
Riassumo, personalizzandole, integrandole con riferimenti storici e osservazioni personali, una chiave interpretativa di un grande protagonista del nostro tempo, Paolo Barnard. Ecco il riferimento video cui fondo questo articolo (Rif. 1) che ha già un titolo esplicativo: Ecco come morimmo! Dai tempi delle civiltà antiche, la massa viene bistrattata e fenomeni come la schiavitù o lo sfruttamento paiono del tutto normali e naturali; lo stesso Aristotele considerava come una constatazione naturale il fatto che alcuni esseri inferiori per natura fossero schiavi. Aristotele, l’uomo cui la Chiesa Cattolica dava grande importanza, e questo aiuta a spiegare anche molto della sua politica. Ascoltiamolo: “Gli schiavi e gli animali domestici sono quasi uguali e rendono su per giù gli stessi servizi. La natura stessa vuole la schiavitù, perché fa differenti i corpi degli uomini liberi da quelli degli schiavi: gli schiavi con il vigore che richiedono i lavori ai quali sono predestinati, gli uomini liberi incapaci di curvare la loro dritta statura a opere servili e adatti, invece, alla vita politica e alle occupazioni guerresche o pacifiche. Dunque gli uomini sono liberi o schiavi per diritto di natura; la cosa è evidente. Utile agli stessi schiavi, la schiavitù è giusta”.
Attenzione che quest’idea ha governato il mondo per millenni, e prima che Aristotele scrivesse questa parole, Atene, come ricordato in un precedente articolo (rif. 2) inviò un abile militare con 4000 opliti per aiutare l’odiata Sparta quando gli iloti, i loro schiavi, si ribellarono. Fosse mai che quest’ordine “naturale” fosse ribaltato…
Che la massa non debba occuparsi di Politica e della gestione del potere, e che sia giusto, al contrario, resti perennemente con la schiena piegata e faticare, per generare la ricchezza alle elite, è un idea che ha dominato quindi millenni di Storia occidentale se non che, con l’avvento della rivoluzione industriale, si fa largo un’idea alternativa. E’ il marxismo, filosofia che critica questo stato di cose, “gli uomini son tutti uguali” afferma Francesco Guccini ne La Locomotiva riprendendo gli slogan di quegli anni (il cantautore scrive il testo della Locomotiva nel 1972 per l’album “Radici”, rifacendosi ad un fatto storico del 1893. (Rif. 2) Queste idee alternative di economia, società, idee rivoluzionarie, condivise da molte persone, sufficienti a ribaltare la situazione, producono degli effetti e, dice Barnard, dalla fine del secondo conflitto mondiale, sono a fondamento di un’inversione di tendenza: l’operaio medio, il lavoratore degli USA, (Nord America) dell’Europa e del Giappone, i paesi “occidentali” godono sia di una buona dose di ricchezza, che viene finalmente distribuita con maggiore equità, sia di importanti diritti politici. Barnard afferma testualmente che l’idea di Sinistra è: “Il bene comune va rimesso nelle mani dei tanti e gestito da pochi per conto dei tanti e nell’interesse dei tanti”! Questa è l’idea di sinistra, è la Sinistra, e quest’idea si è imposta grazie a lotte che son durate due secoli (tra i cui anonimi protagonisti vi è il famoso macchinista della Locomotiva Gucciniana). Il risultato di tali battaglie ha avuto il suo apice agli inizi degli anni settanta. E’ il trionfo del socialismo, del Welfare State.
Sono gli anni in cui anche un Paese come il Cile (e tutto quel continente) si avvicina a queste idee, un uomo come Salvador Allende è espressione di questa visione del mondo (e non del Comunismo, precisa Barnard) così come anche il Persia, (rif. 5 – è un tema trattato di striscio anche nella recente rassegna di Fotografia Europea di Reggio Emilia nrd ) e quindi nel medio oriente, si stanno mettendo in atto situazioni che favoriscono i popoli a danno dei grandi capitalisti. Le élite stavano avendo la peggio e pensarono di reagire dopo duecento anni di progressiva perdita di territorio (ragionando in termini militari), Barnard individua una data ben precisa dove collocare l’inizio della loro riscossa, è il 23 Agosto 1971, quando Lewis Franklin Powell Jr, un avvocato, invia una lettera chiamata Memorandum di Powell, dal giudice della Corte Suprema degli USA al presidente della Commissione per l'educazione della Camera di Commercio statunitense. (Rif. 6)
Qual è l’essenza di questa lettera? La lettera in sostanza dice che si deve ribaltare le idee di sinistra che vanno per la maggiore e sono troppo diffuse opponendo con altrettanto vigore idee alternative, quelle che tutelano le élite. Non più quindi il potere dei molti delegato ai pochi nell’interesse dei molti, ma il potere dev’essere gestito dai pochi, nell’interesse dei pochi, facendo credere ai molti che ciò è nel loro interesse ed è naturale che ciò avvenga. (Non me ne voglia il lettore se sintetizzo con queste parole il pensiero del giornalista bolognese). E dove nascono, prendono forza e autorevolezza le idee? Nelle università! Che vanno quindi infiltrate da persone che diano diffusione e autorevolezza a idee opposte a quelle che han portato alla situazione che volevano, i potenti, ribaltare. In particolare vanno analizzati e modificati i testi di Economia, Scienze Politiche e Sociologia. In questi ambiti vanno inseriti i valori del sistema delle imprese quello che oggi va per la maggiore, ma non solo le università vanno contaminate da chi sa proporre queste idee che inneggiano alla grande azienda, al valore del mercato; queste idee devono essere diffuse anche nei media, nella televisione, nelle edicole, persino nel mondo dell’arte.
Riassumendo il presente articolo, la riscossa delle elite passa per un’idea che andava diffusa, un’idea che doveva ribaltare quella che aveva preso il sopravvento dove lo Stato è un agente attivo nelle cose economiche. Lo Stato che vede il cittadino come cellula che ha del potere e che lo esercita mediante i suoi rappresentanti. Quello che è accaduto a partire dagli anni settanta del 1900 è che si è pian piano ribaltato l’idea che aveva troppa diffusione ovunque, ovvero che fosse giusto che i molti godessero dei benefici da loro generati. Pian piano si è imposta la logica del neoliberismo, la logica osannante al mercato che deve assegnare a ciascuno ciò che si merita. E però, nel mercato, da sempre, vige la legge che il grande mangia il piccolo, corollario che oggi pare dimenticato, o peggio, che ci pare naturale. Se questa banale affermazione è dimenticata la ragione va ricercata proprio nell’azione che nasce dal memorandum. Oggi l’idea che è giusto è benefico per tutti che il mercato detti legge è cosa ritenuta normale e corretta; è attualità: Le decisioni prese da un Governo come quello italiano, decisioni che possono piacere o meno, ma che sono il prodotto di un organismo democraticamente eletto, sono messe in discussione perché “non piacciono ai mercati finanziari”. E chi sono i “mercati finanziari”? Sono entità sovrannaturali o sono persone in carne ed ossa?
Negli anni settanta che cosa pensassero i mercati finanziari, o meglio chi ci stava dietro, non era certo un problema, quel che contava era che i cittadini, in particolare i lavoratori, avesse la giusta dose di questa ricchezza. Erano gli anni in cui ogni cittadino doveva avere un’occupazione e questa doveva essere dignitosa e correttamente retribuita. Il lettore avrà riconosciuto delle parole famigliari, sono le parole della nostra carta Costituzionale, parole che stanno perdendo di valore di giorno in giorno, segno che la battaglia ideologica compiuta da queste élite è stata estremamente efficace. Nei successivi articoli riprenderò i concetti che ritengo più interessanti proposti da Paolo Barnard nel già citato rif 1.
Mirco Venzo, Treviso 06/11/2018 #qzone.it
Rif. 1 https://www.youtube.com/watch?v=v6LeWpph1Ms&t=1187s
Rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/505-i-p...
Rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/La_locomotiva
Rif. 4 http://www.treccani.it/enciclopedia/welfare-state/
Rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/q-arts/453-una-finestra-sull-ir...
Rif. 6 https://it.wikipedia.org/wiki/Memorandum_di_Powell