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Inizio con le considerazioni raccolte da wikipedia con il famoso quanto banale copia-incolla (rif. 1) 20250822 VM Kleinhoff hotelQuando il film uscì nelle sale, Corinne Cléry, protagonista di scene di sesso esplicite con Bruce Robinson, fece causa alle compagnie di produzione e distribuzione, perché ritirassero la frase pubblicitaria del film che diceva "Vedrete in edizione integrale l'atto sessuale non simulato", lamentandosi che quelle parole avevano danneggiato la sua vita professionale e privata. Le due società controbatterono dicendo che "Nell'ambito del cinema porno è ridicolo che ci si preoccupi di simili particolari" e presentando al giudice alcune sequenze fotografiche del film dove si vede inequivocabilmente "l'inizio dell'atto sessuale, con

tanto di introduzione”.

Ora, cosa c’è di così interessante in questa presentazione? Il fatto che io ieri sera mi sono visto il film dal sito TOP film in italiano (rif. 2) incuriosito ed attratto proprio dalla presenza di Corinne Cléry, attrice per cui ho sempre avuto un’interesse particolare, per non vedere di lei nemmeno una gamba scoperta: tutto censurato! Al che mi sono interrogato, iniziando la ricerca che m'ha portato a scoprire quanto sopra riportato: di scoperto in questo film della bella attrice c'era molto. Togliere le scene dove la fisicità della Corinne appare, è come riproporre Italia Germania 4 - 3 tagliando i gol della partita. Non è tutto, mi riservo ulteriori considerazioni alla fine, ora inizio con la recensione.

Di cosa narra il film? Narra del terrorismo che a metà degli anni 70 dilagava in alcuni paesi occidentali, segnatamente in Germania, dov’è ambientato il film, ma, inutile dirlo, essendo la produzione italiana, il regista voleva narrare anche di quanto accadeva in Italia. Per chi non conosce la storia in Germania c’erano gruppi come la banda Banda Baader-Meinhof, attivisti politici di estrema sinistra, il cui obiettivo era - ancora copio e incollo:  "Sviluppare le lotte di classe. Organizzare il proletariato. Iniziare la resistenza armata! Costruire l’Armata Rossa!” Erano questi gli obiettivi del tutto assimilabili a quelli che in Italia proseguivano, tra le altre organizzazioni, le Brigate Rosse

Il film è un pretesto per parlare di quegli argomenti, e come articola la storia Carlo Lizzani, sfruttando il soggetto di Valentino Orsini che assieme a Faliero Rosati ne è pure lo sceneggiatore? Inventando una storia dove una bella borghese, Pascale Rostand (interpretata da Corinne Cléry) si trova a soggiornare in un fatiscente hotel berlinese dov’era stata anni prima, quand'era ancora studentessa universitaria. Tra un ricordo e l'altro, osservando con attenzione la struttura dove aveva vissuto momenti importanti del proprio passato nota che la struttura ha parecchie falle: l'isolamento acustico è praticamente inesistente, ma vi sono anche fessure dalle quali è possibile spiare quel che accade nella camera adiacente la sua. Ecco che sbircia e origlia Pascale si ritrova affascinata ed incuriosita dal vicino di stanza, interpretato da Bruce Robinson (ha differenti nomi questo terrorista, per cui lo chiamero "il terrorista") scoprendosi fisicamente intrigata dal giovane. 

Da un lato abbiamo questo attivista politico che vive come un topo braccato (lo spettatore lo scopre osservandolo con gli occhi di Pascale), sacrificando la propria vita per assecondare i propri ideali. Ideali che lo costringono ad un’esistenza infernale. Questo significava essere un attivita militante alla lotta armata! Dall’altro abbiamo la ricca borghese che vive la situazione come un’esperienza “esotica”, potremmo dire, sessualmente stimolante. Il giovane che sbircia e di cui si invaghisce è un pretesto per ridare brio ad una vita, agiata, ma forse anche vuota. Badi bene il lettore, è la mia una possibile chiave di lettura, certo è - ed è qui che voglio arrivare - che se si tolgono le scene di autoerotismo e di sesso, questa interpretazione va a farsi benedire. Pare chiaro a me che il regista ha sfruttato il fascino della Corinne Clery per inventarsi una storia che permettesse lui di imbastire una storia dove si parla di che significa la latitanza in certi gruppi. Più del 90% del pubblico va a vedere il film attratto dal corpo della bella ragazza, permettendo a chi ha imbastito la storia di mettere in scena uno spettacolo dove si "parla anche d'altro". 

Il punto è che oggi tagliamo le scene di sesso, (che nel caso di un corpo come quello della Corinne è un delitto da punire con anni di galera a parere di chi scrive: era semplicemente strepitosa!), ma domani si può decidere di tagliare anche il dialogo politico divenuto scomodo. Quando si decide che un’opera d’arte può essere alterata, al gioco non c’è più fine, ed è questo ciò che mi irrita. E pure questo è stato fatto, nel film c'è una sena dove si vede una delle protagoniste bucarsi per introdurre dell'eroina nel suo corpo, scena quindi non di sesso, ma anche questa è stata tagliata.
Chiudo affermando che sono finito a visionare una versione del film che spero fosse integra (ho cercato di andare sui punti che mi interessavano) proposta in lingua inglese dove sopra si ascoltava una seconda voce decisamente est europea; non escludo fosse proprio la lingua russa… 

La democratica italia non ti permette di vedere un film italiano, che tratta di temi italianissimi (come quello del brigatismo rosso) nella sua interezza e per vedere ciò sono costretto a scavare nelle pellicole tradotte nella lingua degli zar (o, ed è altrettanto possibile, di altra lingua dell’est, quale polacco o ceko, le mie conoscenze linguistiche non mi hanno permesso di identificare con precisione l’area geografica che non censura le immagini realizzate da Lizzani).

Che altro mi ha sorpreso del film? Che il terrorista era molto probabilmente un artista, così come lo era la sua compagna, (interpretata da Katja Rupé) per altro dipendente dall’eroina, fatto per nulla raro nell’era degli anni di piombo. La pellicola mi aiuta a capire che il mondo dell’arte si interrogava sulle ragioni del disagio della sua epoca, e una parte di questi artisti non si limitavano a descrivere le proprie perplessità con scritti, dipinti, statue o scenografie, ma anche agendo attivamente, com’era il caso di chi diventava attivista politico, anche armato. L'arte e la politica finivano per diventare una cosa sola ( e molto seria, se costringeva chi si metteva in gioco a sacrificare la sua giovinezza se non addirittura tutta la sua vita)! 

Il mondo dell’arte non era omologato, ecco l'insegnamento che porto a casa dalla visione di questo film, come pare essere oggi; questo è il punto! Molti artisti erano impegnati politicamente e non era possibile scindere l'idea politica dalla ricerca artistica, l'artista era parte della società, altro che "lo decide il mercato", che imperversa oggi! Mercato che poi è spesso una balla colossale, perchè dietro ai grandi gruppi, oggi, ci sono i privati con i loro interessi da perseguire ed ecco che a scagliarsi in difesa dei palestinesi oggi c'è quasi nessuno e spesso quel "nessuno" non è mai un nome di grande richiamo. Chi vuol sacrificare la propria cariera per lanciare un grido di allarme? 

Oltre a ciò dal film emerge un altro aspetto: il terrorista deve uccidere un compagno che si era ritenuto essere un traditore! Chi si schierava politicamente si assumeva delle responsabilità che, nel caso dei terroristi, lo vincola molto seriamente ai propri “compagni”. Valeva per chi era di destra come per chi era di sinistra, ma, ecco la differenza con i giorni nostri, valeva per tutti! Il voltabandiera tanto di moda ai giorni nostri tra i nostri presunti rappresentanti politici, all’epoca era semplicemente inconcepibile, e se facevi parte di un gruppo armato, rispondevi con la vita della scelta di “tradire”. Senza tante discussioni, era così!

Come può intuire il lettore il corpo della bella attrice francese è uno specchietto per le allodole per trattare temi decisamente politici. Tra le scene tagliate c’è quella della polizia che obbliga coloro che ha catturato in una retata a denudarsi e viene perquisito nelle parti intime. Una scena che richiama le pratiche naziste di più antica memoria, ma che all’epoca del film era anche una denuncia sugli abusi delle forze dell’ordine. Vera? Fasulla? Poco male, tutto tagliato, e se non fosse stato per la versione dell’est europa, io manco l’avrei potuta vedere. Su questo film non voglio aggiungere altro, se non scusarmi con i miei lettori giacché anche la recente recensione de Il college delle escort (rif. 4) a questo punto sospetto sia stata tagliata… e quindi io che recensisco a fare? Sono incazzato! Ed in più: me la devo prendere con il sito TOP film in italiano o con You Tube? Perché potrebbe essere il “contenitore” che obbliga ai tagli, infatti ho dovuto andare su altro contenitore (che non cito per non fare pubblicità) per vedere la famosa "versione russa" dove le immagini erano proposte integralmente. 

Mirco Venzo, Treviso 18/08/2025 #qzone.it

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Kleinhoff_Hotel
rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=fV8gZG8S1uw
rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Rote_Armee_Fraktion
rif. 4 https://qzone.it/index.php/q-movies/1090-il-college-delle-escort-di-a-carriere-2019

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