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20221118 VM grande fratelloIeri alle 14 sono in cucina e mi preparo qualcosa da mangiare, sbadatamente apro la televisione e mi trovo una scena che descrivo e sulla quale ho riflettuto. Il programma è Il grande fratello V.I.P. che, per chi non lo sapesse, è uno sbirciare costantemente cosa fanno delle persone rinchiuse forzatamente in una casa. Nel caso specifico sono persone “famose” posto che io non conosco nessuno dei ripresi, tuttavia metto a fuoco quel che mi dice il video. Siamo in

diretta, ore due del pomeriggio e noto un maschio giovane, età di accoppiamento, abbraccia un orsacchiotto in peluche. Costui è steso su un letto grande dove al suo fianco un altro maschio, stesse caratteristiche, si sta facendo una maschera per il viso (trattamento di bellezza?) mentre accarezza la gamba di una bonazza in abbigliamento da spiaggia. I tre attorcigliati uno sull'altro, sembrano tranquilli ed a loro agio, l’amicizia che traspare dalle immagini (non ho attivo l’audio) non pare il tipo di amicizia che conosco, quello dove uno è pronto ad aiutare l'altro nel momento del bisogno, pare più un rapporto promiscuo, di vago stampo orgiastico. Forse ai tempi dei figli dei fiori si vedevano raggruppamenti del genere, con la differenza che i film e i documentari che narravano queste "amicizie" vedevano i protagonisti concretizzare in senso biblico o se preferite “kamasutrico” la loro relazione.

Non mi è dato di sapere se tra i protagonisti che guardo ci sia, ci sia stato, o ci sarà qualcosa del genere, resta la constatazione fotografica: questi tre in pieno giorno non stanno facendo nulla se non far scorrere il tempo e l'unico a compiere qualcosa di “utile”, per se stesso, non certo per la società, è quello che si sta facendo la maschera di bellezza. Nota a margine, sono in un letto e quindi dentro un ambiente chiuso, come mai due su tre abbiano gli occhiali da sole, è un elemento che mi aiuta a dare loro un epiteto, che non scrivo per evitare querele.

La studiosa Eva Cantarella raccontando dei miti greci ci spiega che le storie immaginarie di quel popolo sono altrettanti modelli di insegnamento per chi li ascoltava. Penelope che aspetta fedelmente il ritorno del marito, Ulisse, che nel frattempo se la spassa come meglio crede e che non disdegna ogni sorta di avventura, sta propinando un modello comportamentale riassumibile in “l’uomo fa ciò che vuole, e la donna per bene sta a casa e aspetta pazientemente e fedelmente”. 

Certo, è un modello maschilista, ma maschilista era quella società ed i miti quello impongono e sono coerenti con quel modo di stare al mondo. Così come Achille era una macchina da guerra di inaudita ferocia, dove ammazzare con impavido sprezzo del pericolo era l'approccio da trasmettere a tutti gli uomini: in guerra si va per ammazzare e non ci si deve fare degli scrupoli, certo, si rischia di essere ammazzati, ma per la gloria e per la Patria, questo ed altro; è questo tipo di sacrificio che da la gloria…

Modelli quindi che hanno plasmato la mentalità di chi li percepiva. La grandezza greca, se chi mi legge ritiene fosse una cultura che avesse dei meriti, la sua storia, era consequenziale a questi miti, ed ai valori che essi tramandavano, insinuavano nelle menti e nei cuori degli ellenici. Ecco la mia riflessione: che futuro può avere una società, nello specifico quella italiana, che propone una testimonianza dove in diretta “live” tre giovani in ottima salute, alle due del pomeriggio, non stanno facendo proprio nulla di edificante? E non lo faranno fino a che stanno dentro quello spazio dove per altro vengono pagati per stare! Quanti milioni di persone guardano quotidianamente (e assimilano) questo modello di riferimento, tra i miei connazionali? 

Questo modello opera dal 2000 e conta qualcosa come sedici edizioni. Siamo sicuri che la crisi sociale del nostro paese non abbia nessuna correlazione con i modelli che la TV ci sta inculcando? Al lettore rispondere.

Mirco Venzo, Treviso 18/11/2022 #qzone.it
Foto di ciò che ho visto e che ha generato il pezzo di cui sopra.

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