Ieri mi son ritrovato con Valentina Tortora per espletare una sorta di rito annuale: la consegna del centone di cui è co-autrice al pari di tutti gli altri bloggers di Qzone. Come sempre è stata l’occasione per scambiare due chiacchiere che ieri han affrontato temi profondi, il meno confidenziale dei quali ha avuto come oggetto “la Bellezza”, argomento su cui ho già scritto, (rif. 1), attingendo ad un video di Umberto Galimberti (rif. 2). Precedentemente avevo trattato il tema del sublime (rif.3), ispirato da un video di Carlo Sini dove, tra i vari autori Sini
citava il filosofo tedesco Immanuel Kant il quale traccia un confine ben preciso sulle cose dell’universo: alcune di queste sono cose che possiamo percepire, sono i fenomeni che in greco significa “ciò che appare”(rif. 4), il resto sta nel territorio del "sovrasensibile", ci sono cose fuori dalla percezione umana che ciò non dimeno esistono. La definizione di sublime kantiana entra proprio in manifestazioni che “narrano” di quel mondo a noi precluso, quel mondo misterioso di forze immense, di misteri che noi non abbiamo la possibilità di perlustrare, e magari proprio perché irragiungibile, ci affascina.
Le innumerevoli stelle del cielo, stupende proprio perché poco sappiamo di quei puntini che sono altrettanti mondi; l’eruzione di un vulcano, sinonimo di energia e morte, che attrae proprio perché è un connubio tra le due cose e per finire con questi veloci esempi l’onda dello tsunami, che porta la devastazione totale ma ciònonostante è percepita con rispetto, meraviglia, forse perché ancor oggi, in una società scientista come la nostra, è la dimostrazione dell’esistenza di forze divine cui noi ci dobbiamo sottomettere. Sono arrivato al punto, oltre il confine di ciò che percepiamo, di ciò che tocchiamo, misuriamo, regoliamo con delle leggi che ci permettono di fare previsioni, vi è il sovrasensibile, da cui proviene ciò che conta. La verità sta sia qui che li, la verità è in ambedue i "territori".
Non deve sorprendere se la vita e la morte sono radicati dentro quel "territorio" del sovrasensibile e non in quello dove oggi noi umani sguazziamo, dove i nostri scienziati fanno leggi precise sì, ma sino ad un certo punto, come il coronavirus dimostra; e per quanto ci si impegni mai arrivano a comprendere il “tutto”. Ieri parlavo con Valentina di queste cose sottolineando come lei, al pari di molti poeti, con il suo lavoro, con le sue liriche, di fatto cerca di raccontare di questo mondo precluso ai più: la poesia, a ben guardare spesso parla del sovrasensibile, di quel territorio dove sta ciò che è sacro, che è divino. Cosa genera un sentimento? Cosa favorisce l’amore? Il dolore, il bello…? Le poesie cercano di raccontare questo e per ciò ieri argomentando come sopra riassunto, la ringraziavo.
Il colloquio è avvenuto nel giardino di una casa in centro Treviso, regno di un’artista, (giusto per rimanere nell'ambito: sua figlia), ed attorno a noi, appese alle fronde degli alberi c’erano ninnoli colorati leggermente mossi dal caldo vento estivo. Le zanzare, vista l’ora, si accanivano contro di me e i miei ragionamenti e le confidenze che raccoglievo venivano disturbati dai sonori ceffoni che mi autoinfliggevo sperando di schiacciare qualcuna di queste malefiche bestie. La temperatura estiva di metà luglio favoriva lo scioglimento del gelato che avevo in mano e stentavo a mangiare impegnato com’ero a parlare, mentre la bibita energetica, già priva di ghiaccio, si scaldava di minuto in minuto. In questo contesto e nel mentre di questo dialogo metto a fuoco un aspetto: i poeti assieme agli sciamani (se preferite i sacerdoti di alcune culture), i capitribù, che erano un incrocio tra una figura religiosa e un referente politico, nell’epoca in cui non esisteva la scrittura, erano i portatori di verità. (Rif. 5)
“Io sono la via, la verità e la vita” afferma Cristo parlando con Tommaso, il quale, val la pena di ribadirlo, era il Santo passato alla storia perché il meno propenso a credere ciecamente. Tommaso era colui che voleva toccar con mano: voleva l’evidenza dei fatti, potremmo considerarlo una figura illuministra, legata al fenomeno kantiano, quello che percepiamo, Tommaso vuole la "prova", la "dimostrazione" ma la verità, ciò che la ragione cerca di comprendere, di definire, sforzo a tutt’oggi vano a detta di molti, è chiaramente qualcosa che si radica sia nel territorio dei fenomeni, sia, nel territorio del sovrasensibile, dell'imprescrutabile li dove sta il sacro e non a caso una figura quale il Cristo in quel “territorio”, quello della religione, indica la via e la verità, spiegandoci che la scienza da sola non arriva all'essenza delle cose.
Carlo Sini (rif. 5) ci ricorda, e ritorno al punto, che la verità per milioni di anni è stata appannaggio dei poeti, almeno sino a quando si è imposta la scrittura ed è iniziata la Storia. Prima della scrittura ai poeti, ciò vale ancor oggi, era dato di narrare la bellezza e di trattare temi che comunque fioriscono nel giardino del sovrasensibile, in quel territorio dove sta la sacralità ed il mistero, ovvero i territori dove il Cristo cristiano dice ci si deve orientare, (ma dove anche tutte le altre religioni, con i loro referenti e con le loro narrazioni, ci indirizzano.) Sono questi cantori che con la penna, taluni, con il canto o la pittura altri, si accollano ancor oggi l’arduo compito di raccontare agli umani le loro emozioni, i sentimenti, di dare in un qualche modo senso alla nostra vita, o quanto meno di spiegarcela. Gli artisti ci raccontano dell’amore, come nasce, come muore, spiegando cos’è bello e cosa è orribile, cosa dobbiamo temere e cosa dobbiamo ricercare, ci parlano del dolore. In una parola ai poeti (e più in generale a tutti gli artisti) grava il compito di spiegarci perché viviamo, perché soffriamo, trovando parole, suoni, disegni per esprimere le cose profonde della vita.
Nell’era in cui la conoscenza si trasferiva solo oralmente i poeti erano i portatori di “verità”, e ieri mentre sorseggiavo la calda bibita e lappavo dalla mia mano il gelato squagliato, realizzavo che ancor oggi sono loro che devono entrare in quel territorio del sovrasensibile per trasmettere a noi persone comuni qualche frammento di verità. Millenni sono passati da quando attorno ad un fuoco gli uomini ascoltavano i cantori e muti cercavano di comprendere il significato delle loro storie. Egualmente riconosco a Valentina, al pari di altre poetesse che scrivono per il nostro blog, e le voglio ora citare: Arianna Bidoli, Daniela Grassato (che ha scritto una sola poesia per noi, ma che ora mezzo la fotografia da un suo prezioso contributo al Giardino delle Arti) Manuela Zottarel e Monica Zuccato di spiegare a chi le segue cosa sia bello, cosa sia vero, cosa sia giusto. Come quei sconosciuti arcaici narratori ornati di piume ai suoni di rudimentali tamburi le nostre poetesse seguitano a raccontare di cose importanti, anche se magari a noi ciò non sembra. Devo citare tra i poeti di Qzone anche Ma Rea, nome d’arte di Andrea Masiero, lo stendiversomio come lui si firmava nei versi che lasciava lungo i luoghi pubblici per il prezioso contributo fornitoci.
Ieri, scrivevo, ringraziavo Valentina perché, al pari degli altri poeti ci parla di come il sacro, sia attorno a noi, nelle piccole cose, nelle relazioni, nei sentimenti che non ostante la nascita della scienza non riusciamo a spiegare e a controllare. Questa è la sintesi di alcune riflessioni sorte ieri nel giardino infestato di zanzare. Non si è parlato solo di questo con Valentina, ed il tema di ciò che sia Sacro e del trascendente (Kant avrebbe tradotto questo vocabolo con “sovrasensibile”) è stato affrontato con particolare energia. Sono state confidenze preziose che han dato valore e gusto ad una bibita calda ed a un gelato che si scioglieva, mentre le zanzare banchettavano felici (presumo) con il mio sangue. E’ bello avere come amiche delle poetesse, è bello essere circondato da artisti!
Mirco Venzo, Treviso 20/07/2020 #qzone.it
Nello scatto realizzato durante il Gay Pride di Venezia (28/06/2014) una coppia cerca di sintonizzarsi (o forse già c'è riuscita) mentre attorno a loro le cose scorrono anonime - L'amore è un territorio esplorato dai poeti e ritengo che nell'amore ci sia qualcosa di Sacro.
Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-arts/mirco-venzo/...
Rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=xOWc5ix9sBQ
Rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ven...
Rif. 4 https://it.wikipedia.org/wiki/Fenomeno
Rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ven...