri sera Mirco Venzo al Dopolavoro Ferroviario di Treviso, gruppo foto, per presentare il suo lavoro Caos. (rif 1). Ad introdurlo, il presidente Mauro Bozzo. L’opera consiste in tre immagini scattate durante la mostra di arte contemporanea “Arte e Laguna” a Venezia nel marzo del 2010, mentre il libro edito da Photocity è stato realizzato nel 2013. Il libro serve a spiegare il percorso logico a supporto delle immagini, immagini che in effetti, senza informazioni preliminari, risultano prive di significato. Il relatore ha parlato di due fotografi italiani, più brevemente di Francesco Jodice, mentre ha approfondito la figura di Franco Vaccari e soprattutto il lavoro che propose nel 1972 alla Biennale di Venezia,
Gesù è stato subito chiaro: “Io sono venuto per rompere le scatole” (traduzione sintetica dell’originale Matteo 10,34-36: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada”). Coerente con il suo scopo, nel programma elettorale Gesù indica il suo vero nemico, che non sono le prostitute, gli adulteri, i gay, i drogati, l’Anticristo per eccellenza è Mammona. Infatti, Gesù non ha detto chi ama il sesso odia Dio, ha detto chi ama il sesso è un “birichino”, ma ha chiaramente spiegato che: “Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona.” E’ molto curioso che l’Uomo emblema del perdono, usi il termine odio in modo netto e divisivo contro mammona.
Uberto Rotondo ieri sera ha presentato alcuni suoi scatti al circolo di Fotografia del Dopolavoro ferroviario di Treviso (DLF). Ha iniziato con una serie di foto aventi come soggetto l’acqua, più precisamente l’acqua del mare Ionio. Le leggere increspature causate dal vento, i colori del fondale, i riflessi del sole, le gocce che si staccano da un'onda. Piccoli dettagli colti con pazienza sino a collezionare una sequela di immagini della durata di circa 18 minuti, presentate con un sottofondo musicale di Mahler. Il fotografo ha poi presentato una serie di scatti aventi soggetti naturalistici, rondini in volo, insetti (colti con l’ausilio della macrofotografia) e per finire soggetti legati alla flora, dove più che le piante sono i giochi di colore a suscitare l’interesse del fotografo.
Il 16 luglio 2014 a Ca’ dei Ricchi a Treviso TRA (Treviso Ricerca Arte), grazie alla volontà del critico d’arte Carlo Sala, han portato nella marca il “fotografo” Franco Vaccari per presentare il suo libro “FOTOGRAFIA E INCONSCIO TECNOLOGICO”. L’artista modenese per spiegare la sua opera inizia affermando che una figura di riferimento fu per lui Roberto Rossellini “Il più grande artista italiano del dopoguerra”. La caratteristica di questo regista era di utilizzare gente normale per i suoi film, gente “vera” che non avrebbe alterato con la loro arte recitativa “artificiosa” la qualità delle riprese.
Un locale dall'importanza storica, l'osteria Alla Grotta di Via Cornarotta a Treviso, un’atmosfera che si è venuta a creare per ragioni misteriose, forse legate alla grande affluenza dei “Poeti del Sil” che con un brioso vociferare hanno espresso il loro amore per l’arte, o forse le luci gialle che rendevano suggestivo l’ambiente, sono state la cornice in cui Claudia Franco ha declamato le liriche di Arianna Bidoli Anselmi. Lo schema d’azione è stato il seguente: breve presentazione di Franco Dal Col che introduceva il lavoro da cui erano estrapolate le poesie, e poi Claudia che le interpretava.
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