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20220714 VM coverNemesi è il titolo del film diretto da Walter Hill uscito nelle sale nel 2016, il soggetto è dello stesso regista, che assieme a Denis Hamill ne è pure lo sceneggiatore; la prima bozza di questa storia nasce nel 1978, ma solo a ridosso della produzione ebbe la versione definitiva, che divenne film, ci dice Wikipedia, (rif. 1) solo alle condizioni del produttore Said Ben Said, "Le uniche regole che ha stabilito erano che avrebbe dovuto essere realizzato a un prezzo molto basso e nel cast doveva esserci qualche nome importante"; ed ecco che una dei protagonisti è Sigourney Weaver (nota soprattutto per Alien) nei panni della intelligentissima dottoressa Rachel Jane anche se il ruolo di protagonista spetta a Michelle Rodriguez che interpreta la figura di Frank Kitchen.


Il titolo in inglese del film è “The Assignment” traducibile con “compito”, “incarico”, “assegnazione”, la produzione è americana, francese e canadese. In italiano la pellicola viene presentata con il nome Nemesi; a mio avviso questo titolo meglio aiutare l’interpretazione e proprio per questo vado subito a recuperare una definizione dalla rete e a proporla: “nèmeṡi s. f. - dal gr. Némesis, lat. Nemĕsis - personificazione nella mitologia gr. e lat. della giustizia - giusta compensazione punitiva alle vicende umane con carattere di ineluttabile fatalità: n. storica sinonimo di castigo, punizione,... Propr. nome proprio, Nemesi (lat. Nemĕsis), personificazione nella mitologia greca e latina della giustizia distributiva, e perciò punitrice di quanto, eccedendo la giusta misura, turba l’ordine dell’universo”. Il mondo greco ritiene che bisogna sapere qual’è “la giusta misura”, come bisogna agire senza eccedere, chi va oltre il dovuto, chi esagera, rompe un ordine e per tanto gli dei lo puniranno.

La trama è semplice: la chirurga Rachel Jane scopre chi ha ammazzato suo fratello, attraverso rocambolesche situazioni individua il colpevole, il feroce Frank Kitchen, killer spietato che una volta da lei catturato subirà un intervento di chirurgia plastica e un trattamento ormonale per trasformare questo spietato assassino, fiero della sua mascolinità, in una donna. E’ un film d’azione che posso catalogare come thriller: Sappiamo che Frank Kitchen, la figura transgender era un uomo, sappiamo chi l’ha resa in quello stato, “non so cosa sono” afferma ad un certo punto, ma come mai la dottoresa Rachel Jane sia rinchiusa in un ospedale psichiatrico, e chi e perchè abbia amazzato una serie di loschi figuri, dei cui cadaveri è stata accusata il personaggio interpretato dalla Weaver, non lo vado a dire, per non togliere pathos a chi volesse visionare la pellicola.

Le recensioni di questo lavoro sono state per lo più negative, a quanto afferma wikipedia (rif. 1): "La premessa del film è stranamente intrigante, ma sfortunatamente è solo uno dei tanti ingredienti per un'opera deludente del regista Walter Hill" Su Metacritic, il film ha una valutazione di 34 su 100, basata su 20 critici, che indica "recensioni generalmente sfavorevoli”. Onestamente non sono così cattivo nei confronti di questa pellicola che mi ha tenuto attaccato al teleschermo sino alla fine. Anzi, la ritengo in linea con i nostri tempi in quanto, seppur senza approfondire, sfiora parecchi temi d’attualità. La scienza e la ricerca scientifica che si erige sopra gli uomini, la gente normale, e lo fa “nel loro interesse”, stabilendo cos'è giusto e cosa non lo è, è sicuramente uno di questi temi, per arrivare alla conclusione che se poi l’esperimento non riesce… pazienza! Il progresso comunque deve andare avanti! (Si ricordi il richiamo alla divinità Nemesi, all’importanza di darsi dei limiti!) E’ questo uno dei temi che emergono dalla pellicola, ma oltre a ciò interessante, a mio avviso, è la disinvoltura con cui sono presentate sia le scene cruente, le uccisioni, irrorate di sangue e di violenza, in linea con il gusto americano e con i film d’azione, certo, ma anche e soprattutto con l’attualità: si parla di 198 sparatorie di massa negli States da inizio anno a fine maggio di quest’anno. (rif. 2).

Altro tema di attualità sono i transgender e la bisesualità che vede la stessa protagonista, Michelle Rodriguez (l’uomo poi divenuto donna) affermare fuori dagli schermi di essere attratta sia dagli uomini che dalle donne: “Cosa c'è che non va nell'essere bi? Voglio dire, stiamo sfondando ovunque andiamo". Qui val la pena aprire una parentesi, la comunità transgender si è detta delusa da questo film, ma a scanso d’equivoci Frank Kitchen (Michelle Rodriguez) si è ritrovato ad essere donna non per sua scelta, ma per volere della scienziata Rachel Jane la quale si autodfinisce “medico, scienziato ed artista”... ed è proprio quest’ultimo aggettivo a suscitare la mia curiosità. Oggi modellare il corpo (e le menti, se mi permettete una digressione dalla pellicola) pare diventata un arte. La dottoressa Jane è estremamente orgogliosa di come ha “plasmato” il corpo di un killer trasformandolo in quello di una donna avvenente, senza però averne, a suo dire, modificato l’anima. Non è vero che “l’abito fa il monaco”, potremmo dire in altre parole quanto afferma nel film la dottoressa: l’anima di una persona quella è e quella rimane! Nota per lo spettatore: osservate attentamente la trama per stabilire se quanto sostiene a riguardo l'interprete sia in linea con quanto la pellicola illustra…Io ritengo di no! 

Elementi di attualità, dicevamo, i transgender, ma non solo, anche la sessualità vissuta con un certo distacco affettivo, “consumata” direi, più che vissuta, così come, altro elemento di attualità, andare con uomini o donne, pare essere la stessa cosa, e così l’infermiera (interpretata da Caitlin Gerard) se era rimasta entusiasta, a giudicare dalla trama, del ben dotato Frank Kitchen in versione maschile (e c’è un'immagine che questo dettaglio lo decreta senza indugi) non disprezza di sicuro neppure la versione effeminata dello stesso, come se che quel pezzo di carne "ci sia, o che non ci sia", faccia poca differenza… (Le vicissitudini della trama spiegano però il perché di questa disinvoltura)! Circa la confusione tra i sessi mi piace evidenziare come la stessa dottoressa Rachel Jane, pur essendo donna biologicamente, pare un maschio mancato: lo è sicuramente nell'abbigliamento, mai femminile ed anzi sempre austera, ma questa spinta alla mascolinità si evince non solo dalla professione, (chirurgo, che nella pellicola viene ribadito dall’interessata come un ruolo prettamente maschile, ed anzi, per questo lei pur più abile di altri è discriminata) ma anche dalla feroce sete di vendetta, elemento tipicamente maschile. Distacco affettivo, dicevo, che vede una sola vera eccezione ed è riservato ad un cane, per il resto ogni relazione è vissuta a mio modo di percepire con distacco e le protagoniste le reputo persone sostanzialmente “sole”. Anche questo, se mi permettete, è un elemento di attualità.

Chiudo affermando che se questo film non è una pellicola che descrive i nostri tempi, sicuramente è una pellicola che è frutto di questi tempi e la trovo coerente con molte riflessioni già scritte in questo blog. E’ un film che si lascia guardare e le critiche sopra riportate sono eccessive, anche così si spiega perchè Michelle Rodriguez ha ricevuto il premio quale miglior attrice per la tedesca VDKUF Award - Verein Deutscher Kritiker Und Filmemacher. A proposito di modernità e della protagonista di questa pellicola, l’attrice statunitense, figlia di un portoricano e di una dominicana, oltre ad essere una paladina del LGBT (come già scritto in precedenza) è anche una dichiarata ambientalista. 

Mirco Venzo, Treviso 13/07/2022 #qzone.it
Foto di Michelle Rodriguez recuperata dalla rete
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Nemesi_(film)
rif. 2 https://www.key4biz.it/sparatorie-d...

 

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