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20181022 VM KantIl sublime non si può unire ad attrattive, e poiché l’animo non semplicemente attratto da quest’oggetto (o fenomeno ndr) ma alternativamente attratto e respinto, il piacere del sublime non è una gioia positiva, ma piuttosto conviene meraviglia”.
L’esempio che fa Immanuel Immanuel Kant è l’immenso oceano sollevato dalla tempesta. La vista di un simile evento è terribile, fa paura il mare in tempesta, ma ciò nondimeno riconosciamo a questa forza, della "bellezza". Non è la stessa piacevolezza che si scorge nella rosa, annusandone, ad esempio, il suo profumo, quell’estetica immediata,  se vogliamo, frivola. Essere sedotti da un uragano significa oscillare tra l’attrazione e la repulsione, la voglia di fuggirlo, anche se una parte di noi vuole vederlo, viverlo!

Carlo Sini, nel dialogo che fa su questi temi (rif. 1- le affermazioni che scrivo sul filosofo tedesco si rifanno esclusivamente all'esposizione nel citato video) spiega che Kant distingueva tra il sublime matematico, quello che si rifà alla sterminata quantità, come può essere la magnificenza di un cielo stellato ed  il sublime dinamico che ha come caratteristica di essere informe. Se la bellezza estetica rispetta certi canoni, che per altro i greci avevano cercato di individuare, vedi le immagini realizzate inserendo il famoso "p greco", nel sublime dinamico noi riusciamo ad apprezzare la bellezza in fenomeni che non riusciamo a riprodurre con ordine. Esempi di quest'ultimo caso possono essere l’eruzione di un vulcano, l’avvento di una valanga, la scorrere della lava che scende impetuosa ed inarrestabile, incenerendo tutto ciò che incontra, o più terrificante di tutti, ma proprio per questo tutti noi abbiamo provato anche una sorta di misterioso piacere nell'osservarlo recentemente nei filmati, l’onda dello tsunami, che annienta auto, palazzi, navi, strade, porti.

Fenomeni che non hanno un ordine preciso, che sono dinamici, ma non per questo meno affascinanti, “sublimi”, rimanendo nella terminologia kantiana. Vale la pena ora di ricordare che Kant è il filosofo della ragione, anche se ciò che rende una cosa sublime è ciò che va oltre la capacità di comprendere, che va nel mondo del "soprasensibile", usando un'altra parola potremo dire che entra nel cospetto della sacralità. La figura di Kant è affascinante anche perché pur essendo un filosofo che apre all’illuminismo, (la ragione come lume che deve orientare l’uomo), è anche il filosofo che riconosce l’esistenza di ciò che va oltre alla nostra capacità di percepire, di analizzare e di comprendere.

Fenomeno è ciò che si percepisce. Fenomeno è una parola greca e significa "ciò che appare", ciò che percepisco con i miei sensi, (insomma, la parola non ha nulla a che fare, in questa accezione, con la “straordinarietà”), il fenomeno è oggetto di studio prima ad opera degli illuministi e successivamente, dagli scienziati moderni, i positivisti, di chi il fenomeno misura e/o riproduce in laboratorio. Bene Kant, filosofo illuminista è pure il pensatore che riconosce esistere qualcosa che va oltre alla capacità di comprensione umana, è l’area del “sovrasensibile”. Da quell’area, in un qualche modo, esce la meraviglia che genera l’intensità della bellezza “sublime”. La sterminata quantità delle stelle, la forza distruttrice del vulcano o dello tsunami, ha un che di misterioso, che arriva da lontano, che ancor oggi, secoli dopo Kant, ci sgomenta.

Potremmo dire che è il territorio del Sacro, ovvero il territorio dove la religione infila le sue radici visto che lì, in quell’area, la ragione non può trovare spazio. Scrivevo di Kant come del filosofo che apre all’illuminismo, e però, segnando il confine di ciò che è fenomeno e ciò che è sovrasensibile apre anche alla “filosofia” che si contrappone all’illuminismo, ovvero il romanticismo. Chi, se non i pittori romantici, cercavano di rappresentare i mari in tempesta? Chi, se non i poeti romantici, tentavano di investigare, di descrivere i moti tempestosi dell’animo che sono poi, dicono loro, la vera ragione per cui vale la pena di vivere? L’amore per una donna, la voglia di libertà, la stessa difesa della Fede, per la quale vale la pena sacrificarsi. Potrei dire che i Kamikaze islamici (o quelli giapponesi della seconda guerra mondiale) sono tra le massime espressioni di questa filosofia, quella romantica, anche se, ai nostri occhi attuali, pare che entrambi abbiano concretizzato dei gesti che rasentano la follia, e non manca chi li definisce "gesti stupidi, dannosi e inutili"! Riportando il nostro dialogo su Kant, è il sublime danza tra questi confini, tra ciò che è il fenomeno, percepito e studiato dall’uomo e ciò che sta al di la del fenomeno, ciò che esce da “quel confine”, dal sovrasensibile, dal Sacro…

C’è una scena di film che, a mio avviso, spiega bene tutti questi concetti, il film in questione è Balla coi lupi (Dance with Wolves - 1990) dove Kevin Kostner fu brillante interprete.  Ad un certo punto John Dunbar, il protagonista, assieme a uccello scalciante, vedono arrivare il branco di bisonti. Nella sterminata prateria, che già di per se è una vista fantastica, sentono un rumore da prima quasi impercettibile che via via aumenta di volume con lo scorrere del tempo. E’ simile al temporale quando si avvicina, è il branco di bisonti che ad un certo punto si presenta maestoso, irruento, fantastico di fronte agli occhi dei protagonisti. Questi animali sono innumerevoli (come le stelle appunto) sono espressione di forza, come l’onda dello tsunami, sono un bell’esempio del sublime dinamico, ma sono anche strettamente correlati con il Sacro. E’ l’arrivo dei bisonti che da sostentamento alle tribù indiane che potranno recuperare carni e pelli, con cui costruire le loro tende, che sfrutteranno le loro ossa. Il villaggio pellerossa impregna la vita sull’arrivo di questi animali che sono visti come un dono del cielo, degli dei e sono, in un certo qual modo, divinità anch’essi.

Il sublime entra nel sacro ed ha a che fare con l’indicibile, scrivevo sopra, guardando quella pellicola ed immergendoci in quel racconto noi apprezziamo quella mandria sino in fondo proprio perché comprendiamo che tutto il villaggio l’attende per vivere, e il loro arrivo è sinonimo di “vita” così alla bellezza ben spiegata da Kant (sublime matematico e dinamico) si associa la bellezza dell’esistenza, della vita. Nel vedere uscire un bimbo dal grembo materno percepiamo un senso di bellezza perché percepiamo una sorta di miracolo che è in stretta correlazione con la nostra stessa esistenza. In ogni nascita cìè della sacralità! Noi avremo un futuro, la nostra famiglia, la nostra specie, ci sarà ancora.... Di fornte al nascituro ci sentiamo parte di un disegno cosmico più grande di noi. L’arrivo dei bisonti è bello anche per questo, perché varca le soglie di ciò che comprendiamo per “danzare” da ciò che comprendiamo a quel area che Kant definiva sovrasensibile.

E cambiamo scenario, e cambiamo video ma non argomento (rif. 2). Claudio Messora intervista un filosofo e poeta, Marco Guzzi, uno psicoterapeuta, Mauro Scardovelli, ed un giurista, Paolo Maddalena. Soprattutto Maddalena cerca in tutto il video di spiegare un concetto: la Costituzione Italiana vede la realizzazione del singolo individuo come obiettivo primario dello Stato, realizzazione che non può prescindere da una corretta valorizzazione del suo lavoro e dall’esistenza armonica del lavoratore (cittadino) con gli altri suoi concittadini. Il cittadino, l’italiano, non è in competizione, come vogliono i dettami del liberismo, ( e le disposizioni europee), con gli altri concittadini, per contro è in armonia con il territorio che va difeso e protetto. La corretta informazione e l’istruzione, tutelate dalla nostra Costituzione, servono anche a questo, a garantire questo processo. Chi non ha gli strumenti cognitivi o non è informato (è ignorante), non può inserirsi in modo armonico all’interno della società italiana. Per finire questa nazione dev’esser in pace con i paesi vicini, ed ecco l’art 11 dice che l’Italia ripudia la guerra…

E’ una visione olistica del mondo, il singolo è parte di un tutto e per questo ciò che circonda l’individuo dev’essere “bello e buono” (mi si permetta di usare parole improprie per spiegare il concetto) in modo che il singolo si senta bene. Non solo; è anche il benessere del singolo, la sua realizzazione, che aiuta la società a “creare bellezza”. Oggi, una scena come quella del sublime arrivo dei bisonti è impensabile negli Stati Uniti d’America. I bisonti sono stati tutti sterminati, privando tutti gli abitanti di oggi e di domani di un simile spettacolo. Possiamo rifarci a qualcosa di altrettanto bello osservando i documentari degli gnu che attraversano il Serengeti, ma siamo sicuri che l’Africa stia preservando la sua bellezza o al contrario le interferenze della filosofia “occidentale” stanno cercando di creare “mercato” anche in quei territori? (Rif. 3) 

Gli Stati Uniti, la Francia, l’Inghilterra e oggi anche Cina, sono terribilmente presenti in Africa, con i loro interessi, con le loro multinazionali a imporre il loro credo, un credo che rischia di sterminare le popolazioni locali al pari della flora e della fauna come già si fece con i pellerossa. Non ho citato l’Italia tra gli "opressori"perché noi già comandiamo poco in casa nostra, figuriamoci se stiamo interferendo in modo sensibile in casa altrui; ma la filosofia cui mi riferisco, dannosa come il virus dell’ebola, il liberismo, è ben radicata anche a casa nostra e si sta imponendo giorno dopo giorno, silenziosamente. Per le civiltà nordamericane la terra non era un bene commerciabile a “un tot” di dollari al metro quadro, la terra era una divinità. Divini erano i bisonti (e non beni economici) e lo stesso Paradiso, nella visione pellerossa, non era un “luogo” cui si accedeva una volta morti, ma era la propria vita presente. Il Paradiso è qui ed è ora. Proprio eventi come il "sublime" arrivo dei bisonti era la conferma provata che ogni indiano d’America stava viveva in Paradiso. Seguendo il ragionamento, proprio il mancato arrivo degli stessi forse significa che oggi in Paradiso non ci stiamo più, ed allora diventa sensato chiederci se si stia vivendo un inferno...

I pellerossa vivevano in Paradiso perché vivevano in armonia con la natura (ovvero con il divino) e con gli altri membri della propria tribù (anch’essi espressione del divino. Se il lettore ha tempo e pazienza vi è un film che spiega bene questo rispetto per gli altri membri della propria tribù ed è Il piccolo grande uomo di Arthur Penn del 1970 – Little big man – 139’ con uno splendido Dustin Hoffman). Il lettore troverà, spero, una correlazione tra la filosofia dei pellerossa americani con quella della nostra Costituzione del 48. Maddalena ci ricorda che recentemente si è tentato di modificare pesantemente la nostra Costituzione, la quale puntava alla realizzazione della “bellezza” nei modi sopra tratteggiati. Scardovelli ci ricorda che l’uomo avulso dal contesto sociale, alienato dalla comunità di cui è parte, dall’ambiente che sta egli stesso distruggendo, è un uomo malato, ma sono i principi di questa società, perversi, che portano a questo circolo vizioso. Un individuo malato non è utile a creare benessere attorno a se, ma contribuisce a creare tensione e disequilibrio. C’è da invertire la rotta.

Guzzi ritiene che viviamo un momento di cambiamento. Siamo in un tempo di grandi decisioni come specie umana, gli indicatori ci dicono che stiamo distruggendo il pianeta, è il momento di individuare una nuova rotta da seguire! E' la sfida cui siamo tutti chiamati a partecipare. Anni fa si leggeva nei muri la frase “la bellezza salverà il mondo!”, oggi sappiamo di vivere in un’era che distrugge il sublime (vedi i branchi di bisonti o le distese di ghiaccio nei poli). Ricordo così, oggi 9 maggio, Peppino Impastato, che della bellezza si occupava, (rif. 4) e Aldo Moro che una Costituzione finalizzata all’armonia, aveva contribuito a realizzare. E’ bello sapere di essere concittadino di simili persone, e confesso che sono questi uomini a farmi sentire orgoglioso di essere nato in questo Paese, anche se, per quando scritto, più che italiano mi sento cittadino del mondo, simile in questo anche ai pellerossa. Come questi due martiri si vadano a collegare al concetto di cambiamento sociale (quello invocato da Guzzi) alla Costituzione Italiana (quella che Maddalena eleva a valore supremo) e al benessere (quello auspicato da Scardovelli) e alla bellezza, lo lascio decidere al lettore. (rif. 5)

Mirco Venzo, Treviso 09/05/2018 #qzone


(Non riuscii il 9 maggio a rileggere il pezzo concluso; sono stato costretto "per mangiare" a fare la stagione estiva a Jesolo, e solo oggi ho il tempo e la lucidità per rileggere e postare il testo. La data di pubblicazione non collima con la data in cui Peppino Impastato ed Aldo Moro ci salutarono. Poco male, ci sono persone, che vanno ricordate non solo nelle ricorrenze preposte, ma in ogni momento, perché sempre attuali.

Rif. 1 https://www.youtube.com/watch?v=FUokIg3kXUU
Rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=Vcjsxo0rR20
Rif 3 mentre stavo perfezionando quest’articolo su Byoblu esce l’intervista di Ilaria Bifarini che parla di questi temi riferendosi all’Africa – Ecco il link https://www.youtube.com/watch?v=sf-qkmmWCD0
Rif. 3 https://www.youtube.com/watch?v=rmD6jAt8qAo
Rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ve...

 

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