
Il soggetto di questa pellicola è un romanzo di Franz-Olivier Giesbert, a sua volta ispirato da una storia vera che ha visto protagonista un boss della mala marsigliese, Jacky Imbert, sopravvissuto ad un attentato in un parcheggio. Gli sceneggiatori, Richard Berry, che è pure il regista del film, Mathieu Delaporte, Alexandre de La Patellière e Eric Sous nel 2010 creano L’immortale (L’immortel) affidando il ruolo di protagonista a Jean Reno.
Il 4 maggio sarà l’ultima occasione per visionare la mostra dedicata a Walter Rosenblum a Padova (sita presso la centralissima Galleria Cavour). Dopo aver recentemente recensito le esposizioni di Cartier Bresson a Rovigo (rif. 1) Zanier e Barbey a Pordenone (rif. 2 e 3) e Brassaï a Bassano (rif. 4), ho poco da dire sul lavoro di questo fotografo americano che con il suo stile ha catturato soggetti affini a quelli dei succitati autori: la gente di tutti i giorni. Rispetto ai lavori precedentemente commentati, la mostra padovana ha evidenziato una sorta di "testardaggine nel catturare gli ultimi”; e non so se questa sia una scelta del curatore
L’altra sera mi sono guardato Il quinto elemento di Luc Besson, attratto proprio dalla prestigiosa firma del regista, già autore di pellicole come Nikita (1990) e Léon (1994) film che mi erano proprio piaciuti. Ecco come wikipedia presenta questo lavoro (rif. 1): … Di produzione francese (benché girato in lingua inglese), fu la pellicola più costosa mai prodotta in Europa all'epoca della sua uscita. Il film, che ha per protagonisti Bruce Willis, Milla Jovovich e Gary Oldman, venne presentato fuori concorso al 50º
“...Perchè non potevo fare il rafforzamento dell’Europa contro la Russia. E Putin mi diceva: Tu fai quel che vuoi con l’Unione Europea, Basta che non ci sia la N.A.T.O. ai miei confini!” E io dicevo: Io non ho la N.A.T.O. Io ho la responsabilità di un'economia e di una politica unitaria. E l’abbiamo fatta quella…!" (con un sorriso pieno di orgoglio). Questo è uno stralcio del programma de La torre di Babele diretto dal giornalista Corrado Augias del 16/12/2024 dal titolo Democrazia sotto attacco con ospite
1976, nel pieno dei film per militari, esce Peccatori di Provincia, un pessimo film diretto da Tiziano Longo su soggetto di Marino e Nicola Onorati e sceneggiatura di Paolo Barberio e Marino Onorati. (rif. 1). C’è poco da dire, storia banale, per nulla descrittiva della provincia italiana, dove, per altro, trattandosi di una commedia erotica, ci si spoglia poco (per l’epoca, ora sarebbe tutto grasso che cola). Detto altrimenti altri film erano molto più audaci o, quanto meno, sapevano stuzzicare con più coraggio le fantasie maschili. La vera critica riguarda infatti la censura, la prima versione che ho visto, trovata su you tube, taglia tutte le scene di nudo, rendendo la pellicola pallosa sopra ogni limite di sopportazione. Mi sono interrogato analizzando il cast e l’anno di
Oggi, alle ore 7,35 risulta essere passato a miglior vita Papa Francesco (in latino: Franciscus PP) venuto al mondo in quel di Buenos Aires con il nome di Jorge Mario Bergoglio. Teologi e studiosi di storia e filosofia vaticana sapranno commentare il suo pontificato che ha, in effetti, caratteristiche singolari: è salito al trono (e non tutti ritengono corretta questa affermazione) prima che migrasse in Paradiso il suo predecessore, il tedesco Joseph Aloisius Ratzinger Benedetto XVI (Benedictus PP. XVI). Molti sono i primati di questo Papa, ad esempio è il primo gesuita a sedere sul trono di San Pietro ed è stato il primo a chiamarsi Francesco, nome che riconduce ad uno dei santi più amati dei fedeli italiani, ma, come
"Il Quoziente d’Intelligenza medio della popolazione mondiale è in continuo aumento (effetto Flynn); questo almeno dal secondo dopoguerra fino alla fine degli anni ’90. Da allora il QI è invece in diminuzione. È l’inversione dell’Effetto Flynn". (altrimenti detto Effetto Flynn inverso - rif. 1). Inizia così un post interessante recuperato su facebook nel sito di Eresia (rif. 2) autore di cui non sono riuscito ad individuare nome e cognome, spero pertanto non sia stato generato dalla I.A., perché oggi anche con questo ci si deve confrontare. Resta valida l’impostazione generale ed allora va precisato che - L'effetto Flynn (James Robert Flynn -Washington, 28 aprile 1934 – Dunedin, 11 dicembre 2020- è stato uno psicologo
Leggi tutto: Perché stiamo diventando più poveri culturalmente
Un barbiere, Antonio Calabrò (interpretato da Fabrizio Rongione) è il protagonista de Il complottista. L'uomo , non è preso sul serio dai suoi familiari quando espone le sue teorie bislacche, tuttavia quella dove sostiene che il lampeggiare ad intermittenza di un fanale pubblico, proprio quello posto di fronte al suo negozio, sia un modo per comunicare mezzo segnali morse qualcosa di sospetto, trova un discreto pubblico di persone che gli da credito. Inizia così una serie di incontri e di colloqui surreali con personaggi assai bizzarri tanto quanto, se non più, dello stesso protagonista, che pare, per comparazione, quasi come una persona equilibrata. Queste frequentazioni, presentate con simpatica ironia dal regista,
Chiuderà il 21 aprile 2025 la mostra fotografica su Gyula Halász il cui nome d’arte è Brassaï in quel di Bassano, nel museo civico. Gyula Halász (Brașov, 9 settembre 1899 – Èze, 8 luglio 1984), è ungherese di nascita, naturalizzato francese (rif. 1) Braşov è oggi una città della Romania, ma nel 1899, quando Brassaï nacque, la regione sud-orientale della Transilvania apparteneva al territorio ungherese. Adottò in seguito lo pseudonimo di Brassaï in onore della sua terra d'origine. Brassaï si è cimentato un po' con tutte le arti, scrittura, scultura, pittura ed è giusto quindi precisare che la mostra esposta a Bassano tratta della fotografia, dove assieme a Henri Cartier-Bresson darà un impulso decisivo a quest’arte, e
Ieri sera mi sono fermato a guardare Passione sinistra di Marco Ponti. Non posso considerarlo un capolavoro, ma devo dire che, come intrattenimento, può piacere, ed il regista ha dimostrato di saperci fare. Procedo con la mia analisi. 2013: il torinese Marco Ponti fa uscire il suo terzo lungometraggio dal titolo Passione sinistra, lavoro che esce dopo quasi dieci anni dal suo ultimo film (il Ponti però nel frattempo era stato molto attivo con progetti televisivi) e in quest’occasione si ispira liberamente ad un romanzo di Chiara Gamberale Una passione sinistra (2009). La sceneggiatura è opera dello stesso regista, di Elisa Amoruso e di Francesca Manieri; faccio notare che la storia è quindi impregnata di sensibilità femminile, l’unico maschio che annoto, è proprio il regista! (rif. 1).
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