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20210102 VM 2021A pasquetta, la giornata che da sempre è il momento di esodo per raggiungere la campagna e poter degustare uovo, pane e salame, magari distesi su d’un prato, contavo i veicoli che percorrevano il terraglio, 22! (rif. 1). Ho rifatto la stessa operazione ieri, il 31 dicembre 2020 alle h 23,33 (2° celsius, sono i dati riportati da un tabellone esterno ad una farmacia, poco prima del cavalcavia di Mestre). Esito della rilevazione statistica 11 auto, di cui due delle forze dell’ordine. Per chi non è della zona, Treviso è connesso a Mestre, la città periferica a Venezia, da una strada sempre molto trafficata, il terraglio, appunto.

Che cosa ci dicono questi dati? Che l’emergenza sanitaria che avevamo in primavera non siamo riusciti a risolverla, anche se, ci dicevano, che rispettando le regole avremmo trovato una soluzione al problema del coronavirus.

Nell’anno appena concluso di affermazioni ne abbiamo ascoltate parecchie, ci è stato dato il “bonus vacanza” per poter andare al mare, e poi siamo stati accusati di aver compromesso la salute del paese per essere andati in vacanza. Abbiamo subito la chiusura in autunno per poter godere dei nostri cari a Natale, e oggi ci dicono che il vaccino risolverà la situazione definitivamente. Potrei chiudere qui il rilievo statistico, di per sé già significativo, ma lungo il tragitto notturno mi sono sorte due riflessioni, estemporanee. ve le riferisco giusto per far due chiacchiere.

La prima: mi son ricordato di un video dove il relatore, splendido, Alessandro Baricco (rif. 2- consiglio la visione, è molto interessante oltre che piacevole) spiega il finale del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini. Siamo in periodo dove i profumi del romanticismo sono ancora ben presenti nell’aria è uno dei valori declamati nell'opera è la libertà. Senza libertà non si può essere felici. Sull'importanza della libertà si è sviluppato tutto il tema del risorgimento, tornando al lavoro descritto da Baricco c’è l’idea che quel popolo guidato da Guglielmo Tell. gli svizzeri, finalmente si riappropria della libertà, è le emozioni di quel pezzo d’opera, uno dei più sontuosi della produzione operistica italiana, parla di questo: dell'emozione che infonde questa sensazione. Libertà uguale felicità!

Nel silenzio dell’ultima notte dell’anno, io, tutto solo mentre percorrevo il terraglio, pensavo a questo, a quella musica che parlava della libertà, e riflettevo che “ora” (nel momento che ci riflettevo) noi italiani liberi non eravamo, e questo è da ricondursi a Pasqua dove io come “ora” contavo le auto in strada. Noi dai primi di febbraio viviamo in una sorta di schiavitù e secondo i parametri risorgimentali dovremmo considerarci infelici.

Seconda riflessione: quando faccio il servizio notturno per distrarmi di solito guardo le prostitute che si trovano lungo quella strada, alcune anche molto avvenenti, per lo più immagino provenienti dall'est europa. Ahimè, anche “ora”, come per quasi tutto l’anno, le commercianti d’amore non c’erano e io non potevo “gustar l’occhio”. Questo rilievo statistico mi ha riportato su un altro aneddoto letto chissà dove e chissà quando: ad Avignone, quando il Papa trasferì in Francia la sua corte, si mosse tutto un seguito di persone tra cui le prostitute. Ecco la riflessione sorta nel cuore della notte attorno alle 23,30: se non ci sono manco le “puttane” significa che l’economia è proprio a terra!

Nel 2020 abbiamo chiuso tutto per difenderci dal virus che a tutt’ora ostacola e ci priva della nostra libertà e il conto economico di queste chiusure verrà presentato nell’anno che al momento delle riflessioni doveva ancora incominciare. La vera infelicità la si andrà a toccar con mano nel 2021 (e seguenti), quando migliaia di aziende chiuderanno e altrettanti nostri concittadini rimarranno senza stipendio. L’anno che stavo andando ad iniziare non si presentava proprio con i migliori auspici, almeno in base alle idee bacate che partoriva la strada nella mia mente. Sperando di essere nel torto auguro comunque buon anno a tutti.

P.S. la frase di copertina è arrivata da un mio “amico” mezzo whatsapp, forse sono anche le mie frequentazioni a influenzare il mio modo di pensare.

Mirco Venzo, Treviso 01/01/2021 #qzone.it

rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-shorts/31-shorts...
rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=QAcCMQxqJwU

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