
Giacomo Gabellini (rif. 1): “Questa notte, le forze armate statunitensi hanno attaccato il Venezuela, prendendo di mira aeroporti, porti, infrastrutture militari e perfino la residenza del ministro della Difesa Vladimir Padrino Lopez. Nell’arco di poco tempo, gli Stati Uniti hanno imposto una no-fly zone sul Venezuela, trasportato truppe di terra a bordo di elicotteri Apache e Chinook e catturato il presidente Nicolas Maduro assieme a sua moglie, trasferendoli entrambi negli Stati Uniti. Il senatore repubblicano dello Utah Mike Lee ha spiegato di aver parlato telefonicamente con il segretario di Stato Rubio, il quale gli avrebbe confidato che Maduro
Leggi tutto: Sequestrato Maduro - un ennesima dimostrazione...
1989, esce nelle sale il film erotico/thriller a titolo La puritana e tutta la responsabilità di questa pellicola ricade sulle spalle di Antonio Grassia, nativo di Aversa (CE), che si firma Ninì Grassia; l’uomo è il regista, l’ideatore del soggetto, lo sceneggiatore, il produttore ed il produttore esecutivo del film (rif. 1 - non m i si chieda la differenza tra produttore e produttore esecutivo). Come spesso faccio quando si tratta di Thriller, evito di dettagliare la trama, per non togliere interesse al potenziale spettatore e anche per questo non sarà una recensione lunga.
Forget and Forgive è un thriller canadese diretto da Tristan Dubois, tradotto in italiano con il titolo Dimentica e perdona; non ci sono molte informazioni in rete se non una recensione di Marcel M. J. Davinotti Jr. che copio, tagliuzzo (per non dettagliare troppo la trama) ed incollo - (rif. 1). “L'incipit è terribile, con la protagonista Anna Walker (interpretata dalla tedesca Elisabeth Röhm, ora con passaporto statunitense) legata e malmenata come in un torture-porn limitato nella ferocia dalla destinazione televisiva. [...] Risvegliatasi in ospedale è nel marasma più completo: ha perso la memoria, totalmente; non riconosce nessuno, non sa chi è, cosa ci faccia lì e si ritrova sposata a un marito (Neil Napier) col quale
Né di destra né di sinistra: la cazzata del secolo. Definirsi "né di destra, né di sinistra", è stato ed è un ritornello di successo che ha rimbecillito la coscienza, la politica e il costume di questo scorcio iniziale del Terzo millennio. In sostanza non essere né di destra, né di sinistra, significa essere il nulla, niente. È sotto gli occhi di tutti che gli iniziatori e i facilitatori di questo nulla, si stanno avviando all’estinzione, dopo aver causato danni etici e politici non indifferenti. Il problema principale è che questo ritornello ha portato alla scomparsa di quella destra e di quella sinistra che dal dopoguerra alla fine degli anni ottanta del secolo scorso hanno contribuito allo sviluppo
Alcune vecchie conoscenze han chiesto di incontrarmi, avevano un regalo da consegnare. “A che pro questo omaggio da chi non vedo da decenni?” Inizia così questa riflessione che racconta un pezzo della storia del nostro paese. Il mistero inizia quarant’anni fa, quando nel piccolo comune dove all’epoca vivevo, Ponzano Veneto, accettai l’invito di amici per fondare un club socio culturale, ricreativo: El Larin. Chi non è veneto non ha idea di cosa significhi il nome, ed allora spazio alla rete che lo definisce così: “El Larin (o semplicemente Larin) nel
Arsenico e vecchi confetti (titolo originale Married Life) è un lavoro di Ira Sachs del 2007, sceneggiato dallo stesso Sachs insieme a Oren Moverman, il film si basa sul romanzo del 1953 Five Roundabouts to Heaven di John Bingham che aveva in precedenza ispirato una puntata diretta da Alfred Hitchcock (1962) -rif. 1. Trattandosi di un giallo mi terrò lontano dalla trama, per non rovinare la visione a chi non lo conosce, ma anticipo subito che si tratta di un ottimo film, magari non sarà un capolavoro che segna un'epoca, ma personalmente me lo sono gustato fino alla fine. Odio le situazioni horror, e in questa pellicola non ce ne sono, questa è forse una delle ragioni per cui l’ho apprezzato, unitamente ad
Nel 2016 Cristina Comencini, la figlia del noto regista Luigi, ripropone anche nelle sale cinematografiche un soggetto da lei ideato e di cui oltre che la regista ne è la sceneggiatrice. L’origine di tutto è la pièce La scena, nata per il teatro che la madre del politico Carlo Calenda riadattarà avvalendosi della collaborazione anche di Giulia Calenda, (sua figlia) e di Paola Cortellesi che ne è una delle protagoniste sul set.
La trama
Lucia (interpretata da Paola Cortellesi) è stretta da una solida amicizia con Maria (interpretata da Micaela Ramazzotti). Le due donne hanno caratteri molto diversi e soprattutto nei rapporti con gli uomini sono l’una l’opposto dell’altra; la prima dopo la delusione del matrimonio è diventata iper critica verso il sesso opposto al punto tale da vivere una vita
Una delle pietre miliari del cinema italiano è sicuramente Il portiere di notte, frutto della regista Liliana Cavani che ne ha ideato il soggetto e che si è pure occupata della sceneggiatura. L'idea alla donna nasce a seguito di alcuni documentari da lei stessa realizzati nei suoi esordi da regista, documentari relativi a temi del secondo conflitto mondiale; si occupò di comprendere cosa ricordassero i tedeschi della guerra voluta da chi, democraticamente, essi votarono, ma che portò l’intero continente (e non solo) alla rovina. Oltre a ciò la regista recuperò importanti documenti sui campi di concentramento (i filmati americani di chi aveva liberato alcuni campi, quelli dove si vedono i corpi spostati con le ruspe). Realizzò inoltre un documentario dove protagoniste erano le donne e nell’occasione colloquiò con una signora di Cuneo, che le confessò di essere stata reclusa a Dachau. Lei ogni
Domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025 si sono tenute le tanto attese Elezioni Regionali anche nel Veneto. Dopo lustri di governatorato ed un po' di chermesse, il Presidente Zaia ha dovuto cedere la poltrona di primo cittadino Veneto. Questa lunga egemonia leghista e la "fratellanza" poco digerita con Fratelli d'Italia arrivava alla vigilia del voto con scenari piuttosto incerti. In particolare vi era all'orizzonte la variabile astensionismo sempre più dilagante che avrebbe non poco segnato con molta probabilità questa tornata elettorale. I giochi da parte dei grossi competitor si sono fatti tutti sul filo di lana, questo a conferma del surriscaldamento delle diverse fazioni. Il fatto poi che per i 2 grossi schieramenti vi siano state più di una mezza dozzina di liste correlate la dice lunga sulle identiche strategie adottate.
Sino al 1 febbraio 2026, a Palazzo Roverella, nel centro di Rovigo, è fruibile la mostra dedicata al fotografo newyorkese Rodney Smith. (rif. 1). E’ un appuntamento da non perdere, sia per chi ama la fotografia tradizionale, sia per chi vuole apprendere cosa significhi fotografare, ispirandosi a canoni classici. Vi sono autori che “insegnano” cosa si può fotografare, come si deve fotografare e, a mio modesto giudizio, questi artisti aiutano a crescere, non a caso li considero dei maestri; a Rovigo c’è la mostra di uno di essi e, mi piace ora precisare, non è il primo esposto a Palazzo Roverella. Le foto di Rodney Smith, quasi tutte in bianco e nero, hanno una
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