Aldo Moro era nato il 23 settembre 1916 a Maglie in provincia di Lecce, nel centenario dalla nascita vorrei ricordare alcune idee di Moro in merito alla moneta. Molte persone che credono che l’Euro sia “solo una moneta”. Un’illustre banchiere tedesco più di duecento anni fa comprese in modo chiaro l’essenza e l’importanza della moneta. Mayer Amschel Rothschild che, oltre ad essere il fondatore della Rothschild Banking Dynasty, può essere considerato il padre fondatore della finanza internazionale, diceva:
“Datemi il controllo dell’offerta di moneta di una nazione
e non mi interesserà chi è che scrive le sue leggi”
L’importanza del controllo dell’offerta di moneta l’aveva capita anche John Fitzgerald Kennedy. Egli sosteneva che ritornando ai principi della Costituzione, la quale afferma che solo il congresso può coniare e regolare la moneta, il crescente debito nazionale poteva essere ridotto smettendo di pagare interessi ai banchieri del sistema della Federal Reserve, che stampava la moneta e la prestava al governo contro interessi. Nel giugno del 1963 il presidente Kennedy firmo l’ordine esecutivo che ripristinava al governo USA il potere di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve. Ma anche Aldo Moro aveva capito l’importanza della moneta. Moro ebbe l’idea di emettere biglietti di stato a corso legale senza bisogno di chiederle in prestito alla Banca d’Italia. Quest’idea si concretizzò nell’emissione delle famose banconote da 500 lire che riportavano la dicitura “Biglietto di stato a corso legale”, la loro emissione non comportava creazione di debito per lo Stato. Naturalmente Moro sapeva che non si possono risolvere i problemi solo stampando moneta, ma con la sua idea ribadì un concetto molto importante, la sovranità monetaria doveva essere appannaggio dello Stato e non dei privati attraverso le banche. Infatti, lo Stato ha tre modi per raccogliere i soldi che gli servono per funzionare: con le tasse, indebitandosi ed emettendo moneta. L’uso appropriato ed oculato di tutti e tre gli strumenti permette allo Stato l’esercizio delle sue funzioni. Intendiamoci, anche se in possesso della sovranità monetaria lo Stato non può stampare moneta all’infinito, ci sono delle regole economiche da rispettare, soprattutto in una situazione di economia aperta com’è quella italiana, ma le tasse, l’indebitamento e l’emissione di moneta sono gli strumenti di politica economica che lo stato avrebbe per poter attuare quelle politiche anti crisi estremamente necessarie oggi, se manca uno dei tre elementi non esiste più lo stato democratico, abbiamo lo stato maggiordomo. C’è anche una profonda differenza pratica tra la sovranità monetaria in capo allo stato e la sovranità monetaria in capo ad una banca centrale; la moneta stampata dallo stato arriva subito all’economia reale, mentre la moneta stampata dalla Banca Centrale Europea, non sempre arriva all’economia reale. Sarò grato a chiunque mi spieghi come mai continuano a dirci che non ci sono soldi nonostante la valanga di moneta emessa da Draghi con il QE. Alla luce dell’affermazione di Rothschild e dell’insegnamento di Moro, possiamo porci due semplici domande: chi ha il controllo della moneta in Italia? Chi decide quale leggi, o quali riforme costituzionali vanno fatte in Italia? Adesso è più chiara la recente confessione del Ministro Orlando, sarà più chiara anche l’origine della riforma costituzionale. Forse per questo nel suo discorso al Consiglio nazionale della democrazia Cristiana del 18 luglio 1974, Aldo Moro disse di non credere molto nei “rimedi istituzionali” ai problemi del paese. Molti politici attuali non erano ancora nati.
Marco Fascina