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20160717 VM Fallaci1Si sente da più parti affermare che “la pazza della Fallaci aveva ragione” allorquando, dopo l’11 settembre, individuò nel mondo islamico un pericolo per la nostra civiltà. Da giovane lessi e apprezzai la Fallaci, sino ad un libro che trovai pesantissimo, il primo a non essere opera di giornalismo ma un romanzo dove, a mio avviso, la scrittrice iniziò a rinnegare se stessa: Insciallah. Perché la critico.

Ad ascoltare lei pare che il mondo musulmano stia dichiarando guerra, una guerra culturale, al mondo occidentale, cosa che a mio avviso è esattamente da rovesciare. Siamo noi occidentali che, da sempre, andiamo pesantemente ad interferire nelle cose del mondo islamico. Ciò è avvenuto in molti modi, e tutti estremamente impattanti. Iniziamo con le crociate. La prima altro non fu se non un’invasione di cristiani che si erano ripromessi di conquistare territori dominati da altri. Nascosti dietro motivazioni religiose che sicuramente erano incastrate nel profondo dell'animo, né più né meno di com'è oggi per i kamikaze musulmani, misti alla fede v'erano anche interessi economici e smania di gloria e ricchezza. Che cosa comportò la prima crociata (e le successive che avvennero come reazione)? Morte e devastazione per le varie popolazioni che si trovarono travolte da questo fanatismo religioso. Situazione simile a quella vissuta oggi dalla Francia, con la differenza di non avere come causa un pugno di fanatici, ma centinaia di persone che avevano ricevuto garanzie papali. Vi fu, per l'occasione, anche un vivace dibattito teologico in quanto il cristianesimo verteva sul "porgi l'altra guancia" e una guerra d'aggressione, come quella per liberare Gerusalemme, strideva con molti precetti evangelici. Stai andando troppo indietro con la storia, mi potrà ribattere il lettore: in effetti la prima crociata è datata 1101 d.C. Ed allora ci spostiamo agli inizi del secolo scorso quando gli Inglesi e, sostengono alcune fonti, i francesi, promisero a tutti i paesi di religione islamica un unico grande Stato se avessero accettato di schierarsi con loro durante la Prima Guerra Mondiale.

L’idea di un unico Stato islamico quindi è occidentale e sottolineo che tale promessa fu poi disattesa. Ancor peggio accadde all'indomani della Seconda Guerra Mondiale, quando nel cuore del mondo islamico fu imposto lo Stato di Israele. “Vogliono ribaltare la nostra cultura” afferma convinta la Fallaci che pure si occupò di Storia proprio mentre questi episodi si stavano concretizzando. Non è finita, andiamo all'11 settembre dove un attentato terroristico condotto da cittadini sauditi ha fatto quel che ha fatto. La reazione è stata l’invasione di una nazione, l’Afghanistan, con morti tra i civili e cambiamenti politici pesanti all'interno di quel territorio, quando la popolazione pochissimo aveva a che spartire con gli arabi e l’Arabia Saudita. Quest'ultima ancor oggi, per quanto sia lontana da ogni rispetto dei diritti umani, è solida alleata degli Stati Uniti. Non parliamo della guerra in Iraq motivata dall'esistenza, mai confermata neppure dopo il conflitto, di armi nucleari, chimiche e batteriologiche e non entriamo nel groviglio di relazioni che la Francia ha posto in essere in tutto il Nord Africa anche a metà del XX secolo. Presenza in Algeria e Tunisia e, storia recentissima, la deposizione, sempre armata ben inteso, del libico Gheddafi.

È una sintesi succinta ma credo sufficiente per inquadrare il problema in termini generali. Che quelle popolazioni abbiano una rabbia repressa da secoli verso il mondo occidentale non mi sorprende e, se il lettore mi chiede una soluzione per questo tipo di problemi, affermo di brancolare nel buio. Ma tengo a precisare che nel mio recente viaggio in Marocco ho avvertito un ulteriore problema di interferenza culturale, sempre da occidente dentro il mondo islamico: l’avvento del consumismo e dei suoi valori, in una realtà dove la religione è il cardine sociale. Io sono contrario all'arrivo dei flussi migratori indiscriminati, in quanto rappresentano un serio problema anche e soprattutto per ragioni economiche che nessuno mai sottolinea. Sono contrario alla globalizzazione, che quella sì sta distruggendo i nostri valori (occidentali e italiani in particolare) e la nostra cultura. Riconosco che esiste un importante problema di relazioni tra il mondo islamico e l’occidente, ma questo problema nasce anche dai fatti storici qui velocemente e grossolanamente ricordati. Non provo grande simpatia per la religione musulmana, forse perché a me le minigonne piacciono parecchio. Anche la opacità dei diritti civili, negati in quasi tutti quei territori, mi lascia molto perplesso.

Tuttavia nessuno ricorda mai che l’11 settembre è anche la data in cui nel 1973 un colpo di Stato, finanziato e voluto dalla CIA, ha estromesso il democratico Salvador Allende dal governo del suo paese, il Cile, ponendo in essere decenni di torture e maltrattamenti che a me disturbano molto più di quanto non avvenga nel mondo arabo che ha una cultura e una religione molto distanti dalla mia. Tutto sommato quella cultura è inserita in terre molto difficili e non mi permetto di giudicarla. Questo inizio di millennio è caratterizzato da una sperequazione economica che suddivide la popolazione mondiale in ricchi e miserabili. Dalle aree dove questi ultimi sono in maggioranza gli estremismi trovano terreno fertile. A me non preoccupa il fatto che in uno Stato laico il crocifisso in classe non dovrebbe esserci. Preoccupa il fatto che di taglio in taglio, tra un pareggio di bilancio ed una riforma costituzionale, in futuro non ci saranno scuole, e quindi non ci saranno pareti dove appendere alcunché. Questo è, a mio avviso, il terreno fertile per conflitti di ogni tipo, anche religiosi. Spero aver reso l’idea del perché mi sento lontano dalla Fallaci, anche se non nascondo che il problema dell’estremismo islamico e del terrorismo è un fenomeno concreto.

Mirco Venzo - Treviso, 17/07/2016 #qzone

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