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20200827 VM m49L’estate italiana del 2020 ha un nuovo eroe, un individuo che ambisce alla libertà di cui è diventato un simbolo, non a caso soprannominato Papillon! “Voglio una vita spericolata, voglio una vita piena di guai, voglio una vita come quelle dei film, voglio una vita come Steve McQueen" (rif. 1) sentenziava Vasco Rossi in una dlle canzoni che lo lanciò. Quali film fece l’attore statunitense? Tra i molti meritano menzione per il pezzo che sto scrivendo La grande fuga (1963), Nevada Smith (1966) e ultimo, ma non per significato essendo quello che da nome al protagonista, Papillon con Dustin Hoffman del 1973. Tutti i film citati vedono l’attore imprigionato e l’obiettivo è la fuga.

In particolare Papillon, vede il protagonista sacrificare la sua vita cercando ripetutamente di scappare dalla colonia penale francese della Guayana, ed è proprio Papillon il soprannome assegnato a chi, nei fatti, dimostra di ambire alla libertà come pochi altri abitanti della nostra italica penisola. No, non è un cittadino italiano, e neppure un extracomunitario, quella serie di clandestini che entrano in Italia sognando la libertà ma che invece, forse non lo sanno, decidono solo di aumentare l'efficacia dei lacci e lacciuoli di natura economica ai danni dei lavoratori italiani, che con loro dovranno competere, in un’asta al ribasso relativa alla remunerazione e ai diritti; Papillon, altrimenti classificato con la sigla M 49 è un orso. E' lui l'eroe del nostro racconto.

Questo plantigrado ci viene presentato dallo zoologo Franco Perco (rif. 2) «Si tratta di un orso maschio, di 4 anni, nel pieno delle sue forze..." - descrive l'esperto" …gli orsi hanno uno 'psichismo' notevole, cioè come gli uomini hanno differenti caratteri: non sono tutti uguali, ci sono orsi timidi, altri spregiudicati, alcuni intelligenti, altri meno…” e Papillon come viene definito? Ecco la risposta «… una bella testa, ma per noi ha un comportamento problematico».

La storia di M 49 inizia quando in alcune sue incursioni spacca finestre e tenta di abbattere delle porte alle malghe, nell'intento di portar via qualche provvista. Dopo esser sfuggito a diverse trappole, finalmente viene catturato nell'aprile del 2019, rischiando anche di essere abbattuto, ma la sua fama e l’interessamento del Ministro dell’ambiente Sergio Costa, a lui è ricondotto il soprannome Papillon asseganto al mammifero, allontanano ad ora questa ipotesi, favorendo la sua reclusione nel centro faunistico Castellar (trentino). Due sono le fughe cui ho documentazione, ma non son sicuro la ricostruzione sia corretta, rimane il fatto che scappare dal centro Castellar avente recinto elettrificato, inferriate spesse 12 cm e barriere alte 4 metri non è cosa a portata di tutti e il soprannome Papillon è più che meritato. Immediati i danni dopo la seconda fuga, due pecore e due capre sono state azzannate dall'orso fuggiasco.

Da notare che l’animale era stato obbligato ad un radiocollare che l’aveva associato, in un primo momento a 16 tentativi di incursione in abitazioni/malghe e nel curriculum del plantigrado c’è anche l’avvicinamento eccessivo verso un pastore che l’aveva allontanato grazie ad un colpo di fucile. Papillon è intraprendente e non pare aver paura degli esseri umani, cosa che complica la vita alle autorità forestali. Autorità forestali che ora, è notizia di pochi giorni fa, hanno un'altra bella grana, dopo il 19 agosto di quest’anno, i segnali del radiocollare sono rimasti sospetti, e se n’è scoperta la ragione: l’oggetto è stato trovato inerme ed integro a terra: l’orso se n’è liberato, ritornando ad avere, oltre che la libertà, anche la sua privacy! Sorprende l’irruenza di M 49 anche perchè nel periodo di detenzione era stato castrato chimicamente e veniva pure imbottito di sostanze tranquillanti, suscitando le ire dei movimenti animalisti (rif. 4).

Che dire? In un paese dove in tanti si fanno imbavagliare dalle mascherine, cosa che Diego Fusaro afferma essere simbolo di nuova schiavitù (rif. 5), nel nostro territorio c’è chi aspira alla libertà e combatte per essa, aimhè tale ardore pulsa nel cuore di un orso e non in quello mio o di altri concittadini che rimaniamo sucubi al giogo del potere. Non so se c’è una morale e non so se ci sarà lieto fine per il plantigrado, spesso combattere per la libertà significa morire, come molti partigiani ci hanno insegnato (sia ben chiaro son morti anche molti che partigiani non erano, e qui c'è da interrogarsi se la loro fine sia servita a qualcosa ed eventualmente a chi). Certo è che lieto non è di sicuro il punto di partenza: questo animale suscita tanta simpatia perché in molti riversiamo su quest’orso il coraggio e l’intraprendenza che abbiamo perso, piaccia o meno, sia per coloro che ne sono consapevoli sia, e non so se sia peggio, per chi non lo è!

Mirco Vvenzo, 26/08/2020 #qzone.it

Rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Steve_McQueen
Rif. 2 https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-anim...
Rif. 3 https://www.lifegate.it/m49-orso-storia
Rif. 4 https://www.ilmessaggero.it/animali/orso_m...
Rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/q-arts/mirco ...

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