In piena emergenza coronavirus su una rete privata di livello nazionale appare una pubblicità dove a memoria si possono ascoltare i seguenti slogan: “Informare, influenza la nostra vita”, “Le notizie sono una cosa seria” “Fidati dei professionisti dell’informazione” “Scegli gli editori responsabili” “Scegli la serietà!” (Le frasi riportate a virgolette non sono testuali, sono slogan ricordati a memoria). Questo “spot” mi ha dato da pensare, proprio nel bel mezzo di una situazione sociale ed economica equiparabile ad una guerra, con la gente chiusa in casa, le reti che creano consenso (e di rimando muovono i voti degli elettori) ci tengono a ribadire che “loro” sono le fonti attendibili e, sottinteso, non altre!
In un mio recente articolo ho ricordato quanto affermavano alcuni premi nobel dell’economia che in tempi non sospetti (rif. 1) ci dicevano di diffidare dell’euro. Sarà che non seguo più la RAI (cui però son costretto pagare il canone, per altro molto costoso e a parer mio ingiustificato, visto che ogni programma è infarcito di pubblicità. Se mi obblighi alla pubblicità, perchè devo anche pagare il canone?) ma queste voci non mi pare siano state diffuse. Saranno stati sbadati un po’ tutti i “professionisti dell’informazione”.
Il 27 e 28 ottobre del 2012 il giornalista Paolo Barnard organizzava a Rimini un summit con economisti di levatura internazionale riconducibili alla scuola economica definita MMT. Invitava tra gli altri Michele Santoro allora in auge, (fu lo stesso giornalista a dircelo in un colloquio privato avvenuto a Treviso). Il lettore ha sentito nulla di che cosa si disse in quella sede? E sì che Santoro era particolarmente attento a dar voce a molti che avevano qualcosa di cui parlare, ricordo tra gli altri i leader dei “forconi”. Si stimò la presenza di circa 4.000 persone convogliate nella riviera adriatica eppure nè Santoro, Travaglio o la Gabanelli, citando nomi dell’informazione “controcorrente”, nè altri media “responsabili”, ritennero di trasmettere la notizia.
La rete (ma guarda proprio da dove arrivano le fake news) conserva ancora alcuni video di quell’evento, tra i quali uno dove il giornalista tirando le somme dell’incontro affermava (ribadisco, siamo nel 2012 - rif. 2 ) “I giochi che si stanno svolgendo in Italia son tutti stabiliti fuori dall’Italia”, “Il presente Governo è solo il rappresentante di un potere politico e finanziario che sta fuori e dall’Italia” e ancora che il ritorno della democrazia significava tornare a gestire la cosa pubblica dentro i nostri confini. Fondamentale per tutto ciò sarebbe stato riappropriarsi della sovranità monetaria e una probabile uscita dall’eurozona sarebbe stata basilare per le sorti del nostro paese. Temi che paiono a me all’ordine del giorno oggi che scrivo, ma che nel 2012 nessun editore responsabile pensò di diffondere.
Altre conferenze di livello elevato sono state organizzate a Pescara da A/simmetrie, pure quelle snobbate dai professionisti dell’informazione. Oggi si sta divulgando un movimento che fa riferimento a un terapeuta e docente di diritto, il suo nome è Mauro Scardovelli. Questo studioso sostiene che le persone che tirano le fila nel mondo della finanza, quello che sta plasmando le sorti dell’umanità, possono definirsi psicopatiche. (A tal riguardo ritengo interessante quanto sta accadendo in Ecuador - rif. 3) La soluzione? Comprendere e applicare la Costituzione italiana, documento nato dal sangue alla fine della dittatura fascista che oggi, pezzo dopo pezzo, viene sistematicamente depauperata. In questa sua analisi è coadiuvato, tra gli altri, anche dall’avvocato Marco Mori.
Sono questi nomi noti al grande pubblico? Non credo! Quando la situazione si fa grave siamo indottrinati da chi affermava che con l’euro avremmo lavorato tutti un giorno in meno o da chi, trasformato anche in Senatore a vita ha ritenuto la Grecia, il più grande successo dell’euro! Forse anche per questo, dopo aver ascoltato questi grandi maestri, oggi che scrivo pare il nostro Governo abbia accettato le condizioni del MES, che tanto bene ha fatto proprio in Grecia, di cui tra l’altro molto poco si parla. Chiudo citando Nino Galloni, altro grande economista italiano che fu messo in un angolo per volere di Helmut J. Kohl, il cancelliere tedesco che molto diede alla causa dell’incubo europeo (Ops, qualcuno lo chiama ancora sogno - rif 4) sino a trasformarla nella realtà odierna.
Come mai una simile interferenza? Galloni stava informando i vertici politici italiani a metà (fine) degli anni ottanta, che una nostra adesione al progetto europeo sarebbe stato un bagno di sangue per l’industria, per le piccole attività, per l’occupazione e soprattutto per i giovani. Insomma, Galloni dimostrò una capacità di previsione eccelsa. Il lettore conosce la sua storia? E’ da Fabio Fazio a spiegare cos’è successo? No, lì ci andava Cottarelli a spiegare che il problema è il nostro debito pubblico! Forse perché gli editori responsabili, quelli di cui ci si deve fidare, manco sanno chi sia, colui che prima di entrare in Europa, avvertiva dei rischi per il nostro Paese di tale scelta. O forse perchè sanno chi è e sanno che la verità è meglio nasconderla.
Mi sono occupato di campi di concentramento e di Gulag (rif. 5) , per scoprire che simili strutture avrebbero avuto difficoltà a nascere se non vi fosse stato un sistema di propaganda che in un qualche modo ne giustificava l’esistenza, in una parola che li proteggeva. D’altra parte anche un filosofo quale Carlo Sini sostiene che la verità è un’avventura. (rif. 6/7/8/9 ) Quindi? Quindi valutiamo se questa pubblicità è veramente finalizzata al progresso, perché, non so voi, ma io di tutte le pubblicità, per mia natura, diffido…
Mirco Venzo, Treviso 10/04/2020 #qzone.it
Foto di Erminia Boccacin Reggio nell'Emilia maggio 2015 (Fotografia Europea)
Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-economy/612...
Rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=mqGsFEl...
Rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-arts/mirco-ve...
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Rif. 9 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco...