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20251001 VM inquadraLa memoria non è solo magazzino di ricordi. La memoria è un luogo in cui passato e presente si incontrano é [...] un processo vivente che intreccia tempo e identità". Queste sono alcune frasi estrapolate dalla presentazione del lavoro allestito dal gruppo Inquadra dove 17 autori trattano il tema La memoria. La mostra fotografica è stata gratuitamente fruibile a Palazzo Sarcinelli (Conegliano - TV) dal 13 al 28 settembre. Il tema maggiormente trattato è stato il disastro verificatosi nell'ottobre del 1963 dove sorgeva la diga del Vajont, e Luca Scarabellotto (In 4 minuti), Mirco Favero (Nuova memoria per il Vajont) e Mariateresa Ortolani (Il dovere della memoria) sviscerano con differenti stili quel dramma, argomento di cui si è occupato anche il blog da cui scrivo (rif. 1, 2, 3, 4). Anche Cescon Alessandro ricorda una calamità verificatasi nelle nostre montagne, ed il suo lavoro Come quella notte buia ritengo faccia riferimento alla tempesta Vaia del 2018.

Una sintesi dei due temi può risultare il lavoro di Marco Biscontin Sfregio alla memoria che cerca di approfondire la relazione tra edifici, ovvero di come l’uomo si appropria di spazi naturali, inserendo elementi “alieni” ad esso, e di come nel tempo, la natura, si riprenda quegli spazi. E’ ciò che già oggi sta accadendo in alcune realtà industriali del Veneto che sono state falcidiate dalla globalizzazioneGiovanni Casagrande si concentra sul biscottificio Colussi con il suo Memoria dei Baicoli Colussi, mentre Graziano Rossetto con il suo Presente: memoria del passato focalizza il sito industriale relativo a ciò che fu Zoppas in origine, Zanussi in un secondo tempo, per finire in Electrolux; l’industria di elettrodomestici che ha avuto un secolo di vita.

Il lavoro di Biscontin pare trovare una sucessione nei temi trattati da Casagrande e da Rossetto dove il primo dei due autori di archeologia industriale realizza i suoi scatti a colori, e documentando la fine di un'industria lascia però trasparire una chiara nostalgia legata alla dolcezza che per molti di noi il biscottificio ha rappresentato, il secondo autore, al contrario, cerca di non farsi coinvolgere dal sentimento e cerca di documentare con freddezza la fine di un’industria simbolo del nostro territorio; lo fa utilizzando scatti in Bianco e Nero. Giudichi chi visiona il lavoro se questa imparzialità gli è riuscita, pare a me che nei suoi scatti ci sia un misto di nostalgia e di delusione, e se ciò non fosse vero per lui, lo è sicuramente per me: sapere che un’azienda guida del nostro territorio espressione concreta della cultura veneta (come d’altronde fu la Colussi) è oggi un ammasso di macerie, mi fa riflettere e m'intristisce.

Donatella Canaider con Memoria incantata dona al tema un tocco di intima personalità, mentre in Nato due volte Santino Tolin illustra al pubblico qualcosa di profondo legato però non a se stesso, ma ad un suo amico. Un lavoro simile a quello di Tolin è posto in essere da Nicola Pinton: anche il suo Peso invisibile racconta del vissuto di un amica, anche lui realizza immagini a colore, ma, è interessante notare, come i due fotografi abbiano un approccio molto differente, posto che differenti sono anche le storie che si preoccupano di narrare.

Tommaso Scatolin nel suo Ieri, oggi e domani prende spunto dal fatto che diverrà papà per connettere con il suo lavoro la memoria, (legata al passato) col futuro, passando per il presente: la sintesi di ciò sta nella foto dove le mani della nonna passano delle scarpette del futuro neonato alla mamma. Fabio Beraldo propone nel suo Tecnologia 1.0 immagini relative ad oggetti tecnologici degli anni ‘80 oggi divenuti obsoleti, il tempo passa anche per questi concentrati dell’ingegno umano, preziosi aiutanti del nostro antico presente che oggi ci ricordano come facevamo per ascoltare musica o per telefonare, ma ci riconducono inesorabilmente a quando eravamo più giovani. Le sue sono immagine semplici, dove l’oggetto da proporre è proposto senza tanti fronzoli, e per dare maggior enfasi è sfruttata la luce che non è neutra, ma colorata. 

Un lavoro simile è posto in essere da Elisabetta Caselli, anche lei nel suo Pin - Grafia pone al centro dell’immagine un singolo “oggetto”, ma nel suo caso non è necessariamente tecnologico, sono “pretesti” per memorizzare il PIN. Dal punto di vista estetico sia le sue immagini, che quelle di Fabio, sono di grande impatto e risultano ammiccanti. Complimenti ad entrambi. Rimanendo nel campo dell’estetica dell’immagine, il lavoro che personalmente ho maggiormente apprezzato è firmato da Silvia Zanardo, dove ne La stanza di Maria ci porta nel campo degli ospedali psichiatrici, nello specifico a quello di San Servolo e Venezia, soglia varcata da Maria nel 1880; le sue immagini, mi pare più un seppia che un bianco e nero, sono tutte impeccabili, belle, anche perchè funzionali nello spiegare il suo pensiero. Sia chiaro che ogni lavoro di ogni autore dal punto di vista fotografico è difficilmente attaccabile e se ho citato alcuni autori l'ho fatto per personalizzare l’articolo e non per creare classifiche. All’amica che mi ha accompagnato alla mostra, ad esempio, è particolarmente piaciuto il lavoro di Antonio Corsello a titolo Il bagaglio, gli oggetti che escono dal contenitore e si spargono nella sabbia, questa donna che guarda il mare con un cappello in testa, non potevano che toccare le corde romantiche di chi era al mio fianco. Marco Zangrando nel suo Miss Sarajevo riporta in auge un conflitto poco approfondito che non vuole dimenticare e per chiudere cito Giulia Cazzaro che propone Impressionata, altro lavoro di grande impatto visivo.

Mirco Venzo, Conegliano 18/09/2025

Lo scatto di copertina è stato realizzato da Cristina Pillan
rif. 1 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/499-vajont-una-storia-che-si-ripete-1-4
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/501-vajont-una-storia-che-si-ripete-2-4
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/502-vajont-la-storia-si-ripete-3-4
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/504-vajont-la-storia-si-ripete-4-4 

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