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20191025 VM lottaUna delle sedi che merita menzione all’interno di Photo Open Up di Padova 2019 (rif. 1) è quella sita in Galleria Cavour nel sottosuolo della Piazza; all’interno troverete alcune foto estrapolate dall’agenzia Grazia Neri, la prima agenzia fotografica italiana, chiusa dal 2009 (rif. 2) dove si narrano, mediante le foto, le battaglie combattute in piazza per ottenere i diritti che hanno trasformato l’italia in un Paese civile. La mostra curata da Carlo Sala ha per titolo Un paese di dialoghi e conflitti, anche se le foto esposte narrano di come il dialogo non fosse proprio pacifico; le manifestazioni spesso erano momento di scontri cruenti o con i carabbinieri (e altre forze dell’ordine), o con le fazioni politiche avverse. I militanti di estrema destra sovente andavano a cercare i loro antagonisti di estrema sinistra (e viceversa, naturalmente) e questi incontri  significavano battaglia, spesso scorreva il sangue, e ci sarà più di qualche morto.

Io che sono del '63 devo dire che quelle situazioni non le seguivo, e non ne fui mai partecipe, anche se ora che mi interesso di politica e di economia comprendo che furono proprio quelle battaglie, quelle manifestazioni, alla base della nostra civiltà.

E definiamo una volta in più il concetto di civiltà: civile è un paese dove tutti hanno dei diritti (sanità, istruzione, giustizia, sicurezza) e soprattutto dove tutti hanno un lavoro dignitosamente retribuito. Tutti significa che non c’erano, allora i cinque milioni di disoccupati che Fabio Dragoni cita nel suo video (Rif. 3) e lavoro retribuito significa anzitutto che chi lavora arriva a fine mese, che si può permettere le ferie, che può pagare la macchina e alla fine della vita lavorativa oltre ad aver garantito ai figli gli studi di qualsivoglia livello, si è pagato anche la casa. Oggi, lo ricordo, la casa per lil salariato medio è una chimera, come pure il posto fisso, e molti rinunciano a metter su famiglia convinti come sono di non poter garantire ai figli una vita decorosa. L’importante affluenza alle manifestazioni sindacali in piazza favorirono la conquista di quei diritti che oggi, grazie alla UE, al progetto globalista, stiamo perdendo per non dire che abbiamo, per la maggior parte, già perduto. Ricordo in modo polemico che la UE ha fissato il tasso di disoccupazione italiano attorno al 9%, affinché l’inflazione sia entro i parametri da loro voluti! (rif. 4)

Significativa a riguardo è la foto dove si vedono degli operai che marciano nei pressi della FIAT. In uno dei cartelli esposti vi è scritto: “il diritto di sciopero non si tocca”!

Oggi una qualsivoglia rivendicazione sindacale favorisce la fuga dell’azienda li dove le condizioni salariali sono più confacenti al impreditore, e la stessa FIAT è ormai da considerarsi un’azienda straniera. La sede è all’estero, la proprietà cambia a seconda degli interessi di chi possiede il pacchetto di maggioranza e la famiglia Agnelli pare essersi scannata per dividersi l'eredità lasciata dall’Avvocato Gianni, almeno a quanto sostiene il giornalista Gigi Moncalvo in molti video rintracciabili su youtube. Nota da non sottovalutare: oggi si parla di combattere gli evasori tramite le carte di credito quando sono milioni di euro quelli evasi da chi è stato anche Senatore della Repubblica, (la frase è surrogata da atti processuali, come ricorda Moncalvo). la sensazione è che dopo che si son fatti fuggire i buoi grassi, si cerchi di colpire i malcapitati che per dimensioni risicate o per patriotismo non han voluto scappare o chiudere l'azienda.

Tutto il meccanismo europeo è finalizzato a penalizzare le piccole imprese lasciando campo libero alle imprese mastodontiche, peccato però che il tessuto produttivo italiano si basasse sulle piccole imprese. (A riguardo cito Nino Galloni). Sono quindi considerazioni amare quelle che suscitano le foto che osservavo con attenzione: il gruppetto di poliziotti organizzati in assetto di guerra, con caschi e scudi, (1971/72 Uliano Lucas); la città che pare territorio di guerra con gente che fugge preoccupata quando non terrorizzata. Fuoco nel centro di una strada, aggressioni, cariche contro i manifestanti (studenti e/o operai) e il contrario ai danni delle forze dell'ordine. Per finire lo scatto realizzato da un anonimo fotografo dove c’è il cadavere di Giannino Zibecchi (rif. 5).

Giannino era uno studente che venne ammazzato investito da una camionetta dei carabinieri. La nostra storia passa anche per quelle manifestazioni che a scuola non si studiano, che io conosco poco e che oggi abbiamo dimenticato; non mancano le foto delle stazioni dove si vedono le valigie legate con lo spago e chi, senza valigia, portava le proprie cose in degli scatoloni. Queste, in sintesi, le foto in BN che ci propone Carlo Sala in Galleria Cavour, assieme a l’altra faccia della medaglia, proposta nella stessa sede: l’esposizione a titolo Dietro il banco, luoghi di civiltà quotidiana. Gli scatti realizzati da Moreno Segafredo e Giandomenico Tono hanno come protagonisti gli artigiani di Padova ed allora possiamo vedere il calzolaio, il fabbro, i commercianti di tessuti o di cappelli, l’oste… tutte quelle attività artigianali che sono poi alla base del made in italy.

Alcuni di quegli artigiani hanno ampliato le loro produzioni, sempre qualitativamente elevata, dando vita a piccole imprese che sono poi le famose eccellenze italiane. Ecco che sorsero le industrie delle scarpe, la moda, la torneria e la carpenteria di alto livello… Le abbiamo già ricordate sopra, sono quelle aziende che quando son riuscite a scappare all’estero, forse sono sopravvissute, quando non han potuto farlo sono state spazzolate via dalle regole del mercato globalizzato, quel mercato che solo oggi iniziamo a criticare. Commento tecnico sulle foto? La sezione realizzata con calma dai due fotografi padovani è molto piacevole dal punto di vista estetico, le foto son ben costruite e i giochi di luce valorizzati con sapienza. Gli scatti dell’agenzia Grazia Neri devono essere valutate per quel che sono: foto di guerra. La loro lettura non si deve realizzare osservando il bilanciamento dei bianchi e dei neri, ma considerando che gli oggetti lanciati potevano colpire in ogni momento il fotografo che rischiava di suo ad essere lì, in prima linea.

In conclusione queste foto sociali sicuramente avranno un impatto diverso da spettatore a spettatore, chi si farà coinvolgere emotivamente le potrà amare o potrà venire colto dalla rabbia, per delle battaglie inutili, per il fatto che ora i vent’anni non li ha più, per quel che ne è oggi del nostro Paese. Altri le troveranno monotone, poco affascinanti, confuse. A tal riguardo ricordo che le foto in cui Robert Capa documentava lo sbarco in Normandia, vennero criticate da molti perchè “mosse e sfuocate”. Che dire? “A  buon intenditor poche parole”, quindi io ora chiudo l’articolo.

Mirco Venzo, Treviso, 25/410/2019 qzone.it.

Nella foto lo scatto di autore anonimo proposto alla mostra. A terra Giannino Zibecchi il 17 novembre 1975.

 

Rif. 1 https://photopenup.com/ 

Rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Grazia...

Rif. 3 https://www.youtube.com/watch?v...

Rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-e...

Rif. 5 https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidi...

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