
A palazzo Rovarella, in centro Rovigo, termina il prossimo 21 gennaio la mostra sulle Secessioni europee – l’onda della modernità (rif. 1), movimenti artistici che cercarono di rinnovare il mondo dell’arte e della Pittura soprattutto nel centro Europa agli inizi del XX secolo. Ho ritenuto veramente interessante l’esposizione che rappresenta un’idea di arte assai differente rispetto a quella più conosciuta dell’impressionismo; in particolare sono rimasto felicemente sorpreso da ciò che, a mio avviso, risulta protagonista della mostra, la rappresentazione della donna. Sono molte le immagini, dipinti e disegni, dove protagonista è il gentil sesso, definizione in questo caso, particolarmente erronea. La mia percezione, girovagando per la mostra, è di una figura, quella della donna, dove più che la gentilezza emerge l’idea di una donna forte. Forte della sua eleganza, forte della sua sensualità, elemento che emerge in molti lavori esposti, forte del suo fascino, forte del mistero di cui è espressione. Quest’ultimo aspetto caratterizza soprattutto l’arte cecoslovacca, dove non mancano riferimenti esoterici che sono trattati con forza.
A Treviso il 23 dicembre alle h 21,00, presso l’elegante auditorium dell’Istituto Stefanini la compagnia artistica Artescalza proporrà lo spettacolo teatrale Hands off (giù le mani).
I testi sono scritti da Claudia Rossetti e Stefano Bergamin*, l’opera che verrà presentata da Carla Povellato vede anche la collaborazione dello storico gruppo Amissi de la poesia - el Sil. Per saperne di più intervisto Evelyn Tognazzi, una delle colonne portanti della compagnia artistica. “Si tratta di una performance che nasce per manifestare contro la violenza sui minori, stanchi di apprendere inermi, quasi quotidianamente, attraverso le notizie dei TG, di episodi di violenza che vedono il mondo dell'infanzia protagonista innocente. Il messaggio che Artescalza vuole trasmettere non è di pace, bensì funge come monito per sensibilizzare le persone comuni e far loro comprendere che talvolta capita di scivolare in episodi di violenza. Noi vorremmo che il pubblico che assisterà allo spettacolo ritorni nella sua abitazione con la coscienza che esiste un modo per fermarsi prima di cedere al gesto violento e consiste nell’ascoltare la piccola creatura con la quale stiamo interagendo. Gesti come il gioco, la danza, sono meravigliosi perché oltre ad arricchire il bimbo infondono anche nell'adulto un senso di benessere per aver creato un momento felice che il bimbo si porterà con se per il resto della vita, garantendogli un futuro migliore e sereno. Si tratta quindi di una sorta di monito per un risveglio consapevole della coscienza dell'adulto verso il mondo dell'infanzia”.
5 idee di fotografia è il titolo della mostra visitabile gratuitamente sino al 1 gennaio 2018 presso la prestigiosa sede del Palazzo dei 300 in centro Treviso. Non ho gli orari della mostra, ma so chi l’ha organizzata: l’associazione Venetofotografia (rif. 1 / 2) un vivace gruppo che promuove l’arte fotografica con incontri e mostre spesso di altissimo livello. Ogni giovedì in Piazzetta San Parisio nr 3 (centro città, naturalmente) i simpatizzanti si ritrovano per parlare di foto. L’ingresso è aperto a tutti senza spese e non è raro vi sia un incontro con un fotografo affermato che illustra i suoi segreti. Tornando all’esposizione del Palazzo dei 300 sono cinque gli artisti che propongono le loro opere: Livio Prandoni, con scatti dove protagonista è la città, da un lato, e la sperimentazione fotografica, dall’altro. Le immagini del suo lavoro La città sfuggente, si distaccano infatti del vecchio concetto di fotografia che vuole il soggetto perfettamente a fuoco, al contrario effetti “particolari” sono volutamente presenti nell’immagine.
Ieri sera a Libroportico di Carbonera il relatore invitato a dialogare di fotografia è stato Fabio Fuser. L’artista nasce come cineoperatore e dopo una carriera di video produzioni ricca di soddisfazione ha deciso di voltar pagina e si è dato alla fotografia. Le prime immagini proposte risalgono al 2014. Il tema approfondito dal relatore è stato il reportage musicale: come approcciare quando ci sono concerti o esibizioni sonore? La seduta è stata molto tecnica, parecchi consigli sono stati elargiti dal fotografo che sposa la filosofia della condivisione, la foto, è sua opinione, non si limita ad un insieme di trucchi o di regole geometriche, ma richiede una personalità ed una sensibilità soggettive. Ogni foto è il risultato di un vissuto che ci permette di vedere il mondo in modo unico e che non può mai esserci scippato o copiato.
Ponzano Veneto, venerdì 3 novembre, sala del palio nella Casa dei Mezzadri, l’Amministrazione Comunale è orgogliosa di proporre il suo concittadino, Stefano Lecca nella presentazione del suo primo libro: Comunicare per vendere, (Ed. EBS Print). La sala è gremita e la serata è imprerniata nel colloquio tra Guido Bertolazzi, brillante presentatore dell’evento, e l’autore del testo. Di che cosa parla il libro? E’ una carrellata, con presentazione storica, dei principali mezzi di comunicazione utilizzati dagli agenti e rappresentanti di commercio, per proporsi e proporre i loro prodotti. Da libro tecnico diventa testo interessante per la persona comune perché nell’era della comunicazione gli strumenti utilizzati dai professionisti sono poi anche quelli utilizzati da ogni cittadino, anzi, si assiste ad un interscambio tra il media che nasce, come nel caso di facebook, per relazioni “private” (in origine questo social voleva rimettere in contatto gli studenti di una stessa università americana tra di loro) e il mondo degli affari.
SANPAOLO#arte, un quartiere di Treviso (viale Francia, 12) propone una mostra fotografica, dove espone Enrico Colussi. Protagonista delle foto è Treviso, ma non la Treviso borghese ricca, benestante, quella terra “gioiosa et amorosa” descritta dal poeta medioevale. La sensazione che provo osservando le immagini di Treviso è di una città in decadenza, dove ci sono edifici abbandonati, chiusi da catene e lucchetti, dove la gente fruga nei cassonetti delle immondizie, dove regna sovrana la solitudine, problema che investe vecchi e giovani, benestanti e meno, italiani e stranieri, a giudicare dagli scatti. Nella sala v’è anche qualche immagine di Ettore Bragaggia, un fotografo che riprendeva la città prima degli anni ’50.
Libroportico, un’associazione culturale di Carbonera, un comune della periferia di Treviso, mercoledì 27 settembre ha ospitato il fotografo Luciano Monti. Monti è un artista attaccato alla tradizione analogica, e durante la serata ha illustrato le ragioni della sua scelta, ed il perché seguita a lasciare in un angolo le tecnologie digitali che oggi la fanno da padrona.Si è poi soffermato in particolare su un lavoro che l’ha occupato ed appassionato per anni, a partire dalla fine degli anni ’80: ritratti ambientati dove i protagonisti erano tutti appartenenti alla classe nobiliare.
Anche quest’anno ho avuto l’occasione di fare una passeggiata a Treviso Comics Book Festival (TCBF), la manifestazione che ha per protagonista il mondo del fumetto. Da profano del settore mi permetto di esternare le mie impressioni che hanno come prima considerazione la consapevolezza che sempre più autori/case editrici prendono in considerazione la doppia lingua. The Last Bacchae, ad esempio, scrive utilizzando sia l’italiano sia l’inglese. I temi proposti? Rilanciare i miti della classicità, greci in particolare, rivedendoli in chiave moderna. Questi racconti (a fumetti, naturalmente) vedono come territorio preferenziale l’Europa, e rilanciano in chiave fantasy trame o personaggi dalle radici antiche.
A partire dal 16 settembre sino al 22 gennaio 2018 nel Museo Civico di Bassano del Grappa (VI) si può assistere alla mostra Robert Capa, retrospettive, la rassegna è curata da Chiara Casarin e da Denis Curti. Si tratta i 97 (rif. 1) immagini tutte in bianco e nero fruibili a 12 euro, (per chi non ha diritto a nessuna riduzione), nota positiva sono ammesse al museo le macchine fotografiche ed è consentita la realizzazione di foto all’interno della mostra.
Presso il Chiostro della Chiesa di San Francesco il fotografo Teodoro Teodori presenta la sua mostra L’arte del fuoco tra ferro e fotografia. Ecco come l’artista con fotocamera ci presenta l’esposizione. “Un anno e mezzo fa, avevo deciso di catturare fotograficamente alcuni elementi simbolo di Treviso, commercianti e artigiani, quelle realtà non solo imprenditoriali, ma personali e famigliari che raccontano della città (alcune delle quali rischiano la scomparsa a causa della crisi economica e della globalizzazione ndr).
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