
Le due regioni che tra le loro eccellenze possono annoverare la Terra dei Fuochi e La Terra dei Pfas sono state testimoni delle più spettacolari vittorie politiche delle recenti regionali. Luca Zaia e Vincenzo De Luca: i latini dicevano nomen omen, noi che non abbiamo studiato latino diciamo diciamo il nome è un presagio, insomma sono dei predestinati al successo, con buona pace degli invidiosi. Vincenzo è un nome maschile
Mio figlio è partito due settimane fa, è andato a Udine per frequentare l'Università, Facoltà di Agraria. Pensavo di essere preparata a questo momento di distacco, ci scherzavo, gli dicevo che non vedevo l'ora di esser finalmente libera da vincoli ed impegni di tipo casalingo, lavare e stirare, riordinare l'immancabile confusione in camera sua, cucinare e via dicendo. Mi dicevo che non avrei sicuramente sofferto della cosiddetta "sindrome da nido vuoto", quella sottile e inaspettata malinconia che assale madri e padri quando uno dei loro pargoli lascia definitivamente il nido familiare.
Un libro dell’astrologa Lisa Morpurgo mi fece comprendere l’importanza simbolica della foresta. Se da un lato abbiamo i territori della “città e della civiltà”, le aree dei campi coltivati, delle sicure abitazioni, dell’acqua potabile; luoghi dove l’uomo ha imposto il suo ordine e le sue regole, oltre un certo “confine” abbiamo la foresta, un territorio dove è la natura, sono le regole del cosmo a dettar legge. In questo secondo spazio l’uomo trova tutte le sue paure, o se si preferisce è di fronte a se stesso. Copio e incollo la prima definizione di foresta che ho recuperato in rete: “... è un luogo simbolico fortemente seducente e primigeno, contrapposto alla nostra
Quand’ero giovane carico di energia ed ambizione presi seriamente in considerazione l’ipotesi di andare a lavorare all’estero, l’obiettivo era un qualche cantiere sperduto nel terzo mondo dove mi erano arrivate notizie le remunerazioni erano importanti. Fu così che un mio parente mi portò a dialogare con chi questo lavoro faceva e tra i molti racconti che mi fece uno lo ritengo interessante anche per voi lettori. Ecco il testo per come lo ricordo. “... ci fecero costruire questa strada che attraversava il deserto e portava un luogo sperduto ed isolato verso un altro luogo sperduto e altrettanto isolato, connettendo due punti circondati dal nulla. Terminato il lavoro scoprimmo che un tratto di strada era stato divorato dal vento
“C’è un’esposizione fotografica nel centro storico di Treviso. A mio parere ci sono foto interessanti anche se le esposizioni fotografiche un po’ si ripetono. Un po’ commerciali e apprezzabili per tutti anche per chi, come me, non se ne intende di fotografia”. Questo è il messaggio whatsapp che ho ricevuto da parte di una mia cara amica che sa amo la fotografia. Non potevo replicare circa qualcosa che non avevo visto, quindi lunedì mi son alzato con l’idea di visionare queste foto sponsorizzate e commentate dal messaggio di cui sopra. (rif. 1). Nei punti nevralgici del centro storico di Treviso potete trovare delle installazioni in legno dove sono collocate 4 immagini di belle dimensioni. Gli autori e i soggetti
"I poveri erano così tanto poveri che presero la loro fame e la misero in bottiglia e se la andarono a vendere. Se la comprarono i ricchi, i ricchi che nella vita avevano mangiato di tutto, dal caviale ripieno all'ossobuco di culo di cane allo spiedo. Però la fame dei poveri in bocca non l'avevano assaggiata mai, così i ricchi se la comprarono. La pagarono bene e i poveri furono contentie per un po'... per un po' tirarono avanti. Poi i poveri tornarono ad essere poveri, così allora i poveri presero la loro sete e la misero in bottiglia e se la andarono a vendere. Se la comprarono i ricchi, i ricchi che nella vita avevano bevuto di tutto, avevano bevuto dal Brunello al Tavernello, però la sete dei poveri in bocca non gli era
Stamane sono stato a fare una passeggiata per Treviso complice la splendida giornata di sole. Le scuole sono riprese, quindi la città dovrebbe essere nel pieno della sua vivacità, ma la sensazione che ho percepito era di altra natura. Mancava qualcosa, mancava, volendo trovare un vocabolo, la sua vivacità. Poca frenesia e soprattutto assenza di rumori, in particolare del rumore che più desta l’attenzione in ogni essere umano, ovvero la parola. Se Treviso era la città “dea ciacola” (della chiacchiera) ora, oggi, questa definizione non è corretta. La gente si muoveva distanziata, lentamente, al massimo camminava in coppia, ma gruppetti di persone che discutevano animatamente, magari come usava fare il
Recentemente ho visto "l’ufficiale e la spia", pellicola di Roman Polanski. Il film tratta l’affare Alfred Dreyfus, militare francese, ebreo, che fu accusato di spionaggio e venne incarcerato all’isola del diavolo. In sede di presentazione si afferma che tutti i personaggi sono reali, anche se la mia veloce ricostruzione storica, basata su wikipedia, mi lascia il sospetto che alcuni tratti siano stati adattati alle esigenze cinematografiche. Non è, a mia opinione, un “documentario”, ma, questo sì, un ottimo spunto di riflessione anche per comprendere l’attualità, principalmente quella italiana. Liquido subito la parte cinematografica: la mano di un regista come Roman Polanski è concreta non solo nei dialoghi e nella
Il referendum prossimo venturo può essere annoverato tra le reliquie delle riforme costituzionali, come tutte le reliquie va trattato con delicatezza ma allo stesso tempo rischia di essere un feticcio. Ma l’aspetto interessante non è la vetustà della proposta, o le regioni di un campo, ma la qualità dei proponenti e le motivazioni reali della riforma. I principali protagonisti soggettivi sono il MoVimento, la Lega e il PD, il protagonista oggettivo è la “governabilità” altrimenti detta stabilità di Governo. Cronologicamente la riforma è nata sotto l’egida del governo giallo-verde, accettata dalla Lega più come compromesso per la stabilità del Governo che per reale convinzione, nella prima fase il PD era contrario perché era all’opposizione non certo per motivi etici o costituzionali, essendo sull’argomento scarsamente credibile quale politicamente responsabile della
Lo spergiuro secondo la Treccani (copio e incollo dal web) è “Giurare il falso, affermare o sostenere con giuramento una cosa o un fatto di cui si conosce la falsità”. Io sono veneto e un proverbio vicentino afferma testualmente “El muso paea caveza, el omo paea paroea” (Il mulo per le briglie, l’uomo per la parola).
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