“La gente non ci pensa, ma quando va a defecare, a scaricare ciò che al proprio corpo non serve più, una volta terminata l’operazione, si pulisce, tira l’acqua e chiude il coperchio sopra la tazza per non sentire più la puzza di quanto ha fatto. Bene, quest’ opera vuole segnalare che sotto di noi c’è una rete di tubi, collegamenti, una tecnologia che permette a tutti coloro che stanno sopra la città, all’ aria aperta, di vivere in modo igienico, senza malattie. Questa “struttura sotterranea” è importantissima perché è alla base del nostro “esseri civili”. Quando tutto ciò non c’era, al tempo in cui le nostre deiezioni erano a cielo aperto, insorgevano numerose malattie,
una su tutte il colera che fece, ripetutamente, numerose vittime”.
Così, Stefano Bergamin presenta questa sua opera a titolo Equilibri invisibili che ho subito indicato come un'ottima copertina per la nostra raccolta di articoli. Qzone cerca di portare alla luce aspetti sotterranei di ciò che avviene nella nostra società. L’ha fatto dando spazio agli artisti locali, quelli meno noti, intervistandoli, (rif. 1) ascoltando ciò che avevano da dire, tra i quali lo stesso Stefano (rif. 2) . Un altro modo che il nostro blog utilizza per raggiungere aspetti nascosti è dando spazio alla poesia. Un poeta ha una sensibilità maggiore, o un coraggio maggiore, che gli permette di esternare emozioni, sensazioni, sfumature, idee che sono di molti ma che i più per mancanza di parole o per incapacità di osservarsi dentro, non portano agevolmente in superficie. Il nostro blog, in bella sostanza tende a riportare alla luce del sole quanto i media ufficiali e il mondo patinato e infiocchettato della pubblicità tende a mettere sotto il tappeto, ad occultare o semplicemente a ignorare.
Equilibri invisibili, l’opera che Stefano realizzò nel 2006 nasce per valorizzare ciò che non appare, ribadendo, abbiamo riportato le sue dichiarazioni, la sua importanza per il nostro vivere; la ragione per la quale ho scelto questo dipinto quale introduzione al nostro centone, è che a nostro modo anche noi cerchiamo di fare lo stesso: cerchiamo di portare alla luce aspetti della nostra società che tendono a rimanere nell’ombra, non ultimi pensatori, uomini politici, idee. Il Centone (la raccolta degli articoli apparsi nel blog) quest’anno ha una copertina tutta nera, e la ragione di tale scelta non è solo legata a l’anno appena trascorso, lugubre sotto vari punti di vista. Il virus ha mietuto molte vittime, ma il nero è anche il colore del fascismo, del totalitarismo, dell’assenza di libertà.
Quest’anno questo Governo ha segregato in casa ripetutamente molti italiani, accusandoli di aver esagerato durante il periodo estivo, dopo aver loro dato incentivi per andare in vacanza, ha imposto ai ristoratori di attrezzarsi a tutela della salute dei loro clienti, se volevano lavorare, e dopo che ciò è avvenuto, li ha imposto egualmente la chiusura, danneggiandoli, alcuni definitivamente, ha eluso il dialogo parlamentare e ha consegnato decisioni vitali in mano a comitati di "esperti". E’ nata la moda del DPCM, provvedimento inusuale per la nostra Repubblica che è servito soprattutto per eludere il dialogo in Parlamento. Tutto ciò ricorda a chi scrive le impostazioni del totalitarismo e, spero di sbagliarmi, ma la sensazione è che tutto ciò sia solo l’inizio di una nuova era dove le nostre libertà sono destinate a scemare, (rif. 3) sensazione accentuata dalla constatazione che il problema non è solo italiano ma che in molte aree e nazioni del mondo si sta andando verso questa direzione.
Tornando a quanto accaduto in Italia i nostri cari sono morti senza poter aver nessuno al loro fianco, in molti ospedali. Le cerimonie funebri sono state impedite, per lunga parte dell’anno, riportando la nostra società ad ere preistoriche. Una delle attività che permettono all’essere umano di non essere considerato una bestia è proprio la commemorazione dei defunti. Per non parlare della sospensione delle cerimonie religiose, A Natale non si è potuto celebrare la messa. Io, val la pena che lo precisi, sono laico, ma impedire a chi crede di celebrare il suo Dio pare a me qualcosa di terribile, di dittatoriale. “Ma, c’è il virus...!” Potrà pensare qualche lettore. Certo che c’è il virus, e sta andando tranquillo per la sua strada senza che le azioni di cosiddetti esperti rallentano la sua azione. Ora che scrivo si sta osannando il vaccino, e non è qui il momento di ricordare le molte perplessità che vi sono a riguardo, perplessità mai evidenziate dai media mainstream.
L’opera di Stefano è impregnata di un bel blu, il blu Rauschenberg. Blu è il colore del cielo, il colore del mare, della libertà e della speranza. La nostra presunzione è che nel suo piccolo, il numero di lettori quest'anno è sensibilmente diminuito se paragonato ad altri anni, il nostro lavoro possa essere di ostacolo a questa deriva. Ridare spazio alle emozioni, agli artisti meno quotati, dare parola alla gente di tutti i giorni, ad una donna delle pulizie (rif. 4) o a un pescatore, (rif. 5) ha questo scopo.
Due nuovi autori si sono aggiunti alle usuali penne del blog, diamo il benvenuto a Stefano Pauli (rif. 6) e a Marco Manferrari (rif. 7) rappresentano una ventata d’aria fresca di cui avevamo bisogno. Grazie a loro e grazie a voi lettori che ci omaggiate della vostra attenzione.
Mirco Venzo, Mestre (VE) 29/12/2020 #qzone.it
Nella foto l’opera Equilibri invisibili di Stefano Bergamin del 2006.
Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/697...
Rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/711...
Rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/646...
Rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/670...
Rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/641...
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Rif. 7 http://www.qzone.it/index.php/14-scheda-autore/707-s...
