Nel primo e nel secondo articolo raccolgo testimonianze di due “europei” un croato cinquantenne, che ha combattuto la guerra degli anni 90 nella terra che si chiamava Jugoslavia, e un trentenne serbo, stato invasore (a detta del croato). Il serbo non ama la storia e ritiene che il conflitto jugoslavo sia un’assurdità nata dal caso e dimenticare quanto prima quella guerra è il meglio che si possa fare. (rif 1 / 2). Sulla base di queste chiacchiere da spiaggia, prive di conferme o di ricerche, ho avanzato una mia chiave interpretativa di questo sanguinoso conflitto, partendo dal fatto storico che la Jugoslavia non si schierarò ne con gli Stati Uniti –NATO- ne con l’URSS -Patto di Varsavia.
Era un "cane sciolto" e, oltre a ciò i miei "testimoni" mi informarono poi che quella realtà era dotato di un esercito importante, (entrambi affermano si trattasse, quello organizzato da Tito, il terzo esercito al mondo). Questi dati messi in fila l’un affianco all’altro mi han indotto a ritenere che un ipotetica elite che avesse come progetto omogeneizzare tutta l’Europa, non avrebbe gradito una simile realtà proprio nel cuore del vecchio continente, di qui la necessità di sminuzzarla in differenti pezzetti che sarebbero diventati insignificanti politicamente (e non solo).
Dò ragione al lettore che ritenga questa chiave di interpretazione assai azzardata, e pure poco sorretta da ricerche storiche (confesso, non ne ho fatte nessuna). E però a questa mia teoria devo dare consistenza con altri dati, sempre forniti dai miei due testimoni, lo ricordo, incontrati per caso al mare. i due mi han confermato un fatto importante: il Generale Tito, aveva diviso il suo territorio in zone dove un’area aveva il grosso dei mezzi militari, un altro aveva la produzione delle munizioni, un altro aveva le risorse energetiche, un'altra le risorse alimentari per nutrire l'esercito… Insomma, il Presidente Jugoslavo, che evidentemente tanto stolto non era, conscio del pericolo che uno sbilanciamento militare a favore di una zona sulle altre poteva generare un conflitto fratricida, aveva cercato di rendere ogni singola area incompleta per sopraffare le altre.
Se non di do tutti i pezzi dell’arma, tu non la puoi puntare contro nessuno. La Jugoslavia, mi spiegano i due “ragazzi”, solo unità era una potenza militare, divisa non aveva la possibilità di espletare alcun progetto bellico. E’ questa un’affermazione contraddetta dalla Storia, pare che la cosa così non sia andata. La guerra ci fu, e un pezzo di Jugoslavia ha attaccato l’altro come soprattutto il testimone croato mi raccontò. Tuttavia se la strategia adottata da Tito fosse vera, e a riguardo calza a fagiolo una citazione pronunciata dallo stesso Presidente Jozip Broz “ … se restiamo uniti, non dobbiamo aver paura di niente…"-discorso del suo ultimo Capodanno- pare evidente che qualcuno deve aver aggiunto i pezzi mancanti, alla Serbia, per rendere vincente il loro esercito. In quel breve lasso di tempo che separa la morte dello statista dagli anni novanta potè organizzarsi da sola? Improbabile!
Il croato nella prima intervista aveva detto che la Serbia voleva imporre la sua volontà alle altre etnie… La domanda è, chi ha aggiunto i pezzi mancanti per procedere con un simile progetto? Perchè vi è un problema di costi e di finanziamenti. Chi, per sole ragioni ideologiche, decide di metter mano nel taccuino, proprio quando il muro di Berlino è in frantumi, e le ideologie vengono a mancare? E ancora, se questo costo lo vai a sostenere, lo fai sperando di recuperare poi i soldi investiti. Il momento più cruento del conflitto fu l’attacco Serbo alla Bosnia, Paese estremamente povero, (fonte il mio teste croato) ma mussulmano, se c'è un interesse economico, qual'è?
Ragioni religiose parrebbe la risposta. Tuttavia torna ad esserci una incongruenza, ti mancano i soldi per chiudere il cerchio e chi te li da, lo fa per un tornaconto. Quale? Sappiamo che tra i paramilitari, oltre ai fanatici, v’erano anche dei mercenari, e quelli han solo l’ideologia del denaro, chi li pagava, quei militari, se l’invasione bosniaca non aveva un tornaconto economico? Non è questo un punto secondario, a parer mio. Oltre a ciò vi è il racconto che il militare mi ha narrato relativo a Srebrenica dove, a suo dire, i locali accolsero l’esercito dell’ONU come l’arrivo di benefattori. Finalmente, credevano gli sventurati, era terminato l’assedio serbo alla loro cittadina. Purtroppo però tutti i mezzi cingolati e tutti i militari che indossavano la divisa dei caschi blu erano militari serbi che si erano impossessati dei vestiti e dei mezzi dell’esercito voluto dal mondo per agevolare la pace.
In parole povere i lupi si erano travestiti da agnelli, e una volta entrati nella cittadina bosniaca, la devastarono. Ha iniziato il croato anche a questo punto a tirar fuori dal suo smatphone video dove la voce inglese era sottotitolata in lingua slava, e video in lingua slava sottointitolata in inglese a sostegno delle sue affermazioni. Ne è uscito un dialogo grottesco dove io gli dicevo: “ma lascia stare i video, io ti credo, raccontami te di quel che sai…” e lui niente, bocca chiusa, non mi ha raccontato nulla. Non ho capito che cosa stesse facendo con il suo esercito all’epoca dei fatti, in compenso seguitava a farmi ascoltare video dove un incomprensibile inglese (per me) si alternava ad un ancor più incomprensibile idioma slavo, il tutto corredato da immagini dove apparivano militari in azione..
Io non ho ne la capacità apprezzare le fonti che mi snocciolava, volevo ascoltare la “sua” versione dei fatti, ma proprio questa mi è stata occulatata tranne il fatto che per lui "sicuramente" l’ONU ha consegnato i propri mezzi e il proprio abbigliamento ai serbi per favorire la devastazione di quel popolo. Insomma, è stato un atto premeditato. Non mi ha avanzato nessuna ragione per cui ciò avvenne, lasciando a me la curiosità di trovare una chiave interpretativa al fatto, e di qui la teoria che mi son permesso di esternare a voi lettori, ripeto, tutta da confermare. Ora, ho sbirciato velocemente su che cosa afferma wikipedia a riguardo (rif 3) scoprendo che i militari bosniaci aveva reso le armi in cambio della protezione ONU, per tanto i fatti verificatisi a Srebrenica, aprono interrogativi importantissimi per ognuno di noi circa la competenza dell’ONU e circa la validità di organismi sovranazionali quali, il FMI, la Banca Mondiale e, da qualche anno, la Comunità Europea.
Il disonore più grande che può subire un militare è quello di esser disarmato, che settori di un esercito, si facciano portare via oltre alle divise anche i mezzi cingolati, rasenta la farsa. D’altra parte anche il FMI con le sue ricetta doveva salvare il Messico e l’Argentina, (due esempi a caso) e si complimentava con le loro politiche prima che questi paesi andassero a creare disoccupazioni di massa e distruzione dello stato assistenziale, quindi la domanda è, ma gli interessi di chi stanno compiendo gli appartenenti a queste organizzazioni che con differtenti modalità, pare una costante, generano morte tra coloro che dovrebbero aiutare? (Rif. 4)
Molto sospetto risulta come i media a voci unificate ci han parlato di questa guerra a matrice etnica, sostengono loro, ma nessuno ci ha raccontato di come un reparto armato dell’ONU abbia prima tolto le armi ai bosniaci in cambio di protezione, e poi si sia fatto togliere le divise e i caschi di color del cielo, consegnandoli assieme ai propri cingolati ai loro nemici. I presunti problemi etnici centrano poco con il dramma di Srebrenica, causato dall'interferenza delle forze "della pace". Circa la presunta divergenza etnica quel paese, la ex Jugoslavia, sostiene chi vi abita, era diviso prima, durante il conflitto e dopo il conflitto da etnie diverse e da religioni diverse, quindi la domanda che cos’è cambiato è basilare per comprendere perché quel conflitto s’è fatto e perché è terminato. Non sono un esperto di musica, ma di note stonate in questo racconto ufficiale relativo alla ex Jugoslavia, ne sento parecchie, dove a stonare più d’ogni altra cosa è il silenzio che da sempre avvolge quando accade ai nostri vicini di casa.
E’ caldo a Jesolo e domani ho un'altra giornata di lavoro per altro mal pagata. Chiudo l’articolo e vado a dormire.
Mirco Venzo, Jesolo 23/05/2018 #qzone
Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/...
Rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/...
Rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Srebrenica
Rif 4 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/...