Musei civici di Bassano del Grappa (VI); al costo di 12 euro si possono vedere più di cento scatti della fotografa americana e, compreso nel biglietto, è incluso la visita alle sale del museo dove spiccano tele dei pittori veneti oltre che degli studi dello scultore Canova. Torno a parlare della ragione che mi ha spinto a passeggiare per la graziosa cittadina veneta, la fotografa americana nativa di Boston Ruth Orkin. La mostra mi convince che l’oggetto della ricerca della fotografa era la gente comune. La Orkin sceglieva delle situazioni potenzialmente interessanti e aspettava che i soggetti da lei osservati proponessero qualcosa di rilevante: un'espressione, un sentimento, un gesto che tradisse uno stato d’animo. Ecco come la stessa
autrice presenta la sua tecnica che le permetteva di cogliere senza interferire, e questo è importante, con la realtà: “Preferisco che i miei soggetti non sappiano che mi trovo lì…[...] mi sforzavo di non muovermi, a meno che non fosse assolutamente necessario …[...] Lo chiamavo “confondersi con la tapezzeria”. Insomma, Ruth cercava la spontaneità della gente comune, ed ecco che questa ricerca la porta a catturare espressioni di noia per l’attesa di un treno alla Penn Station (New York) dove il soggetto è seduto anche sopra il proprio bagaglio. Oppure il corpo disequilibrato di donne ubriache sedute su delle scale, o il sonno di un cocchiere distrutto dalla fatica in Piazza di Spagna (Roma).
Nel lavoro che l’ha resa famosa ai miei occhi; ho una stampa in camera mia dove una bella donna cammina per Firenze mentre tutti gli uomini attorno la scrutano con aria “famelica” mista alla sorpresa per aver avuto la fortuna di scorgere una simile visione. E’ questo scatto a mio modo di vedere un manifesto alla sensualità e della capacità di seduzione femminile che nel contempo attesta una sorta di ingenua stoltezza maschile italica, scopro come è nato e la data: 1951. Ruth, in viaggio in Italia, stringe amicizia con Ninalee Allen detta “Jinx” e assieme passeggiano per Firenze. Ruth nota subito come i maschi italiani reagiscano al passaggio delle due belle giovani americane e fa passeggiare di proposito l’amica un paio di volte su di una via cogliendo gli sguardi ammirati dei fiorentini. Insomma, la fotografa ha gettato l’esca e cattura le reazioni dei “pesci” che spontaneamente hanno abboccato alla provocazione. Nasce così uno dei manifesti mondiali del “pappagalismo” italiano ed il lavoro ha titolo American girl in Italy.
Attenzione alla gente comune, come lo scatto dove si vede dei giovani aggrappati ad una finestra per godere della regata storica a Venezia, o dei ragazzini assorti nella lettura di fumetti fuori da un rivenditore piuttosto che dei bimbi che giocano a carte in strada. Non mancano i ritratti a delle personalità di assoluto prestigio, Albert Einstein, Alfred Hitchcock o Robert Capa giusto per ricordarne qualcuno a caso. A volte la fotografa stupisce per certe composizioni piacevoli, ma, e sarà il visitatore a dire la sua, l’aspetto importante della donna è la sensibilità nel cogliere “il popolo”, la gente normale, donne e bambini, in un periodo in cui l’arte poneva attenzione a questi soggetti. La mostra che durerà almeno sino al 23 maggio 2022 merita una visita come pure la cittadina veneta.
Mirco Venzo, Bassano del grappa (VI) 23/04/2022 #qzone.it
Nella foto una delle immagini che più ho apprezzato della rassegna perchè rende l’idea del lavoro della fotografa: cogliere l’attimo di un gesto spontaneo. Il protagonista una persona del popolo.
