Sia io, che l'amica che me l'ha proposto, l’abbiamo ritenuto un ottimo film. Anzitutto per la fotografia estremamente curata. Le immagini spesso sono caratterizzate da forti contrasti cromatici, dove sovente è il rosso a farla da padrone. La struttura delle inquadrature è semplice, essenziale, pochi elementi che facilitano la concentrazione sul soggetto inquadrato, su ciò che fa e su ciò che dice. La recitazione è molto buona da parte di tutti i protagonisti, e quando ciò accade, significa che il regista ha lavorato bene. Non c’è un personaggio che paia debole, sin anche l’inserviente, che dalla prima inquadratura risulta antipatica e maligna, a ben riflettere è un capolavoro di recitazione, e finisce per diventare tassello importante nella trama. Trama molto avvincente, tragica, ma non di una tragedia strappalacrime, quanto della tragedia che è essenza della vita, dove le gioie si devono conquistare pur tra le difficoltà che le relazioni umane comportano.
E in questa trama avvincente viene, a mio parere, esaltata l’importanza del dialogo, che spesso è assente tra i vari protagonisti, ed è proprio l’assenza che ne esalta la sua importanza. L’ultima osservazione che mi permetto di esternare è legata alla struttura che io definisco “europea” del film. Mi spiego meglio, spesso le pellicole americane rendono chiaro chi sono i buoni e chi sono i cattivi. Al contrario di molte pellicole “Europee” - penso a molte pellicole italiane, ma Almodóvar in questo caso sposa una tradizione che evidentemente non è solo legata alla nostra penisola, ma a gran parte del nostro continente – dove ogni protagonista è buono a modo suo, giusto a modo suo, e cattivo a modo suo. Fin anche la malvagia governante, si discuteva con Laura, a ben guardare è un personaggio coerente, sincero a suo modo, che non mette zizzania mezzo falsità, ma al contrario altera gli equilibri delle relazioni parlando con una sua franchezza, quella franchezza che talvolta crea più danni della menzogna. Ed ecco che il film impone anche in questo caso uno degli infiniti spunti di riflessione… E’ giusto dialogare con franchezza, cosa che la governante fa, o è meglio eludere alcuni temi scottanti, cosa che nel film a turno fanno vari protagonisti? Il risultato è sempre che non si sa, mai, dove stia la giusta misura e quale sia la cosa giusta da farsi o da dirsi. Non è un film per giovani e non è un film per tutti, ma lo ritengo un grande film.
Mirco Venzo, Treviso 05/06/2016