La filosofia europea
Riprendo il riassunto del video (rif ) dove il relatore Vladimiro Giacchè presenta il suo libro Anschluss, siamo alle batute finali. Che vi sia una correlazione tra quanto accaduto in Germania e quanto avviene oggi in Europa lo sta a ribadire anche un testimone eccezionale: Angela Merkel. La cancelliera tedesca si è resa protagonista di una dichiarazione riportata ad un quotidiano francese, mai smentita, risalente al Consiglio europeo di Parigi del 2013. Giacchè ritiene illuminante quanto afferma per varie ragioni.
“Sono cresciuta in uno Stato che ha avuto la fortuna di avere la Germania ovest che l’ha tolta dai guai..” i numeri esposti spiegano come è stato aiutato il popolo tedesco orientale, ndr “…ma nessuno farà lo stesso per l’Europa. Se tutti si comportano come si poteva fare durante il comunismo, allora siamo finiti. Finche sarò cancelliera aiuterò tutti, ma non so se potrò farlo un'altra volta” Si riferisce, precisa Giacchè, al salvataggio che è stato concesso alla Grecia che in realtà era un salvataggio delle banche principalmente tedesche aventi prestato agli istituti greci in modo dissennato. “… la vita non è giusta… se avete mangiato troppo e siete ingrassati, mentre altri sono magri, vi aiuto a pagare il dottore. Non è un dicktat, aiutare chi non si può aiutare da solo, richiede della comprensione da parte nostra”. Vladimiro Giacchè fa delle considerazioni su questa affermazioni.
Per la prima volta un esponente della Germania non identifica la Germania est con la dittatura, con la polizia segreta, con la gli aspetti negativi che molti di noi riconoscevano a quei popoli, ma identifica il problema tedesco (dell’est) con il Welfare che a suo giudizio quel paese non si poteva permettere. E’ la versione tedesca del “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”. Quando la Merkel dice “non lo posso fare per l’Europa” sott’intende che non può aiutare il resto del continente con i trasferimenti. L’unica strada che nel precedente articolo abbiamo lasciata aperta per la sopravivenza del paese, (che non è la Germania, ma in questo caso è l’Europa), sono i trasferimenti. Abbiamo visto le dinamiche che li rendono necessari, e qui emerge come l’Europa della pace sia un territorio in guerra.
La Merkel, ci spiega Giacchè, sta dicendo che se hanno aiutato i greci con dei prestiti (cosa fatta a certe condizioni che sono risultate catastrofiche per chi le ha subite) non potrà comunque farlo in futuro con altri. L’Europa è troppo grande e aiutare tutta quella gente sarebbe troppo costoso per il Paese che ha tratto beneficio dall’Euro. Questo è il significato di queste parole. “Dentro questa sala”, afferma l’economista di A/simmetrie, “nessuno credo vorrebbe questi aiuti, preferirebbe che il sistema industriale non fosse stato distrutto, cosa che però è successa in Germania est… con l’annessione è accaduto precisamente questo. Ci viene quindi narrata la seconda parte del racconto, quella dei trasferimenti che si son resi necessari in Germania, ma si tace sulla causa che li ha resi necessari. Se io distruggo la capacità produttiva di un territorio i trasferimenti serviranno per sostenere i consumi”
Anche nel caso europeo parte dei trasferimenti che la BCE ha indirizzato in Grecia sono stati utilizzati per l’acquisto di beni tedeschi (tra cui credo vi fossero anche dei sottomarini) Rif 2. L’aspetto pericoloso di questa impostazione è che chi sta devastando popoli interi, ha la convinzione di esser un benefattore di coloro che lui dice di aiutare, quando di fatto li sta riducendo alla stregua delle realtà del terzo mondo. Il video di Giacchè ci fa capire che tutto questo ha origini economiche ben precise, nasce da un fatto tecnico, l’annessine monetaria che non è accompagnata da una volontà politica. Volontà politica che unisce il popolo tedesco, felice dell’unificazione ma che in Europa dove ci sono lingue, culture e tradizioni diverse è impossibile da creare.
E dietro questa politica vi è anche una convinzione ideologica che si sta facendo strada, voglio qui ricordare il pensiero di un altro stimato (non da me) intellettuale italiano, il Ministro delle Finanze del Governo Prodi Tommaso Padoa Shioppa: “Nell’Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’ essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità”(fonte: Corsera, 26 agosto 2003).
Queste persone ritengono che la povertà (nostra) ci faccia bene, mentre i loro privilegi non debbano mai essere messi in discussione. La cosa aberrante è che Prodi, Padoa Schioppa e via discorrendo, sono espressioni di una forza politica che si colloca a “Sinistra”, tema che ho già trattato più volte, forza che (in passato, mentre ora la sta distruggendo) ha dato vita alla Costituzione che vede il diritto al lavoro, retribuito in modo tale da garantire dignità al cittadino, al primo posto. Quella Costituzione che riconosce allo Stato il compito di garantire la difesa, l’istruzione, la sanità… ovvero tutti quei servizi che inesorabilmente ci stanno togliendo, e lo stanno facendo convinti che questo sia per il nostro bene. So che una parte dei lettori è convinta che la soluzione sia la decrescita e che non si può seguitare a puntare su un modello di sviluppo basato sull’aumento del P.I.L.
Chi segue questo ragionamento sta portando acqua a coloro che attraverso queste politiche disturbano l’ambiente. E’ un evidenza che i popoli più ecologisti son quelli aventi un elevato reddito ben reddistribuito quali gli scandinavi, e non quelli a reddito basso con concentrazioni di ricchezza nelle mani di pochi. Vi è poi chi ritiene che il problema sia lo spiazzamento tecnologico (le macchine che tolgono lavoro all’uomo). Quando la meccanizzazione arrivò alle campagne si passò dal 60% di occupati in agricoltura all’attuale 1/3%. Il benessere e una più equa redistribuzione del reddito si realizzò o meno?
Quando il telaio meccanico sostituì quello manuale, il benessere pro capite, diminuì o crebbe? Sempre l’uomo ha visto con l’implemento della tecnologia ridimensionare il proprio ruolo, e di pari passo si è creato un problema di redistribuzione della ricchezza. Stiamo ancora parlando di questo. Il problema quindi non è lo spiazzamento tecnologico, ma l’avidità di pochi a danno dei molti. A correggere questa situazione devono, in uno Stato civile pensare i politici, quei politici che ritengono noi (massa) si stia vivendo al di sopra delle nostre possibilità, dopo che delle loro scelte ci ha fatto perdere diritti conquistati in decenni di lotte. Sono le loro scelte ad averci torlo il lavoro ed il reddito, e l’han fato con una semplice manovra: togliendo la nostra moneta e imponendocene una esterna al nostro governo. Quello che è stato fatto in DDR; questo ci dice un grande divulgatore ed un grande economista: Vladimiro Giacchè.
Mirco Venzo, Treviso 05/05/2017 #qzone
rif 1 Rif 1 https://www.youtube.com/watch..
rif 2 http://qzone.it/index.php/q-economy/.
rif 3 http://www.ilpost.it/2014/02/08/corruz...
rif 4 http://qzone.it/index.php/q-economy/...

