Cerca

20201030 VM BrottoGrazie al "tam tam" dei social ho scoperto che una mia compagna di battaglie politiche, Francesca Brotto, ha scritto un romanzo. Immediatamente l'ho contattata per capire di cosa parla il suo libro. E così ci siamo trovati per colazione in un locale trevigiano. “Tutto nasce da un funerale cui partecipai favorita dal tempo libero che allora avevo in quanto disoccupata. Di solito non vado mai ai funerali. Faceva molto caldo e osservavo i becchini muoversi con aspetto sgualcito; il gran caldo li induceva a tenere la camicia aperta per respirare, la cravatta di conseguenza era spostata e l’aspetto era molto trasandato. Mi ritrovai, tra me e me, a fare due osservazioni. La prima: una

donna sicuramente mai arriverebbe ad un tale livello di approssimazione; la seconda, donne necrofore non se ne vedono, forse qualcuna potrà operare in azienda occupandosi di amministrazione, ma sul campo si vedono solo maschi…

Incuriosita da questa constatazione Francesca ha svolto una sua personale ricerca andando a contattare professionisti del settore del nostro territorio, e da queste informazioni nasce la scintilla: scrivere il libro il cui titolo è E vissero quasi tutti (Edizioni Tabula Fati). “Questo romanzo è scritto con un linguaggio “pop” e con una certa dinamicità, ed è apprezzato anche da chi non si immerge spesso nel mondo della lettura; sicuramente radicato nel nostro territorio, (Treviso e dintorni), di cui è una testimonianza. Protagonisti sono persone e situazioni locali. Alle ultime pagine del libro c'è un glossario, per coloro che non conoscono la lingua veneta o che hanno bisogno di rinfrescarsi la memoria. Non tutti sanno che “bagoina” è un rustico bastone per sorreggersi. O che "Tajar tabari" significa spettegolare. Nel libro si parla molto di donne, ma non solo, è un libro divertente ed ironico, caratteristiche che ho mutuato dalla mia esperienza di autrice e interprete teatrale".

Francesca da anni è attiva in campo teatrale e il suo interesse è principalmente impregnato in monologhi che prendono spunto da sue esperienze personali. "Mina, le scarpe e altri imprevisti" è lo spettacolo che sta, anzi, stava portando in scena prima del fermo forzato causa COVID-19. Chiedo a Francesca se c’è qualche episodio inerente alla scrittura del romanzo che merita di essere raccontato e lei mi dice che ha un rapporto "particolare" con i virus. Quando il lavoro di raccolta ed informazioni era terminato e proprio una volta ultimata la bozza il suo PC è stato attaccato da un virus, vanificando in un istante il lavoro di mesi. Aveva deciso di abbandonare il progetto editoriale interpretando l’evento come “un segno del destino” per poi ricredersi: "Nel libro parlo della resilienza delle donne, e io mi lascio fregare da un virus! Mi di spiace ma proprio non ci sto".E così ricordando alcuni passaggi salienti e le riflessioni principali; recuperando alcuni appunti da cartaceo, per fortuna conservati, ecco che riscrive tutto per pubblicare a novembre del 2019 il suo primo libro. Pochi mesi ed un nuovo virus, il Covid-19, le impedisce di proseguire con gli eventi di presentazione nelle librerie. Questo la obbliga a modificare l’azione di promozione, che comunque ad oggi la porta ad aver venduto circa 600 copie, numero a mio avviso interessante per un autore che si autopromuove fuori dai canoni editoriali “maggiori”; anche l'uscita della seconda edizione conferma che il libro ha un suo pubblico.

Sono soddisfatta dei riscontri ricevuti da chi il romanzo l'ha letto, e questo per me è motivo di grande soddisfazione. L'ho scritto per infondere un po' di allegria e per trasmettere alle persone un po' di fiducia nel futuro.” mi confida.

Leggerò il testo e conto di poter proporre una mia personale opinione su questo lavoro di quest’artista locale, anche perché punto da alcune parole ascoltate tra le varie: “la politica è un’esperienza che mi ha arricchito ma mi ha anche dato alcune delusioni. Ma grazie a ciò ho compreso che, per me, la dimensione ottimale per continuare a dare un contributo anche maggiore alla causa pubblica, è attraverso i miei lavori teatrali e attraverso questo romanzo!” Per chi, come me, si interessa di questioni politico-sociali ad un'esca del genere non può che abboccare. Sono troppo curioso di valutare come nel concreto si traducono tali parole.

Mirco Venzo, Treviso 28/10/2020 #qzone.it

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Il presente sito web utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti. Proseguendo nella navigazione acconsentirai all'informativa sull'uso dei cookies.

Leggi di più